A.I.CE.ST.

 

ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI

 

staminali@aiceststaminali.it

 

Anzitutto spieghiamo in che cosa consistano le cellule staminali.

Le cellule staminali sono cellule primitive non specializzate, dotate della singolare capacità di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo. Perciò, permettono (o permetteranno) di riparare specifici tessuti o di riprodurre organi.

In base alla loro efficacia si possono distinguere quattro tipi di cellule staminali:

1 - Una singola cellula staminale totipotente può svilupparsi in un intero organismo e persino in tessuti extra-embrionali.

2 - Le cellule staminali pluripotenti  possono specializzarsi con più difficoltà in tutti i tipi di cellule che troviamo in un individuo adulto.

cellule staminali

 

3 - Le cellule staminali multipotenti sono in grado di specializzarsi unicamente in alcuni tipi di cellule.

4 - Le cellule staminali unipotenti possono generare unicamente un tipo di cellula specializzata

 

Si tratta di cellule presenti in vari tessuti del nostro organismo, ma che sono variamente differenziate. A seconda della loro differenziazione rispetto all’organo in cui vivono, possono trasformarsi con maggior o minor efficacia, se trasmesse ad altri organi, in cellule degli organi stessi, riparando quei tessuti, che risultino danneggiati da traumi o da patologie.

Le staminali totipotenti sono quelle presenti in embrioni o nella placenta, le altre in vari altri organi. È chiaro che le cellule embrionali siano quelle più efficaci perché più facilmente si trasformano, sostituendole, nelle cellule danneggiate.

Per questo motivo, è sorto un vivace dibattito con le Istituzioni ecclesiastiche, dato che, asportando le staminali dagli embrioni, si può determinare la morte di questi ultimi.

Si tratta di un dibattito adesso scientificamente infondato  sia perché molti embrioni sono destinati a non essere utilizzati nel processo di riproduzione (per es. quelli in soprannumero, creati nell’ambito della riproduzione medica) sia perché la scienza ormai è giunta a fare a meno di tali cellule, utilizzando, invece, quelle pluripotenti potenziate e parzialmente  trasformate nelle cosiddette cellule “bambine” (come quelle embrionali), cioè totipotenti, mediante l’uso di proteine già scoperte da anni.

Conseguentemente, la Chiesa attualmente si oppone soltanto alle staminali embrionali, la cui utilizzazione è sempre più ridotta.

Infatti, ormai in alcuni Centri di trapianto di staminali si utilizzano staminali autologhe, cioè tratte dal midollo osseo del paziente stesso, eventualmente potenziate, oppure cellule cordonali o placentari (tratte le prime dal cordone ombelicale, le seconde dalla placenta), le quali sono molto efficaci e non determinano problemi di carattere etico.

È chiaro, perciò, che la Chiesa per nulla si oppone alle cellule staminali non embrionali; anzi, è noto come la Chiesa cattolica della Corea del sud, molto attiva, abbia persino promosso una raccolta di fondi per la ricerca relativa alle staminali non embrionali.

Se la posizione della Chiesa, da molti non condivisa, è chiara, non chiara è la situazione della ricerca in sé. Infatti, già alcuni anni or sono avevo pubblicato un libro (IL MIO ICTUS: IL MISTERO DELLE CELLULE STAMINALI), nel quale sottolineavo la situazione, che definivo “misteriosa”,  della ricerca italiana, la quale risultava incomprensibile. Racconto qui alcuni casi anomali, che erano caduti sotto la mia attenzione.

1 – nel 2003 presso il Dipartimento cardiologico delle Molinette di Torino il Prof. Marra aveva diretto con successo una ricerca mediante le staminali, grazie alle quali era riuscito a guarire alcuni infartuati, i quali si dichiaravano entusiasti dell’esito della ricerca.

LA STAMPA, tramite il giornalista Franco Accossato,  aveva dedicato ampi servizi all’accaduto, intervistando pure il prof. Marra, il quale aveva confermato con soddisfazione il felice esito della ricerca, sottolineandone i bassi costi e la possibilità di estenderla ad altri settori di ricerca medica.

