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A.I.CE.ST.
ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI
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Perché tanta opposizione nei confronti delle cellule staminali?
La Chiesa cattolica della Corea del sud e le cellule staminali. Notizie dal mondo delle staminali 2010 (con periodici aggiornamenti). Notizie dal mondo delle staminali 2011(con periodici aggiornamenti). Notizie dal mondo delle staminali 2012(con periodici aggiornamenti) TESTIMONIANZE di pazienti curati con cellule staminali STATUTO (parziale) dell’A.I.CE.ST.
PERCHÉ TANTA OPPOSIZIONE NEI CONFRONTI
DELLE CELLULE STAMINALI?
Anzitutto spieghiamo in che
cosa consistano le cellule staminali.
In base alla loro efficacia
si possono distinguere quattro tipi di cellule staminali:
1 -
Una singola cellula staminale
totipotente può svilupparsi
in un intero organismo e persino in tessuti extra-embrionali.
2 - Le
cellule staminali
pluripotenti
possono
specializzarsi con più difficoltà in tutti i tipi di cellule che
troviamo in un individuo adulto.
cellule staminali
3 - Le
cellule staminali
multipotenti sono in grado di
specializzarsi unicamente in alcuni tipi di cellule.
4 - Le
cellule staminali
unipotenti possono generare
unicamente un tipo di cellula specializzata
Si tratta di cellule
presenti in vari tessuti del nostro organismo, ma che sono
variamente differenziate. A seconda della loro differenziazione
rispetto all’organo in cui vivono, possono trasformarsi con maggior
o minor efficacia, se trasmesse ad altri organi, in cellule degli
organi stessi, riparando quei tessuti, che risultino danneggiati da
traumi o da patologie.
Le staminali totipotenti
sono quelle presenti in embrioni o nella placenta, le altre in vari
altri organi. È chiaro che le cellule embrionali siano quelle più
efficaci perché più facilmente si trasformano, sostituendole, nelle
cellule danneggiate.
Per questo motivo, è sorto
un vivace dibattito con le Istituzioni ecclesiastiche, dato che,
asportando le staminali dagli embrioni, si può determinare la morte
di questi ultimi.
Si
tratta di un dibattito adesso scientificamente infondato
sia perché molti embrioni sono destinati
a non essere utilizzati nel processo di riproduzione (per es. quelli
in soprannumero, creati nell’ambito della riproduzione medica) sia
perché la scienza ormai è giunta a fare a meno di tali cellule,
utilizzando, invece, quelle pluripotenti potenziate e parzialmente
trasformate nelle cosiddette cellule
“bambine” (come quelle embrionali), cioè totipotenti, mediante l’uso
di proteine già scoperte da anni.
Conseguentemente, la Chiesa
attualmente si oppone soltanto alle staminali embrionali, la cui
utilizzazione è sempre più ridotta.
Infatti, ormai in alcuni
Centri di trapianto di staminali si utilizzano staminali autologhe,
cioè tratte dal midollo osseo del paziente stesso, eventualmente
potenziate, oppure cellule cordonali o placentari (tratte le prime
dal cordone ombelicale, le seconde dalla placenta), le quali sono
molto efficaci e non determinano problemi di carattere etico.
È chiaro, perciò, che la
Chiesa per nulla si oppone alle cellule staminali non embrionali;
anzi, è noto come la Chiesa cattolica della Corea del sud, molto
attiva, abbia persino promosso una raccolta di fondi per la ricerca
relativa alle staminali non embrionali.
Se la
posizione della Chiesa, da molti non condivisa, è chiara, non chiara
è la situazione della ricerca in sé. Infatti, già alcuni anni or
sono avevo pubblicato un libro (IL MIO ICTUS: IL MISTERO DELLE
CELLULE STAMINALI), nel quale sottolineavo la situazione, che
definivo “misteriosa”,
della ricerca italiana, la quale
risultava incomprensibile. Racconto qui alcuni casi anomali, che
erano caduti sotto la mia attenzione.
1 – nel 2003 presso il
Dipartimento cardiologico delle Molinette di Torino il Prof. Marra
aveva diretto con successo una ricerca mediante le staminali, grazie
alle quali era riuscito a guarire alcuni infartuati, i quali si
dichiaravano entusiasti dell’esito della ricerca.
