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1 - STAMINALI
TRATTE DAL LIQUIDO AMNIOTICO
- Buone notizie
sul fronte delle cellule staminali: pure quelle prelevate dal
liquido amniotico possono dare origine a ogni tipo di cellula che
costituisce il corpo umano. La scoperta può essere letta sulla
rivista Oncogene e svela una maggiore potenzialità degli elementi
cellulari contenuti nel liquido rispetto a quanto precedentemente
ritenuto. La sua applicazione potrebbe aumentare il numero di
malattie e condizioni patologiche trattabili utilizzando questo tipo
di cellule staminali.
Lo studio è stato condotto in collaborazione da Anthony Atala,
direttore del Wake Forest Institute for Regenerative Medicine di
Winston-Salem (North Carolina) e Markus Hengstchlager
dell’Università di Medicina di Vienna. .
Oggi, attraverso la stessa metodologia, gli scienziati sono riusciti
a isolare altre due linee staminali dal fluido che circonda il feto
in via di sviluppo e a ottenere la loro trasformazione in aggregati
di cellule, i corpi embrionali, in grado di dare origine a pressoché
tutti i tipi di cellule adulte. Inoltre, in questa stessa ricerca è
stata identificata la proteina che regola il passaggio da cellule
staminali a corpi embrionali, mTOR.
Secondo Hengstshläger queste cellule potrebbero diventare un’utile
fonte di materiale sia per studiare alcune malattie genetiche, sia
nella medicina rigenerativa. Infatti le cellule amniotiche possono
essere coltivate in grandi quantità e sono disponibili
immediatamente durante la gravidanza e al momento della nascita.
“Bisogna ancora dimostrare se queste cellule sono versatili tanto
quanto quelle embrionali, ma i risultati sono incoraggianti”, ha
affermato Atala. Atualmente il suo gruppo di ricerca è impegnato
nell’applicazione di queste ricerche al trattamento di malattie
renali e del diabete.
Michele Maero
2 - CELLULE STAMINALI E
SCLEROSI MULTIPLA
Dalle
cellule staminali arriva una nuova speranza per i malati di sclerosi
multipla.
Lo afferma
il quotidiano britannico "Daily Telegraph", che racconta la storia di
Ben Leahy, ragazzo ventenne dell'Australia.
Nel 2008, a
Ben era stata diagnosticata la sclerosi multipla; la malattia era
progredita in fretta, togliendogli la capacità di camminare.
Poi, una
squadra di medici australiani ha sottoposto Ben ad una terapia di
recupero, basata sulle cellule staminali.
Come
spiegano gli esperti, il trattamento si concentra sul sistema
immunitario, che nei malati di sclerosi multipla "impazzisce" ed attacca
alcuni nervi, con potenziali conseguenze negative su vista e
(sopratutto) equilibrio, in quanto la paralisi è una fine probabile.
Per
combattere ciò, i dottori hanno prelevato a Lehay alcune staminali dal
midollo osseo, dopodiché hanno usato un mix di sostanze chimiche per
distruggere tutti i suoi anticorpi. Infine, le cellule staminali sono
stare ri inserite nel corpo del soggetto; in pratica, il sistema
immunitario è stato azzerato e poi ricostruito.
Ed i
risultati sono stati più che positivi.
Spiega il dottor Colin Andrews, neurologo di Camberra che segue il
ragazzo: "Al momento c'è' una buona probabilità' di aver fermato la
malattia. Il paziente cammina abbastanza bene, c'è' solo una lieve
debolezza nella gamba destra e una piccola perdita di vista in un
occhio".
Il dottor
Andrews spiega inoltre come la terapia usata sia conosciuta da anni ma
abbia finora goduto di poca stima e meno applicazioni a causa del
rischio di morte, fino a poco tempo fa stimato intorno all'8%. Ma ora i
miglioramenti nel post trapianto hanno fatto calare la percentuale fino
all1%.
Ora, il
neurologo spera che lo sviluppo della storia del giovane australiano
aiuti a diffondere l'utilizzo della tecnica che (sostiene Andrews)
avrebbe fino al 80% di possibilità di stoppare e poi eliminare i sintomi
della malattia.
Intanto,
Ben Leahy e la sua famiglia si godono quella che considerano una sorta
di seconda nuova vita. "Quello che ho ottenuto e' stato più' di quanto
avrei mai potuto immaginare o sperare" confessa il ragazzo, che ha
deciso di tornare a scuola e spera di poter compiere studi avanzati di
fisica.
3- Cellule Staminali per riparare i polmoni
Dimostrata per la
prima volta la capacità delle
cellule staminali di
curare e riparare i polmoni
dei topolini nati
prematuramente. L’esperimento, descritto sull’American
Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, potrebbe
rivelarsi utile in applicazioni sugli esseri umani.
“Abbiamo scoperto
che le cellule staminali sono in grado di agire come fabbriche in
miniatura, che producono un liquido contenente sostanze capaci di
guarire i polmoni”, ha detto
Bernard Thébaud,
dottore della Faculty of Medicine & Dentistry della
University of Alberta (Canada),
primo autore dello studio. “Questo liquido – ha continuato – sembra
potenziare le cellule sane dei polmoni, e aiutarle a riparare i
polmoni”.
4 - CELLULE STAMINALI PER TERAPIA DEL CANCRO
Dal dr. Pellegrino Musto, Responsabile della Direzione Scientifica e
Direttore del Dipartimento Onco-Ematologico e del Centro Trapianti
Cellule Staminali Emopoietiche di Rionero in Vulture (Basilicata)
riceviamo la notizia che presso il loro Centro, oltre ad effettuare
terapia per emopatie neoplastiche (linfomi, mielomi, leucemie acute, si
curano pure alcuni tumori solidi, (quali testicolo e seno). E' stata
inoltre avviata attività per trapianti allogenici non mieloablativi.
Se desideri
intervenire per aprire un dibattito, puoi
scrivere
a:
staminali@aiceststaminali.it
5 - CELLULE STAMINALI E DIABETE
Una ricerca del Queen Elizabeth Hospital, Australia, diretta dal
dottor Krishnan e pubblicata da "Medical News"
Le cellule staminali sfidano il diabete
La ricerca è ancora in corso, ma gli studiosi sono ottimisti: "I
dati dimostrano chiaramente la potenzialità di tali staminali"
© Matteo
Clerici/NEWSFOOD.com - 20/12/2009
Combattere il diabete con le cellule staminali.
Questo è l'obiettivo di una ricerca in corso, guidata dal dottor
Ravi Krishnan (del Queen Elizabeth Hospital, Australia) ed i cui
risultati parziali sono pubblicati dal sito web "Medical News".
Secondo il dottor Krishnan, l'iniettare nel corpo del malato di
diabete (di tipo 2) una singola dose di cellule staminali adulte, fa
aumentate il livello di insulina e calare quello di glucosio.
Per provare tale tesi, Krishnan ed i suoi colleghi hanno lavorato
con 35 topi, in cui era stato indotto il diabete di tipo 2 ed i
conseguenti danni al fegato.
Agli animali è stata somministrata una singola dose di cellule
staminali (Mesenchymal Precursor Cells, o MPC's) prelevata da un
diabetico umano. I ricercatori hanno osservato come nei roditori
fosse visibile un netto aumento dell'insulina nel sangue e un
altrettanto netta riduzione del glucosio. Ciò era causato dalle
riparazioni nel pancreas, che avevano ripristinato l'equilibrio tra
le cellule-alfa che producono glucagone (ed aumentano il glucosio
nel sangue) e le cellule beta che producono glucagone (e
diminuiscono il glucosio).