Ogni lettore avrebbe, perciò, potuto ragionevolmente supporre che ormai l’infarto cardiaco, almeno in fase acuta (come quelli trattati in tale ricerca), non sarebbe più stato un problema.

Nonostante tali legittime aspettative, da allora non risulta che, neppure alle Molinette di Torino, siano state utilizzate le staminali per curare gli infartuati, che, in molti casi, hanno continuato a morire con le terapie tradizionali.

Ovviamente, non credo che ciò sia dovuto alla negligenza od alla cattiva volontà del Prof. Marra.

Perché allora?  MISTERO!

 

2 – su LA REPUBBLICA del 30.06.07  venne pubblicata un’intervista con il Prof. Paolo Biglioli, ricercatore nonché Direttore Scientifico del Centro Cardiologico Monzino di Milano, il quale si lamentava che l’A.I.FA. (Agenzia Italiana per il Farmaco) senza alcuna motivazione di carattere scientifico non rilasciava la dovuta autorizzazione per le ricerche relative a cellule staminali in campo cardiologico su esseri umani, ricerche – sottolinea il Prof. Biglioli – già approvate dal Ministero della Salute, di cui l’A.I.FA. è una emanazione.

3 – A seguito di analoga lamentela del Prof. Angelo Vescovi, notissimo ricercatore nel campo delle staminali nel settore neurologico, il quale pure rilevava come l’A.I.FA. non rilasciava le dovute autorizzazioni, questo Ente rispondeva che non risultava fosse pervenuta alcuna richiesta in merito, risposta  per  nulla  convincente  perché certamente il Prof. Vescovi, se fosse incorso in tale dimenticanza, non si sarebbe di certo lamentato apertamente con la stampa.

Perché tutte queste incongruenze? Mistero!

 


 

LA CHIESA CATTOLICA IN COREA

E LE CELLULE STAMINALI

 

Sono a conoscenza che il 5 ottobre 2005 mons. Nicholas Cheong Jin-suk, arcivescovo di Seul, durante un incontro del Comitato per la Vita della diocesi tenutosi presso il Centro medico cattolico, ha annunciato che l’arcidiocesi di Seul intende raccogliere l’equivalente di 9,6 milioni di dollari americani per finanziare la ricerca sulle cellule staminali adulte. Vengo pure a sapere che Andrei Yeom Soo-jung, vescovo ausiliare di Seul, ha sottolineato che la ricerca per la cura di gravi malattie può avvenire “in accordo con l’insegnamento di bioetica della Chiesa”. Padre Joseph Kim Yong-tae, membro del Comitato, ha spiegato che le cellule staminali possono svilupparsi in cellule specializzate per formare organi e parti del corpo e sono studiate per curare malattie, come la rigenerazione delle cellule cerebrali danneggiate dal morbo di Alzheimer.

Spesso il mondo scientifico utilizza cellule prese da embrioni umani, ma per produrle occorre clonare gli embrioni e poi distruggerli, pratiche che la Chiesa ritiene “immorali”. Le ricerche con le cellule staminali degli adulti – spiega padre Kim – mostrano grande efficacia, per cui non sarà necessario “sacrificare una vita umana (l’embrione) per salvare la vita del malato”.

Devo spiegare che l’interesse dimostrato dalla Chiesa cattolica coreana è dovuto, come vedremo successivamente, ai fittizi successi che nel contempo i ricercatori laici dell’Università Statale di Seul avevano ottenuto dalle ricerche sulle cellule staminali embrionali.

 

In Europa e, in particolare, in Italia la Chiesa cattolica non ha ritenuto di lanciare alcuna raccolta di fondi a favore della ricerca per le cellule staminali.

Ignoro il motivo che ha indotto la Chiesa cattolica occidentale ad un comportamento così divergente rispetto a quella orientale.