LA
STAMPA, tramite il giornalista Franco Accossato,
aveva dedicato ampi servizi
all’accaduto, intervistando pure il prof. Marra, il quale aveva
confermato con soddisfazione il felice esito della ricerca,
sottolineandone i bassi costi e la possibilità di estenderla ad
altri settori di ricerca medica.
Ogni lettore avrebbe,
perciò, potuto ragionevolmente supporre che ormai l’infarto
cardiaco, almeno in fase acuta (come quelli trattati in tale
ricerca), non sarebbe più stato un problema.
Nonostante tali legittime
aspettative, da allora non risulta che, neppure alle Molinette di
Torino, siano state utilizzate le staminali per curare gli
infartuati, che, in molti casi, hanno continuato a morire con le
terapie tradizionali.
Ovviamente, non credo che
ciò sia dovuto alla negligenza od alla cattiva volontà del Prof.
Marra.
Perché allora?
MISTERO!
2 – su LA REPUBBLICA del
30.06.07
venne
pubblicata un’intervista con il Prof. Paolo Biglioli, ricercatore
nonché Direttore Scientifico del Centro Cardiologico Monzino di
Milano, il quale si lamentava che l’A.I.FA. (Agenzia Italiana per il
Farmaco)
senza alcuna motivazione
di carattere scientifico
non rilasciava la dovuta autorizzazione per le ricerche relative a
cellule staminali in campo cardiologico su esseri umani, ricerche –
sottolinea il Prof. Biglioli – già approvate dal Ministero della
Salute, di cui l’A.I.FA. è una emanazione.
3 – A
seguito di analoga lamentela del Prof.
Perché tutte queste
incongruenze?
Mistero!
E LE CELLULE STAMINALI
Sono a conoscenza che il 5 ottobre 2005 mons.
Nicholas Cheong Jin-suk, arcivescovo di Seul, durante un incontro del
Comitato per
Spesso il mondo scientifico utilizza cellule prese
da embrioni umani, ma per produrle occorre clonare gli embrioni e poi
distruggerli, pratiche che
Devo spiegare che l’interesse dimostrato dalla
Chiesa cattolica coreana è dovuto, come vedremo successivamente, ai
fittizi successi che
nel contempo i ricercatori laici dell’Università Statale di Seul avevano
ottenuto dalle ricerche sulle cellule staminali embrionali.
In Europa e, in particolare, in Italia
Ignoro il motivo che ha indotto
Posso avanzare un’ipotesi: in Corea
Anche se il problema delle cellule staminali
presenta, come sappiamo, importanti riflessi di carattere etico,
tuttavia riguarda pur sempre un settore di carattere medico, in cui
Inoltre, probabilmente la società occidentale vive i problemi medici con
minor vivacità e sensibilità rispetto a quella orientale, il che
comporta che una raccolta di fondi a favore di una ricerca così
specifica rischierebbe di non conseguire il dovuto successo.
Precisazione riguardante le testimonianze. Poiché le Istituzioni alle quali ci siamo rivolti per ottenere i necessari chiarimenti, hanno risposto con un muro di significativo silenzio, pubblichiamo qui le prime testimonianze di pazienti delle più svariate patologie, invitando tutti a vincere le remore dovute ad una pur spiegabile riservatezza, in modo da ampliare le conoscenze che ognuno di noi può avere delle diverse possibilità terapeutiche. Queste testimonianze non devono essere prese come riferimento assoluto perché ogni organismo reagisce differentemente al trattamento con cellule staminali, come per qualsiasi terapia. Precisiamo, al riguardo, che la pubblicazione di dette testimonianze non vuole assolutamente essere un mezzo pubblicitario dei Centri, che hanno svolto il trattamento terapeutico. Infatti, accetteremo pure le testimonianze, che si concluderanno con un parere negativo o interlocutorio.