Nonostante le sperimentazioni siano ancora in corso, i risultati
sembrano molto promettenti.
Ad affermarlo, uno degli studiosi coinvolti, il dottor Michael
Horowitz, diabetologo. Spiega Horowitz: "I dati sono molto
eccitanti, e dimostrano chiaramente le potenzialità di tali cellule
staminali adulte nel trattamento nel diabete di tipo 2".
Il diabete di tipo 2 è il più diffuso nel mondo occidentale,
colpendo il 90-95% dei diabetici dichiarati, con una crescita
continua. Tale malattia può colpire diverse parti del corpo,
provocando disturbi come problemi renali cronici, cecità o danni al
sistema nervoso. E i rimedi sono pochi; le iniezioni d'insulina sono
una tattica rischiosa, in quanto rischiano di far calare i livelli
di glucosio troppo rapidamente (ipoglicemia).
Al contrario, la tecnica a base di staminali studiata dai medici
australiani sembra essere più sicura ed efficace. "I risultati
suggeriscono che le MPC's aumentano la rigenerazione delle
cellule-beta del pancreas, provocando un aumento dell'insulina,
notevole ma sicuro", aggiunge Horowitz.
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6 - Buone
notizie per i malati di mieloma multiplo
Celgene International ha annunciato che i dati
clinici di uno studio condotto su pazienti affetti da mieloma
multiplo trattati con Revlimid (lenalidomide) dopo trapianto
autologo di cellule staminali (TACS) sono stati presentati a New
Orleans (LA) nel corso del 51° congresso annuale dell’American
Society of Hematology. Lo studio di Fase III ha dimostrato risposte
complete prolungate con Revlimid rispetto al placebo.
In questo studio, 59 pazienti su 403 presentavano un miglioramento
della risposta dopo il trattamento con Revlimid. Cinque pazienti con
risposta completa hanno ottenuto una risposta completa
stringente. Ventinove risposte parziali molto buone sono
migliorate in risposte complete. Venticinque risposte parziali
sono migliorate. 435 (80%) dei 542 pazienti che hanno ricevuto
almeno una dose di Revlimid, hanno potuto completare il trattamento
di consolidamento (25 mg/die x 21 giorni/mese per due mesi).
“Queste percentuali di risposta dimostrano la fattibilità di una
terapia di consolidamento con Revlimid - ha affermato il Dr. Michel
Attal dell’Ospedale Purpan di Tolosa, Francia – un risultato
importante per l’elevata percentuale di pazienti in recidiva dopo il
trapianto che necessitano di un trattamento per combattere la
malattia residua. Revlimid può fornire un’alternativa aggiuntiva
alle terapie con profili di tossicità più severa”.
Lo studio in corso valuta il controllo costante della malattia con
Revlimid rispetto al placebo in pazienti con mieloma multiplo dopo
singolo trapianto autologo di cellule staminali.
Il mieloma multiplo (noto anche come mieloma o mieloma
plasmacellulare) è un tumore del sangue in cui quantità eccessive di
plasmacellule maligne vengono prodotte nel midollo osseo. Le
plasmacellule sono cellule ematiche della serie bianca che aiutano a
produrre anticorpi (le immunoglobuline), che combattono le infezioni
e alcuni tipi di malattie. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti
affetti da mieloma multiplo possiede cellule che producono una forma
di immunoglobulina, denominata paraproteina (o proteina M), dannosa
per l'organismo.
Inoltre, le plasmacellule maligne tendono a sostituirsi alle cellule
plasmatiche normali e ad altri tipi di globuli bianchi importanti
per il sistema immunitario. Le cellule del mieloma multiplo possono
anche aderire ad altri tessuti dell'organismo, come le ossa, e
causare neoplasie. L'eziologia di questa patologia è ancora ignota.
I pazienti affetti da mieloma smoldering hanno nel midollo osseo
livelli elevati di plasmacellule maligne che producono la proteina M
ma non presentano le manifestazioni cliniche o i sintomi del mieloma
multiplo.
Revlimid è approvato in quasi 50 Paesi dell’Europa, dell’America,
del Medio Oriente e dell’Asia in associazione con il desametasone
per il trattamento di pazienti con mieloma multiplo che hanno
ricevuto almeno un precedente ciclo terapeutico e in Australia e
Nuova Zelanda in associazione con il desametasone per il trattamento
di pazienti che presentano progressione della malattia dopo una
terapia.
Revlimid è approvato anche negli Stati Uniti, in Canada e in diversi
Paesi dell'America Latina, oltre che in Malesia ed Israele, per il
trattamento di pazienti con anemia trasfusione-dipendente dovuta a
mielodisplasia a rischio basso o a rischio intermedio. Sono
attualmente in corso di valutazione le domande di immissione in
commercio in diversi altri Paesi.
Per informazioni:
Celgene srl
Francesca Caprari
Government and External Affairs Director Tel. 02 91434 320 – 346
2193931
fcaprari@celgene.com
Weber Shandwick
Cristiana Ciofalo, Tel. 02.57378574 – 333.7211374, cciofalo@webershandwick.com
Giovanna Giacalone, Tel 02.57.37.83.53,
ggiacalone@webershandwick.com
7 - LETTERA AL MINISTRO FAZIO
Abbiamo
il piacere di segnalare l'e-mail, che il 9.12.09 abbiamo spedito
all'allora vice-Ministro della Salute Fazio (adesso Ministro), ed
alla quale finora, nonostante un sollecito, non abbiamo ricevuto
riscontro.
A.I.CE.ST.
ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI
www.aiceststaminali.it e-mail: staminali@aiceststaminali.it
Torino, 9 dicembre 2009
Al Ministero del Lavoro, della Salute
e delle Politiche Sociali
Alla cortese attenzione del Vice Ministro
Prof. Ferruccio Fazio
La nostra Associazione, di cui sono presidente, tra i propri
soci e simpatizzanti ha un forte numero di persone afflitte da
patologie neurodegenerative e da postumi di ictus cerebrale
nonché da infarti cardiaci.
Costoro si rivolgono alla nostra Direzione per conoscere a
quale punto siano in Italia le ricerche sulle cellule staminali
e, soprattutto, le possibilità di utilizzarle concretamente in
terapia.
A nostra volta, ci siamo rivolti a Centri italiani, che
effettuano tali ricerche e abbiamo ottenuto costantemente la
risposta ufficiale secondo la quale per dette patologie le
ricerche non sono ancora giunte a livello di applicazione in
campo terapeutico.
A tale risposta i nostri soci e simpatizzanti hanno osservato
che, come risulta da ampi servizi apparsi su LA STAMPA di Torino
del 28 e 29 ottobre 2005, presso l’Ospedale Molinette di Torino,
sotto la guida del Prof. Marra, primario del Dipartimento
cardiologico di detto ospedale, già nel 2003 si erano concluse
molto positivamente ricerche sperimentali sia pure ristrette a
piccoli gruppi di infartuati in fase acuta, tanto da indurre il
prof. Marra a prevedere, dati anche i modesti costi di tali
ricerche, l’estensione delle medesime ad altre patologie.