Posso avanzare un’ipotesi: in Corea la Chiesa cattolica è maggiormente inserita nella società e, perciò, vive più attivamente i problemi della medesima, mentre in Europa si attiene di più alla vita religiosa e morale, essendo già, pur così, abbastanza criticata, da parte del mondo anticlericale, di eccessivo coinvolgimento nella problematica politica e sociale.

Anche se il problema delle cellule staminali presenta, come sappiamo, importanti riflessi di carattere etico, tuttavia riguarda pur sempre un settore di carattere medico, in cui la Chiesa occidentale non vuole immischiarsi direttamente.

Inoltre, probabilmente la società occidentale vive i problemi medici con minor vivacità e sensibilità rispetto a quella orientale, il che comporta che una raccolta di fondi a favore di una ricerca così specifica rischierebbe di non conseguire il dovuto successo.

 

Michele Maero

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TESTIMONIANZE di pazienti curati con cellule staminali

 

Precisazione riguardante le testimonianze.

Poiché le Istituzioni alle quali ci siamo rivolti per ottenere i necessari chiarimenti, hanno risposto con  un muro di significativo silenzio, pubblichiamo qui le prime testimonianze di pazienti delle più svariate patologie, invitando tutti a vincere le remore dovute ad una pur spiegabile riservatezza, in modo da ampliare le conoscenze che ognuno di noi può avere delle diverse possibilità terapeutiche. Queste testimonianze non devono essere prese come riferimento assoluto perché ogni organismo reagisce differentemente al trattamento con cellule staminali, come per qualsiasi terapia.

Precisiamo, al riguardo, che la pubblicazione di dette testimonianze non vuole assolutamente essere un mezzo pubblicitario dei Centri, che hanno svolto il trattamento terapeutico. Infatti, accetteremo pure le testimonianze, che si concluderanno con un parere negativo o interlocutorio.

 

Testimonianza n. 1.

Michele Maero - e-mail: michele@maero.it,  attualmente di anni 71 - colpito da ictus ischemico il 18 ottobre 2002.

Dopo il consueto iniziale periodo di fisioterapia e di riabilitazione presso diversi Centri, ho volto la mia attenzione alle cellule staminali, prendendo in considerazione tutti i Centri, che operano a livello internazionale, dato che in Italia per la mia patologia non mi risultava esserci alcun Centro di trapianti.

A  causa della sua posizione nell'ambito dell'Unione Europea, che mi dava maggiori garanzie di serietà, e sentito pure il Consolato italiano di Colonia, scelsi l'XCELL-Center di tale città, raggiungibile con una certa comodità in aereo da Torino. Ci andai nel 2008.

La Clinica si presentava pulita e decorosa, il personale medico e paramedico molto professionale. Ebbi modesti, ma concreti  benefici, che posso qui sintetizzare: adagiato sul letto, quando faccio fisioterapia, adesso riesco ad alzare con movimento attivo il braccio sinistro in modo verticale, cosa prima impossibile;  scomparve una piccola infiammazione al costato, residuo di un incidente automobilistico; nella deambulazione il movimento della gamba sinistra divenne più facile; durante la passeggiata mattutina non ho più bisogno di appoggiarmi sempre ad un bar, per la toilette. Era poco, ma, ritenendo che repetita iuvant, mi recai a Colonia una seconda volta nel giugno 2009. Migliorai di pochissimo (su pavimentazione sconnessa non ho più bisogno del sostegno di mia moglie, potendo camminare anche da solo, pur con attenzione ed usando il bastone): tale scarsità di benefici fu ritenuto effetto della scarsità di staminali, di cui disponevo, crollate, a causa della scarsa attività rigeneratrice del mio midollo, da 2 milioni a 900mila.