Testimonianza n. 1. Michele Maero - e-mail: michele@maero.it, attualmente di anni 71 - colpito da ictus ischemico il 18 ottobre 2002. Dopo il consueto iniziale periodo di fisioterapia e di riabilitazione presso diversi Centri, ho volto la mia attenzione alle cellule staminali, prendendo in considerazione tutti i Centri, che operano a livello internazionale, dato che in Italia per la mia patologia non mi risultava esserci alcun Centro di trapianti. A causa della sua posizione nell'ambito dell'Unione Europea, che mi dava maggiori garanzie di serietà, e sentito pure il Consolato italiano di Colonia, scelsi l'XCELL-Center di tale città, raggiungibile con una certa comodità in aereo da Torino. Ci andai nel 2008. La Clinica si presentava pulita e decorosa, il personale medico e paramedico molto professionale. Ebbi modesti, ma concreti benefici, che posso qui sintetizzare: adagiato sul letto, quando faccio fisioterapia, adesso riesco ad alzare con movimento attivo il braccio sinistro in modo verticale, cosa prima impossibile; scomparve una piccola infiammazione al costato, residuo di un incidente automobilistico; nella deambulazione il movimento della gamba sinistra divenne più facile; durante la passeggiata mattutina non ho più bisogno di appoggiarmi sempre ad un bar, per la toilette. Era poco, ma, ritenendo che repetita iuvant, mi recai a Colonia una seconda volta nel giugno 2009. Migliorai di pochissimo (su pavimentazione sconnessa non ho più bisogno del sostegno di mia moglie, potendo camminare anche da solo, pur con attenzione ed usando il bastone): tale scarsità di benefici fu ritenuto effetto della scarsità di staminali, di cui disponevo, crollate, a causa della scarsa attività rigeneratrice del mio midollo, da 2 milioni a 900mila. Pervicacemente ritentai con un terzo viaggio a Dusseldorf dove nel frattempo l'XCELL Center si era esteso. L'effetto fu ancora inferiore perché nel frattempo le staminali si erano ulteriormente ridotte a 870.000. Il professore che curò il mio trapianto mi consigliò di attendere almeno un anno, ma, data la mia situazione e poiché l'XCELL Center, a quanto mi risulta a causa delle caratteristiche dell'autorizzazione ricevuta dalle Autorità competenti, non può procedere al potenziamento ed alla coltivazione delle mie staminali, ho deciso di sospendere la terapia, in attesa di modifiche della legislazione vigente, che permetta tale potenziamento, eventualmente presso un altro Centro egualmente serio. Per mia fortuna, l'ictus non è una malattia neurodegenerativa e, perciò, posso attendere. Penso piuttosto a chi è stato colpito per es. da SLA, per il quale le pastoie burocratiche, che, per difendere interessi occulti, impediscono le ricerche, ne possono causare il decesso.
Testimonianza n. 2.
Salve!
Sono Giuseppe Cassiano, il papà di Mattia.
Mi
spiego meglio: Mattia prima di partire era costretto sulla sua sedia a
rotelle e non riusciva a tenere nessun tipo di equilibrio. Tutto questo era ormai impensabile per noi, ma dopo il trapianto è come se Mattia fosse rinato per la seconda volta! Tutto questo è stato riscontrato anche dal suo fisiatra italiano e dal centro di riabilitazione perché, oltre alle staminali, è anche grazie alla riabilitazione intensiva e all'agopuntura fatta a Bangkok, che stiamo continuando a fare anche qui, che Mattia sta avendo questi grossi risultati.
Da una
settimana circa abbiamo tolto anche il poggiatesta dalla sua sedia,
proprio perché Mattia sta riuscendo a controllare la testa da solo. A questo proposito voglio lanciare un appello, a tutti quelli che da questo trattamento ne hanno tratto beneficio, di voler formare un comitato per combattere ad avere diritto ad un rimborso dalle nostre A.S.L. per tornare a fare questi trapianti.
Riuniamoci, facciamo casino! Più siamo e più casino faremo!
Chi
vuole contattarmi può farlo all'ora di cena al numero di cellulare +39
340/9049050. Giuseppe Cassiano, 20 gennaio 2009 Testimonianza n. 3. Mauro Magon - 31 anni - Padova (It) - Distrofia Muscolare BEIKE GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!
Io
sono la mamma di Mauro Magon che dopo il trapianto di cellule
staminali a Bangkok nel novembre 2009 ha smesso totalmente di
"sbavare" e con adeguata fisioterapia ha migliorato notevolmente il
controllo del busto, del capo e postura in genere. Ha cominciato
anche ad aprire e chiudere la mano sinistra.
Ma
dico io, se un ragazzo di 31 anni non sbava più ed é pienamente
consapevole, non ha conquistato più dignità? Il mio motto é fare e non aspettare. MARTA – 14 Aprile 2010
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