Inoltre, ho potuto leggere su LA REPUBBLICA del 30 giugno 2007
un’intervista in cui il Prof. Paolo BIGLIOLI, noto ricercatore
nonché Direttore del rinomato Centro Cardiologico Monzino, si
lamentava che l’A.I.FA., senza alcuna motivazione scientifica,
ma soltanto per fittizi motivi burocratici, impediva la ricerca
sugli esseri umani.
Così pure, sono al corrente che il Prof. Angelo VESCOVI, altro
notissimo ricercatore italiano, recentemente si lamentava che l’A.I.FA.
gli negava l’autorizzazione senza alcuna motivazione
scientifica, ricevendo da tale Ente la risposta poco realistica
che l’A.I.FA. non ha mai ricevuto alcuna richiesta in tal senso.
Ora, poiché la nostra Associazione deve dare ai propri soci
risposte, che siano credibili e non soltanto ufficiali, ci
rivolgiamo a codesto Ministero per ottenere un chiarimento, che
dirima le contraddizioni esistenti relativamente alla ricerca
italiana, contraddizioni, le quali inducono i pazienti a
rivolgersi a Cliniche estere debitamente autorizzate dai
competenti organi statali, anche nell’ambito della UE (zona
occidentale), con grande dispendio di mezzi economici, che il
Servizio Sanitario Nazionale non rimborsa. Rimango, perciò, in
attesa di un cortesemente sollecito riscontro.
Ringrazio vivamente e, porgendo i più vivi Auguri per le
prossime Festività Natalizie, prego gradire i miei ossequi.
Dr. Michele Maero
Via Renier 25/6 – Torino – tel. 011.38.33723 - cell. 3402557540
e-mail personale:
michele@maero.it
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da
SALUTEWEB:
8 -
Cellule staminali: usate per ridare la vista ad un uomo
Scritto
Mercoledì 23 Dicembre 2009 da Serena Fogli
Il paziente, in seguito a un incidente con dell’ammoniaca, aveva
perso la vista dall’occhio destro.
Gli scienziati, per questo, l’hanno curato con le sue stesse
cellule staminali prelevate
dall’occhio sano e poi moltiplicate in laboratorio.
Si tratta di un evento, che rappresenta un vero e proprio salto in
avanti nella cura dell’offuscamento
della cornea, patologia di cui soffrono moltissime
persone e che è tra le principali cause della cecità.
9 - Tumore al cervello,
italiano scopre i geni chiave e come sconfiggerlo
Dopo aver scoperto i geni chiave, che
determinano la formazione dei tumori più devastanti al cervello,
oggi si apre la strada verso una vera e propria guarigione. Tutto
questo grazie a un gruppo di esperti guidato dal ricercatore
italiano Antonio Iavarone, che da tempo si è trasferito negli Stati
Uniti, per lavorare alla Columbia University di New York.
Per affrontare tale studio l’equipe di
Iavarone ha chiesto aiuto agli esperti di bioinformatica che, alla
guida di un altro italiano, Andrea Califano, hanno ricostruito,
attraverso le cellule staminali sane del cervello, la catena di
eventi all'origine del più aggressivo tumore del cervello, il
glioblastoma multiforme. "E' stata un'analisi molto complessa e
finora non esisteva niente del genere", osserva Iavarone.
All’interno del loro esperimento, hanno prelevato un gruppo di
cellule malate da alcuni pazienti. Poi queste sono state messe in
coltura, attraverso un algoritmo informatico, dove è stata osservata
l’evoluzione della malattia. Da qui è stato scoperto che fra i
cinque geni principali, solo due , chiamati C/Ebp e Stat3, giocano
un ruolo primario. Infatti, entrambi sarebbero responsabili della
particolare aggressività dei glioblastomi, presentandosi così come
una sorta di cupola del tumore perché non solo cooperano tra loro,
ma attivano altri tre geni, che a loro volta mettono in movimento
una rete di altri geni.
Tuttavia, esiste anche un modo per
sconfiggerli, ossia: eliminandoli definitivamente. Infatti
effettuando ulteriori ricerche su alcuni pazienti è emerso che i due
geni rendono il tumore estremamente aggressivo, tanto da portare
alla morte dopo 140 settimane. Se invece i pazienti non producono i
due fattori, nel 50% dei casi sopravvivono per oltre 400 settimane.
In altre parole: per la prima volta diventa possibile prevedere come
si evolverà la malattia.
E ora cosa succederà? Occorrerà garantire
nel più breve tempo possibile il passaggio della terapia all'uomo.
Inoltre, "Il passo ulteriore - ha detto Iavarone - sarà identificare
le molecole capaci di interferire con i due geni. E' in corso una
prima valutazione di composti chimici, in cerca di quelli più
efficaci, ma è ancora molto presto per parlare di farmaci".
Elisabetta
Paladini su BARIMIA
10 - CELLULE STAMINALI PER UN PROGRAMMA ONCOLOGICO IN CALABRIA
Riceviamo la notizia secondo la quale la Regione Calabria, con
deliberazione n. 671 del 26.10.09, ha promosso un programma
oncologico di trapianto di cellule staminali emopoietiche
allogeniche nella terapia delle emopatie maligne e delle neoplasie
solide.
11 - VITAMINA C:
FATTORE DI CRESCITA DELLE CELLULE STAMINALI
Da uno studio
pubblicato su Cell Stem Cell dai ricercatori della Chinese Academy
of Sciences di Guangzhou (Cina) ed effettuato sia su topi sia su
cellule umane risulta che la vitamina C è in grado di facilitare la
generazione di cellule staminali da normali cellule adulte, grazie
alla sua capacità di ridurre l’invecchiamento cellulare ed
incentivare i cambiamenti di espressione genica, rendendo più
efficiente la transizione in staminali pluripotenti.
12 -
DAVIDE VANNONI
ED I
CENTRI ITALIANI
PER
TRAPIANTI DI STAMINALI
Di solito non interveniamo su
argomenti di cronaca, specie quando c'è un'inchiesta in corso. Nel
caso del prof. Vannoni riteniamo, invece, giusto intervenire per
evitare un errore.
La stampa, infatti, ha dato ampio
risalto all'affermazione errata di Vannoni secondo il quale
soltanto il Centro di Trieste (con lui convenzionato?) è
regolarmente autorizzato.
La nostra Associazione, al contrario,
può fornire, a richiesta, l'indirizzo di un centinaio di Centri
distribuiti nelle diverse regioni italiane, regolarmente
autorizzati, e - molti dei quali - facenti capo ad ospedali pubblici
di prestigio e ad Università.
13 -
LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Pubblichiamo
qui una e-mail, spedita l'11.01.2010, che segue l'e-mail inviata
precedentemente al Ministro della Salute e rimasta senza riscontro.
A.I.CE.ST.
ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI
www.aiceststaminali.it e-mail: staminali@aiceststaminali.it
Torino, 11.01.2010
Stim.mo PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
DR. SILVIO BERLUSCONI
e, p.c., Ministro Ferruccio FAZIO
Con la presente mi permetto di segnalare una situazione
spiacevole che si è determinata nella ricerca italiana sulle
cellule staminali, per la quale abbiamo già interessato il
Ministero della Salute senza ottenere alcun riscontro, neppure
dopo un sollecito.