Pervicacemente ritentai con un terzo viaggio a Dusseldorf dove nel frattempo l'XCELL Center si era esteso. L'effetto fu ancora inferiore perché nel frattempo le staminali si erano ulteriormente ridotte a 870.000. Il professore che curò il mio trapianto mi consigliò di attendere almeno un anno, ma, data la mia situazione e poiché l'XCELL Center, a quanto mi risulta a causa delle caratteristiche dell'autorizzazione ricevuta dalle Autorità competenti, non può procedere al potenziamento ed alla coltivazione delle mie staminali, ho deciso di sospendere la terapia, in attesa di modifiche della legislazione vigente, che permetta tale potenziamento, eventualmente presso un altro Centro egualmente serio. Per mia fortuna, l'ictus non è una malattia neurodegenerativa e, perciò, posso attendere. Penso piuttosto a chi è stato colpito per es. da SLA, per il quale le pastoie burocratiche, che, per difendere interessi occulti, impediscono le ricerche, ne possono causare il decesso.


 

Testimonianza n. 2.

Salve! Sono Giuseppe Cassiano, il papà di Mattia.
Siamo tornati da Bangkok il 21 ottobre 2008, quindi sono passati circa tre mesi dalle 6 iniezioni di cellule staminali e posso testimoniare a voce alta che stanno funzionando.

Mi spiego meglio: Mattia prima di partire era costretto sulla sua sedia a rotelle e non riusciva a tenere nessun tipo di equilibrio.
Da quando siamo tornati Mattia riesce a stare seduto da solo per terra (stile indiano), per circa 4/5 minuti,tenendo la testa e tutto il tronco belli dritti. E' diminuita notevolmente la spasticità, permettendogli dei movimenti più coordinati.
A pancia in giù riesce a fare alcune flessioni, riesce a rotolarsi e non incrocia più le gambe se si mette a fare alcuni passi.

Tutto questo era ormai impensabile per noi, ma dopo il trapianto è come se Mattia fosse rinato per la seconda volta!

Tutto questo è stato riscontrato anche dal suo fisiatra italiano e dal centro di riabilitazione perché, oltre alle staminali, è anche grazie alla riabilitazione intensiva e all'agopuntura fatta a Bangkok, che stiamo continuando a fare anche qui, che Mattia sta avendo questi grossi risultati.

Da una settimana circa abbiamo tolto anche il poggiatesta dalla sua sedia, proprio perché Mattia sta riuscendo a controllare la testa da solo.
Come Mattia anche noi genitori vorremmo ritornare per sottoporlo ad un nuovo ciclo, ma è una spesa totalmente a nostro carico e facciamo veramente fatica a sopportarla.

A questo proposito voglio lanciare un appello, a tutti quelli che da questo trattamento ne hanno tratto beneficio, di voler formare un comitato per combattere ad avere diritto ad un rimborso dalle nostre A.S.L. per tornare a fare questi trapianti.

Riuniamoci, facciamo casino! Più siamo e più casino faremo!
Vorrei ringraziare Beike per l'accoglienza e l'assistenza ricevuta in ospedale durante la degenza e l'interprete italiana Lorenza che ha accompagnato e assistito Mattia anche in sala operatoria.

Chi vuole contattarmi può farlo all'ora di cena al numero di cellulare +39 340/9049050.

Grazie e presto

Giuseppe Cassiano, 20 gennaio 2009


Testimonianza n. 3.

Mauro Magon - 31 anni - Padova (It) - Distrofia Muscolare

BEIKE GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!

Io sono la mamma di Mauro Magon che dopo il trapianto di cellule staminali a Bangkok nel novembre 2009 ha smesso totalmente di "sbavare" e con adeguata fisioterapia ha migliorato notevolmente il controllo del busto, del capo e postura in genere. Ha cominciato anche ad aprire e chiudere la mano sinistra.
In Italia siamo indietro anni luce, ma quello che più mi fa arrabbiare é che i neurologi anche di fronte a palesi miglioramenti mi dicano: "Beh, ma per la sua autonomia personale, Mauro cosa ha ottenuto?"

Ma dico io, se un ragazzo di 31 anni non sbava più ed é pienamente consapevole, non ha conquistato più dignità?
Se anche non si alza e cammina da solo, ma riesce ad aiutarsi e a dare meno peso a chi lo accudisce, non é una conquista?

Il mio motto é fare e non aspettare.

MARTA – 14 Aprile 2010

 

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