Dietro numerose richieste pervenuteci da soci e simpatizzanti,
molti dei quali sono stati colpiti da ictus cerebrale, infarto
cardiaco e patologie neurodegenerative, la nostra Associazione
si è rivolta, in data 9.12.09, tramite e-mail, al Ministro
Fazio, richiedendo chiarimenti circa l’anomala situazione, che
si è creata nell’ambito della ricerca relativa alle cellule
staminali. Infatti, mentre risulta che per certe patologie le
ricerche da numerosi anni hanno già riscosso esiti
ampiamente positivi, pazienti delle medesime patologie
continuano a ricevere dagli Enti preposti la comunicazione
secondo le quali dette ricerche sono ancora in fase arretrata e
non possono, perciò, essere attualmente utilizzate a livello
clinico.
Qui sotto, per Sua comodità, ricopio l’e-mail spedita all’allora
vice-ministro Fazio.
Data la situazione creatasi ed il silenzio ricevuto quale
riscontro alla nostra e-mail, i pazienti interessati ritengono
che sussista una sorta di connivenza tra determinate forze
politiche e poteri sconosciuti, i quali hanno un illecito
interesse ad ostacolare in ogni modo le ricerche, e, perciò,
profondamente irritati, non sono più disposti a tollerare tale
situazione.
Premesso che codesto Governo non è responsabile della situazione
attuale, che perdura da diversi anni, ritengo, tuttavia, che un
preciso intervento Suo personale e del Governo stesso al fine di
impedire che la situazione attuale prosegua, sarebbe valutato
molto positivamente specie in prossimità delle elezioni
regionali, mentre la prosecuzione del silenzio od una risposta
non soddisfacente potrebbe essere di grave danno non soltanto ai
pazienti, bensì pure, su istigazione dell’opposizione, al
Centro-destra.
Rimango a disposizione per ogni approfondimento risultasse
necessario.
Confidando di ricevere, con cortese sollecitudine, un riscontro
positivo ed un concreto interessamento, porgo i miei più vivi
ringraziamenti ed i miei ossequi.
Dr. Michele Maero
Via Renier 25/6 – Torino – tel. 011.38.33723 - cell. 3402557540
e-mail personale:
michele@maero.it
14
-
CONFERENZA
SULLE CELLULE STAMINALI
segnaliamo ai nostri amici che giovedì
14.1.010 ore 17,45 la dr.ssa Elena Cattaneo, presso il Teatro
Colosseo - via Madama Cristina 71 - Torino, terrà una conferenza
sul tema:
CELLULE
STAMINALI: BATTAGLIE SU DUE FRONTI
La conferenza è organizzata da CENTRO
SCIENZA.
Ingresso libero e gratuito.
15
-
MELE SVIZZERE
PER
STAMINALI
RELATIVE ALLA PELLE
Riceviamo la notizia secondo la quale da una varietà
di mele svizzere (la Uttwiler Spätlauber), molto ricche di
fitonutrienti e proteine, si ricava una preparazione liposomiale a
base di
cellule staminali,
utili per una corretta conservazione della pelle.
16 - COMMENTO ALLA CONFERENZA DELLA PROF.SSA CATTANEO
Ieri, 14.01.010, sono andato a sentire la conferenza della
prof.ssa Elena Cattaneo presso il Teatro Colosseo di Torino.
Ho apprezzato molto l’aspetto organizzativo e le doti oratorie
della Cattaneo, che sa pure accattivarsi le simpatie del
pubblico.
Ha messo anzitutto in rilievo l’attività di laboratorio con
diapositive e filmati molto suggestivi. Ha trattato con
profondità scientifica l’argomento in programma, mettendo in
rilievo la ricerca sulle staminali embrionali e polemizzando,
con toni, comunque, pacati ed obiettivi, relativamente al
mancato finanziamento della ricerca relativa alle medesime,
mettendo pure in evidenza le contraddizioni della tesi che ne
vuole l’esclusione dalla ricerca.
Il pubblico molto numeroso (700 – 800 ascoltatori?) ha, infine,
dato avvio ad un dibattito, specie sulla problematica delle
cellule staminali embrionali, sempre contenuto in una chiave di
correttezza e di obiettività.
L’unica lacuna, forse voluta dalla stessa prof.ssa Cattaneo, ma
che i numerosi ascoltatori avrebbero probabilmente voluto fosse
colmata, è una maggior attenzione alla situazione attuale della
ricerca seria in Italia e nel mondo.
Infatti, la possibilità che esistano Centri non seri, ai quali
si è accennato nel dibattito, è dovuta soprattutto alla mancata
conoscenza di Centri, numerosi anche in Italia, che svolgono
un’attività scientifica valida non conosciuta dai non addetti ai
lavori, e che vengono sovente boicottati per motivi
ufficialmente sconosciuti, ma che possono essere costituiti da
interessi economici illeciti, ai quali nessuno osa ribellarsi.
Un plauso, comunque, alla Prof.ssa Cattaneo ed all’Associazione
(Centro Scienza) che ha curato l’aspetto organizzativo.
Dr. Michele Maero
17 -
LETTERA A "PANORAMA"
RELATIVAMENTE AD UN ARTICOLO SULLE
CELLULE STAMINALI
Pubblichiamo qui una e-mail, che abbiamo
spedito oggi relativamente ad un articolo apparso su PANORAMA del
21.01.010 in merito a Centri di Trapianto delle Cellule Staminali.
A.I.CE.ST.
ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI
www.aiceststaminali.it e-mail:
staminali@aiceststaminali.it
Gent.mi
Essendo da anni abbonato a PANORAMA, ho letto con interesse il
Vostro articolo apparso su tale Rivista del 21.1.010 ed
intitolato LADRI DI SPERANZA, nel quale, certamente non per
colpa vostra, ma di chi vi ha fornito certe notizie, viene
presentata una realtà non sempre corretta.
Mi ritengo, al riguardo, abbastanza competente nella mia qualità
di paziente perché, essendo io stato colpito nel 2002 da ictus
ischemico, dopo i primi anni, nei quali ho attuato un intenso
programma di fisioterapia, la mia attenzione si è volta alla
terapia mediante cellule staminali, per la quale, quanto alla
mia patologia, i Centri di trapianto italiani non offrono alcuna
possibilità.
Ho preso, perciò, contatto con la svizzera BEIKE e con il suo
vice-presidente dr. Mazzoleni, che prometteva un buon esito, se
mi fossi recato presso le Cliniche della Thainlandia e della
Cina. Il dr. Mazzoleni non mi convinse anche perché si
presentava come giornalista disinteressato, mentre era ed è
vice-presidente della Beike.
Successivamente, sempre tramite internet, ho contattato la
Clinica NEUROVITA di Mosca, la quale, però, mi chiedeva di
sottoscrivere un contratto, nel quale non si affermava che la
terapia sarebbe stata tramite cellule staminali. Poiché tale
ostacolo non veniva superato a causa dell’intransigenza della
Clinica, ruppi i rapporti.
Contattai pure la Clinica di Kiev e, con la consueta diffidenza,
incaricai un’Agenzia Investigatrice di Kiev di chiedere le
dovute informazioni. Ottenni anch’io una fotografia di un
corridoio sporco da rifiuti, ma con la precisazione che tale
corridoio non era situato nella Clinica, bensì nell’ospedale
pubblico, che la ospitava. Mi si assicurò, invece, che la
Clinica è pulita e decorosa. Diffidai della proposta, pensando
che, poiché le staminali utilizzate provenivano da locali
ospedalieri di Kiev, peggiori di quelli italiani, non si avevano
sufficienti garanzie igieniche. Lo stesso trait-d’union tra il
Centro ed i pazienti italiani non mi dava sufficienti garanzie
di affidabilità.
Mi rivolsi allora al Centro di Colonia, per il quale chiesi
informazioni al Consolato Italiano di Colonia. La Clinica non
era conosciuta, ma era molto apprezzato e giudicato prestigioso
l’Ospedale pubblico, che la ospitava. Avendo maggior fiducia
nella legislazione tedesca, facente parte della UE, vinsi le mie
diffidenze e ci andai.
L’ambiente era pulitissimo e decoroso. Il personale medico e
paramedico dotato di alta professionalità. I benefici tratti dal
trattamento furono modesti, ma concreti, per cui decisi di
ritornarci. Il secondo trattamento ottenne un esito ancora
inferiore perché – mi fu spiegato – le mie cellule staminali,
tratte dal mio midollo osseo, erano numericamente scarse.
Ritornai per un terzo trapianto con un esito ancora minore
perché nel frattempo le mie staminali erano passate da 2 milioni
a 890.000.
Preciso che il terzo trattamento ebbe luogo non a Colonia, ma
nella nuova sede, nella quale il Centro si era esteso, della
vicina Dusseldorf. In tale nuova sede ho riscontrato una minore
professionalità del personale paramedico e di alcuni medici.
Quanto alla dr.ssa Dominique HOSSNER, che voi citate nel vostro
articolo, mentre preciso che essa non è medico, posso affermare
e documentare, mediante la corrispondenza professionale
intercorsa in occasione delle prenotazioni, che il suo italiano
non è affatto “maccheronico”, come affermate nel vostro
articolo, ma è fluente ed assolutamente corretto.
Perché possiate fornire ai vostri lettori un panorama di notizie
corrette ed obiettive, Vi invito a pubblicare questo mio
intervento.
Con i miei migliori saluti.
Dr. Michele Maero
staminali@aiceststaminali.it
18 -
IMPORTANTI NOTIZIE SPICCIOLE
Cellule
staminali giungono al cervello dal naso senza intervento
chirurgico.
Ricercatori
dell'Ospedale universitario di Tubingen in
Germania
sono riusciti a far arrivare cellule staminali al cervello
attraverso il naso. L'esperimento su cavie da laboratorio è
descritto dalla rivista New Scientist.
cellule
staminali: Usa, scoperto nuovo metodo per ricreare le
cellule staminali
Ricercatori
americani sono riusciti a mettere a punto il modo più sicuro
finora mai scoperto per realizzare cellule del tutto simili
alle staminali a partire dalle normali cellule della pelle.
19 - LETTERA A
GIORNALI SULLA MALASANITA' RELATIVA ALLE RICERCHE
PER LE
CELLULE STAMINALI
Pubblichiamo qui
la lettera, che oggi 26.01.010 abbiamo inviato alla Redazione di
LA REPUBBLICA, L'ESPRESSO e ITALIA SALUTE.
A.I.CE.ST.
ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI
www.aiceststaminali.it e-mail: staminali@aiceststaminali.it
Spett. REDAZIONE
La nostra Associazione
si permette di segnalare una gravissima situazione di
malasanità, che determina in Italia migliaia di decessi e
sulla quale inutilmente abbiamo invitato il Ministro della
Salute ed il Presidente del Consiglio ad intervenire.
LA STAMPA di Torino, con ampi servizi apparsi il 28 e 29
ottobre 2005 a cura del giornalista Marco Accossato, dava
ampio risalto al successo ottenuto dal dr. Sebastiano Marra,
Primario presso il Reparto di Cardiologia dell’Ospedale
Molinette di Torino, nell’ambito di ricerche svoltesi
nell’ormai lontano 2003 e relative a cellule staminali
utilizzate per la terapia di un gruppo di infartuati, che, a
seguito di tali interventi, risultarono perfettamente
guariti.
In tali servizi i pazienti esprimevano la loro grande
soddisfazione ed il dr. Marra, entusiasta, sottolineava che,
grazie anche al modesto costo di tali ricerche, si poteva
persino estendere le medesime alla terapia di altre
patologie.
Da allora, le ricerche del dr. Marra furono interrotte e
solo con grande difficoltà riuscimmo a contattare il dr.
Marra ed il dr. Accossato, i quali, tuttavia, si chiusero in
un cortese mutismo.
Il silenzio che circonda le ricerche relative alle cellule
staminali, soprattutto dopo i successi ottenuti, induce
fondatamente a ritenere che esistano poteri occulti, che
criminalmente ne impediscano lo sviluppo.
Poiché un Vostro gradito intervento potrebbe rientrare nella
presente campagna elettorale, preghiamo di voler
approfondire le cause, che determinano questa situazione,
denunciando coloro che fanno sì che, con la loro inerzia,
ogni anno migliaia di infartuati muoiano ancora grazie alle
terapie tradizionali.
Ringraziamo ancora per la Vostra attenzione e, in attesa di
un cortese e tempestivo riscontro, porgiamo i nostri
migliori saluti.
Il Presidente
Dr. Michele Maero
20 – QUALCOSA SI MUOVE PER LA SLA
La Commissione
dell’Istituto Superiore della Sanità ha autorizzato la
sperimentazione di fase I. sull’uomo per la sclerosi
laterale amiotrofica (SLA) su 10 pazienti. Tale fase mira
soltanto a verificare l’assenza di tossicità della terapia
con cellule staminali, mentre nella successiva fase II si
verificherà l’eventuale efficacia della terapia su un numero
maggiore di pazienti.
La fase I avrà
inizio il prossimo settembre presso l'ospedale Maggiore di
Novara, del San Giovanni Bosco di Torino e dell'Universita'
del capoluogo piemontese.
Si prevede che
per terminare la fase II della ricerca dovranno trascorrere
anni.
21 – LE STAMINALI PER IL SENO
Presso il
Centro medico Spallanzani di Reggio Emilia, mediante una
tecnica rivoluzionaria di trapianto di cellule staminali
autologhe, in anestesia locale, si effettuano interventi per
aumentare il seno, rimodellare
i fianchi o eliminare gli appesantimenti del volto.
L’intervento viene effettuato in dail-surgery e dura 3-4
ore.
22 – STAMINALI PER IL CONTROLLO DELLA PRESSIONE SANGUIGNA
La rivista
dell’Accademia mericana delle Scienze “PNAS” pubblica i
risultati positivi di uno studio per la creazione di cerotti
fatti di pelle artificiale, che producono il peptide
natriuretico, un ormone che abbassa la pressione sanguigna.
Gli studiosi hanno messo insieme cellule staminali cutanee,
cheratinociti e fibroplasti, di cui è composta la pelle, ed
hanno creato tali cerotti, con i quali sostengono di poter
tenere sotto controllo la pressione del sangue.
23 - SCLEROSI MULTIPLA
Anche se non
riguarda le cellule staminali, pubblichiamo con piacere,
dato che interesserà certamente molti nostri lettori, la
notizia, appena pervenutaci, di una nuova terapia scoperta
dall’angiologo dr. Paolo Zamboni di Ferrara e dal dr.
Fabrizio Salvi, neurologo di Bologna.
Essi hanno,
infatti, scoperto che tutti gli ammalati di sclerosi
multipla presentano un’altra malattia, l’insufficienza
cronica venosa cerebro-spinale. Quest’ultima patologia
comporta occlusione parziale o totale delle vene giugulari
e/o della azygos, che causa un peggioramento della
circolazione sanguigna a livello cerebrale, il quale, a sua
volta, determinerebbe la demielinizzazione, caratteristica
della sclerosi. Il dr. Zamboni cura tale insufficienza
vascolare mediante un intervento di angioplastica in day
hospital, con anestesia locale, che su ben 65 pazienti ha
causato un notevole miglioramento, frenando la progressione
della sclerosi multipla.
All’estero
(Canada, Stati Uniti, Australia, Polonia, Portogallo, ecc.)
la notizia ha suscitato notevole interesse ed è stata
pubblicata da numerose e prestigiose pubblicazioni
internazionali.
In Italia,
invece, come di consueto (conflitti di interessi delle case
farmaceutiche?), tutto tace.
24 -
ARTICOLO SU CENTRI DI TRAPIANTI STAMINALI
E COMMENTO DI
MICHELE MAERO
Ritenendo
l'articolo pubblicato su Medbunker del 9.2.010 interessante
per i nostri soci ed amici, abbiamo il piacere di
pubblicarlo qui unitamente ad un commento di Michele Maero.
Naturalmente, tutti i lettori sono caldamente invitati ad
intervenire.
Me ne ero
occupato già qualche mese fa.
Le cliniche cinesi (ma ora cominciano a comparire anche in
Europa) che offrono viaggi della speranza,
sono sempre più attive.
Il "ventaglio di offerte" è vario, più vario che si
può, tanto da far sorgere più di qualche dubbio.
Si parte dalle capacità delle cellule staminali.
Le cellule staminali sono quelle cellule ancora immature
che possono trasformarsi in vari tipi di cellula. Si
trovano in tutti gli organismi e naturalmente anche
nell'uomo.
Per ovvi motivi le cellule staminali le possiamo
prelevare solo dove sono presenti e quindi nell'uomo
possiamo trovarle solo negli embrioni o in alternativa nel
sangue del cordone ombelicale del neonato o nel midollo
osseo. Altre possibilità vengono date dal prelievo da
animali.
Si è teorizzato che le cellule staminali potessero essere
utili per curare molte malattie. Trapiantando queste cellule
ad esempio si potrebbero ricostruire alcuni tessuti o
migliorarne altri che sono danneggiati.
Si è pensato quindi a malattie come quelle degenerative
del sistema nervoso o ai danni da trauma o a qualsiasi
danno di organo nel quale la ricostruzione del tessuto
potesse migliorare i sintomi.
Ma ripeto, sono ancora solo esperimenti, teorie e se
alcune ricerche sono incoraggianti altre mostrano scarsi
risultati.
Alcune soluzioni già sono applicate (come in certe malattie
del sangue) ma si è ancora in uno stadio assolutamente
sperimentale. Non per nulla la stragrande maggioranza
di cellule staminali donate negli ospedali (per esempio
quelle da cordone ombelicale) sono affidate ai centri di
ricerca non a singoli individui e servono solo a studiarne
il comportamento.
C'è anche il rischio dimostrato che il trapianto di
cellule staminali possa causare malattie anche gravi (come
il cancro).
Le ricerche in proposito sono chiare. Il trapianto di
cellule staminali in malattie neurodegenerative
(sclerosi multipla, SLA, ictus, paralisi cerebrale,
eccetera) non ha ancora mai dimostrato di "guarire" o
migliorare significativamente i sintomi di queste malattie.
Sono riportati alcuni miglioramenti temporanei e molto
limitati.
Ebbene: esistono centri "medici" in Europa ed
all'estero (soprattutto ex Russia e Cina) che promettono
guarigioni o miglioramenti evidenti con il trapianto di
cellule staminali.
I costi dei trattamenti sono altissimi. Non solo il
trapianto ma anche vitto ed alloggio (e viaggio) fanno
spendere alle famiglie che credono a questi miracoli
impossibili cifre da capogiro (nell'ordine delle
decine di migliaia di euro).
Arrivati in queste "cliniche" il trattamento è basato
sull'iniezione di queste cellule, spesso accompagnate da
sedute di fisioterapia.
E' bene sapere che tantissime raccolte fondi per "terapie
costosissime da fare all'estero" sono riferite proprio a
questo tipo di terapia ma di questo ne parlerò alla
fine dell'articolo.
Avevo già discusso di cosa fossero questi "viaggi della
speranza" nell'articolo precedente ma ora si è occupata
dell'argomento una testata nazionale che ha realizzato
tramite telecamere nascoste ed interviste ai rappresentanti
di queste aziende un vero e proprio dossier che conferma il
livello di pericolosità di questi "viaggi della
speranza".
Panorama
(è questa la rivista) ha visto
quello che avevo descritto nel post dedicato a questo
fenomeno. L'articolo completo è ora disponibile on line
qui.
Sul sito di Panorama anche dei video realizzati direttamente
nelle strutture citate con dei passaggi davvero
sconcertanti.
Esistono cliniche (più o meno cliniche, molte sono delle
semplici strutture alberghiere) che promettono
guarigioni o miglioramenti miracolosi tramite
l'utilizzo di cellule staminali da un'infinità di malattie:
da quelle neuromuscolari (sclerosi multipla, SLA, paralisi
varie) a quelle cardiovascolari, ma anche dall'impotenza
sessuale, dalla depressione e dall'autismo.
In realtà (lo abbiamo visto nel mio articolo precedente) non
esistono evidenze scientifiche che possano far sperare in
una guarigione da queste malattie. In alcuni casi sono
segnalati miglioramenti temporanei ma è anche vero che la
maggioranza di queste strutture effettuano sedute intensive
di fisioterapia e riabilitazione che con tutta
probabilità sono responsabili dei miglioramenti riferiti.
Cenno a parte sull'affidabilità e sull'organizzazione di
queste "cliniche". Spesso con carenze sanitarie ed
igieniche, senza un buon servizio infermieristico e con il
dubbio che le cellule staminali siano poco controllate e
quindi poco sicure. Sembra insomma che questo sia l'ennesimo
affare sporco alle spalle degli sfortunati.
Si registrano pagamenti di cifre nell'ordine dei 100-200
mila euro ed anche maggiori.
Un centro svizzero (Lèmana di Montreaux) promette
miglioramenti evidenti con l'iniezione di cellule staminali
prelevate da animali (montone e agnello) nella cura
di malattie come la depressione, l'impotenza e
l'artrosi. Per Giuliano Grazzini, direttore del
Centro Nazionale Sangue, si tratta di affermazioni deliranti
e pericolose. Chi prenota la stanza per la terapia vi
chiede pure se desiderate una limousine per
gli spostamenti.
Esiste l'X-Cell tedesca. Promette risultati evidenti,
parla di più di 2400 pazienti passati dalla clinica, fa
riferimenti a presunti studi scientifici ma di questi studi
non c'è traccia, parla di "dati clinici" ma non ne riporta
nemmeno uno. Afferma di curare il diabete, le malattie
neurologiche, il Parkinson, l'Alzheimer, l'incontinenza.
Ha un
sito in italiano e grazie ai costi "contenuti"
(sempre di migliaia di euro si tratta) è meta di molti
europei. Come risposta a chi la contatta via mail manda la
stessa mail a tutti, un messaggio standard con affermazioni
generiche, pseudoscientifiche, fumose e molto convincenti.
Ma nessun dato certo.
Torniano alla Beike, me ne ero occupato nel primo
articolo. I suoi responsabili sono italiani e la società ha
agganci con le cliniche cinesi.
Uno dei proprietari ha fondato la pagina di sostegno a
Simoncini su Facebook, l'altro è un ex infermiere.
Anche questa società millanta miglioramenti, efficacia,
scientificità.
La presunta documentazione scientifica della Beike io
l'ho letta (grazie ad uno dei lettori del blog) e si
tratta del solito elenco "fumo negli occhi" contenente
centinaia di studi effettuati in Cina e pubblicati nello
stesso paese. Non vi sono ricerche pubblicate in riviste
scientifiche di un certo livello e non vi è nessuna
evidenza di efficacia di quelle cure. Uno sprovveduto che
legga quell'elenco potrebbe pensare che esistono centinaia
di studi e conferme sulle proprietà curative delle cellule
staminali ma non è così.
Uno dei proprietari della Beike afferma: "Abbiamo
trattato oltre 6 mila casi di questo tipo. Non abbiamo mai
riscontrato peggioramenti né effetti collaterali".
Miglioramenti? "Beh, nel più sfortunato dei casi si
mantiene la situazione attuale, ma con il vantaggio di avere
più forza fisica, perché le cellule rigenerano l’organismo".
Avete capito bene: nessuno sta peggio, male che vada resti
com'eri prima. Ottimo risultato per una terapia svolta senza
controllo in Cina e che costa 200.000 euro. Molto meglio l'agopuntura
a questo punto...
Poi si citano un paio di casi "guariti" che
naturalmente non sono mai stati studiati da nessuno e si
nascondono chissà dove.
A chi suggerisce che ci sono molte denunce da parte di
pazienti ed un'indagine amministrativa svizzera, uno dei
proprietari risponde con l'ormai consolidata storia del
complotto e del boicottaggio: "Siamo scomodi".
L'università di Stanford ha dichiarato le cure della Beike
come "non dimostrate".
Emcell, Ucraina: quasi tremila trapianti con staminali...da feti
abortiti.
Migliaia di casi "risolti" e come prova quattro video
di pazienti che testimoniano di essere guariti e stare
meglio. Niente altro, nè studi, nè pubblicazioni, nè
statistiche ufficiali.
Anche qui un bel po' di soldi per ricoverarsi in una
struttura che molti hanno definito sporca, disordinata,
raccapricciante.
Queste sono alcune delle cliniche dei miracoli. Quando si
sente di cure "innovative" all'estero nella quasi totalità
dei casi ci si riferisce a questo o alle camere iperbariche
statunitensi, tutte terapie non provate, senza sostegno
scientifico e senza nessuna evidenza di efficacia.
Come detto queste cure costano tantissimo. Vi sono i costi
delle "terapie" e quelli "alberghieri" senza considerare il
viaggio e l'alloggio degli accompagnatori.
Qualcuno li chiama "ladri di speranze" e forse ha
ragione.
Tutto questo si lega strettamente all'argomento delle
raccolte fondi, alle iniziative di beneficienza che
spesso vengono pubblicizzate nelle trasmissioni televisive,
in alcuni giornali ed anche su internet.
Le raccolte fondi sono un argomento molto delicato.
Gesto bellissimo e profondo. Chi dona anche
una goccia di quello che ha per aiutare chi ha bisogno
compie un gesto che moltiplicato per mille, per centomila,
renderebbe il nostro pianeta un paradiso: ogni essere umano
è disposto a dare parte di se stesso per gli altri.
Un'utopia realizzata.
Chi ha in famiglia una persona bisognosa di cure sa cosa
vuol dire aver bisogno di sostegno morale e materiale ma
anche quello economico non è per nulla di minore
importanza.
C'è chi ha bisogno di attrezzature, di continue sedute
terapeutiche, c'è chi deve comprare ausili per deambulare,
respirare, muoversi. Chi deve viaggiare e comprare
un'automobile adatta.
Un letto che permette di evitare le piaghe da
decubito, uno strumento che permette di sollevare un
paziente immobile, una sedia a rotelle, sono tutti oggetti
costosissimi.
Una famiglia con un reddito "normale" compie sforzi
più che sovrumani per continuare a vivere e molti
sacrificano l'intera famiglia per assistere chi tra di loro
ha bisogno di cure. E' qualcosa di devastante ma che
dimostra l'amore che suscita il nostro figlio più sfortunato
o bisognoso.
Eppure c'è chi lo fa in silenzio, reclamando i propri
diritti (lo stato, anche se non in tutti i casi e non sempre
velocemente dovrebbe sostenere le spese di queste famiglie)
ma mai piangendo su qualcosa che gli spetterebbe, già
per legge ma anche per solidarietà.
Altri non ci riescono e chiedono aiuto.
Altri ancora giocano sporco.
Questo argomento è molto delicato e spero di non
urtare la sensibilità di nessuno ma invito tutti a studiare
bene le vicende per le quali si intende donare qualcosa,
soprattutto se denaro.
Quando leggete di "interventi costosissimi da effettuare
all'estero" soprattutto in America,
informatevi bene. Sono davvero rari
gli interventi impossibili in Italia. Non solo. Quando è
necessario effettuare un intervento impossibile da fare in
Italia si può sempre scegliere l'Europa ed in ogni caso la
legge permette il rimborso di tutte le spese sostenute (se
il tipo di terapia è approvato, naturalmente).
Perchè tanta gente "raccoglie" soldi per fare degli
interventi "costosissimi" in America?
Perchè si organizzano maratone, collette, trasmissioni
strappalacrime e concorsi di beneficienza quando lo
stato prevede un rimborso per qualsiasi cura si effettui?
Perchè succede che famiglie che chiedono aiuto pubblicamente per
un'operazione impossibile in Italia, quando raggiungono la
cifra desiderata non chiudono la colletta? Perchè in molti
non ufficializzano quanto raccolto e fanno sparire le tracce
della beneficienza ricevuta?
Perchè si dice che vi siano famiglie che con i soldi della
beneficienza si recano in Florida in (pericolose)
strutture che fanno la stessa riabilitazione che
potrebbero fare in Italia?
Saranno la minoranza, certamente, ma perchè c'è chi lucra
sul dolore? Speculare sul dolore del prossimo sembra
ormai qualcosa che dobbiamo accettare in quanto abituale in
un mondo senza limiti morali ma speculare sul dolore di un
figlio? Come si può definire?
Mi aggancio quindi ad una storia che è accaduta di recente.
Una mamma lancia un appello per la figlia, a suo dire malata
di una patologia grave, rara e che richiede non solo
cure impossibili in Italia ma cicli di terapie costose
all'estero, in America; si parla anche di non meglio
specificate "operazioni".
Il tam tam mediatico non si fa attendere: la bambina
è ospite di trasmissioni televisive ed è intervistata
assieme alla mamma, si creano gruppi nei social network,
intere famiglie che si impegnano nelle vendite di
beneficienza, star del "gossip" che prestano il loro
volto. La bimba scrive pure un libro i cui profitti
andranno nella grande cassa delle cure costosissime...
Ben presto la bambina diventa una piccola stella. Colpisce
per la sua allegria e bellezza, canta e balla. Viene
annunciato un aggravamento delle sue condizioni ed il giorno
dopo eccola in televisione a cantare in diretta. Risulta
gravemente ammalata ma nei servizi balla, salta, canta
ed è felice.
Sicuramente è rassicurante vedere una bimba malata apparire
come tutte le altre sue coetanee ma la sua immagine pubblica
stona con quello che chi sostiene la sua causa descrive
continuamente.
Appaiono messaggi che la vogliono "a letto con la febbre
a 40" e subito dopo la si vede ballare in TV. Qualcosa
non va. Qualcuno subodora un inganno.
La trasmissione televisiva "Le Iene" organizza un
piccolo tranello e qui succede quello che nessuno sperava
fosse vero: la mamma ammette che la bimba riceve cure
in Italia rimborsate dalla USL, che non ha bisogno di
nessuna cura costosissima all'estero, che la sua malattia è
reale ma non richiede interventi strabilianti e che quei
soldi non sono serviti per curare la bambina. La malattia
della bimba (la sindrome del lobo medio, una
patologia del polmone che può provocare polmoniti e che per
questo, in quel caso, si cura con antibiotici) è seguita in
Italia e perfettamente controllata. Quando si parla di
intervento delicato poi si scopre che ci si riferisce a
broncoscopie (una cannula che "vede" l'interno dei
bronchi), esame sicuramente non piacevole ma nemmeno così
doloroso, delicato o complicatissimo ed effettuabile
praticamente in qualsiasi ospedale italiano.
Le sue stesse apparizioni in TV sarebbero state motivate
solo dal "presenzialismo" della bambina che, spinta
dalla madre, sognava di fare la star.
Molti si stupiscono, si dicono nauseati.
In fondo hanno pure ragione, non è reato chiedere aiuto se
una figlia sta male ma far credere che si trovi in
condizioni gravissime e quasi in fin di vita chiedendo
continuamente aiuto quando non è per niente vero non è
corretto e nemmeno rispettoso di tutti quei genitori
che, con figli davvero malati gravemente, non fanno
tanto clamore. Se poi si è trattato di una truffa,
questo non spetta a me dirlo.
Ora i fatti sono all'esame di un giudice che dovrà decidere
se processare o meno quella madre, nel frattempo indagata.
Non si creda che questo sia l'unico episodio. In passato ne
sono successi altri, anche molto più gravi e di recente un
caso assolutamente raccapricciante è venuto alla luce in
Gran Bretagna.
Una
madre teneva il figlio, ora di 8 anni sanissimo,
segregato ed in condizioni disumane, costrettto alla
sedia a rotelle, alla bombola d'ossigeno ed a vivere chiuso
nel garage, raccontando delle sue innumerevoli malattie:
diabete, paralisi cerebrale, fibrosi cistica ed altro,
intolleranza alla luce solare compresa, che lo costringeva
ad andare a scuola con mascherina e cappello. Lo ha
sottoposto a più di 300 visite mediche, è andata in
televisione ed anche lei ha coinvolto personaggi pubblici e
politici Anche lei si è data alla raccolta fondi, alle
vendite di beneficienza ed alle apparizioni continue.
Un medico ha avuto dei dubbi e li ha denunciati così la
polizia inglese si è recata a casa della donna.
Quando gli investigatori hanno trovato il figlio in quelle
condizioni non credevano ai propri occhi. Il bimbo,
perfettamente in salute, era praticamente un prigioniero.
La madre è stata arrestata e condannata ma resta l'amarezza
di un essere umano venduto dalla persona che ritiene più
cara solo per scopi materiali. Assurdo.
Ebbene, da queste storie un solo insegnamento: donare è
bellissimo ed è un gesto da non evitare mai ma
richiede un minimo di impegno. Non si tratta di fare
elemosina gettando distrattamente una moneta in un
cappello per strada, si tratta di aiutare e sostenere una
persona bisognosa.
Informatevi in tre semplici modi:
1) Qual è la malattia della persona che ha bisogno?
2) Esiste in Italia una struttura che cura quella
malattia?
3) A che punto è la raccolta fondi e come è stata
spesa finora?
Poi donate, più che potete, consapevolmente.
E soprattutto, quando vi parlano di "cure costosissime
all'estero" cominciate a diffidare, non a
sospettare ma a tenere gli occhi aperti.
In questo modo, passerete forse per pignoli ma il vostro
gesto avrà il significato e lo scopo che voi volevate
dargli.
COMMENTO DI MICHELE MAERO:
Vorrei soltanto raccontare la mia
esperienza di paziente da ictus ischemico in relazione
all'articolo apparso su PANORAMA al quale Lei accenna. Sono
certo che tale articolo contenga molte verità, ma rivela
pure un livore dovuto certamente a spirito di concorrenza,
se non ad altro.
Io mi sono recato presso l'XCELL
Center di Colonia dove ho trovato una Clinica, ospitata in
un prestigioso ospedale pubblico, molto pulita e decorosa,
con personale medico e paramedico molto efficiente.
I miglioramenti ci sono stati,
anche se modesti. Ci sono ritornato altre due volte con
risultati sempre meno importanti perché - mi si è detto - il
mio midollo osseo non rigenera abbastanza le staminali
prelevate, che sono passate da 2 milioni a 900.000.
So di altri che, però, mi hanno
ringraziato per aver loro indicato tale Centro.
Non so per quale motivo (mancanza
di autorizzazioni?) tale Centro non potenzia né coltiva le
mie staminali.
Per denigrare l'XCELL Center, i
giornalisti di PANORAMA hanno persino affermato che il
contatto che avevano con il Centro era costituito dalla
dr.ssa Dominique HOSSNER, che parla un italiano
"maccheronico". Io ho conosciuto tale dottoressa, che -
preciso - non è medico, ma conosce perfettamente l'italiano
sia scritto che parlato.
Prima di andare all'XCELL, mi sono
interessato per andare in cliniche dell'Estremo Oriente
tramite la BEIKE, ma non mi hanno convinto. Ho pure
contattato la Clinica di Kiev, per informarmi sulla quale ho
pure ingaggiato un'Agenzia investigativa: neppure tale
Clinica mi ha convinto, ma mi è stato riferito che i locali
della Clinica sono puliti, mentre molto sporchi
(documentazione fotografica) sono i corridoi dell'ospedale
pubblico che la ospita.
Questo mescolare verità e
menzogne, da parte di PANORAMA, rende poco credibili i
contenuti di tale articolo e mi fa ricordare come anche in
Italia ci siano misteri: per esempio, alle Molinette di
Torino, sotto la guida del Primario dr. Marra, si svolse nel
2003 una ricerca per l'uso delle staminali nella terapia
dell'infarto cardiaco, ricerca conclusasi con entusiasmante
successo, in quanto i pazienti furono perfettamente guariti
(ampi servizi su LA STAMPA del 28-29 ottobre 2005 a cura del
giornalista Marco Accossato). Bene, da allora gli infartuati
vengono lasciati morire con le terapie tradizionali,
ignorando tale successo.
Ho scritto del problema al Ministro
della Salute ed alla Presidenza del Consiglio senza aver
alcun riscontro.
Quindi, se molti Centri stranieri,
ma non tutti, sono truffatori sulla pelle dei pazienti,
anche in Italia c'è qualcosa che non va.
dr. Michele Maero - michele@maero.it
Se desideri
intervenire per aprire un dibattito, puoi
scrivere
a:
staminali@aiceststaminali.it
25 -
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
A seguito
del silenzio riscosso quale risposta alle nostre e-mail spedite al
Ministero della Salute ed alla Presidenza del Consiglio, abbiamo
interessato parlamentari di ogni partito e redazioni di giornali per
segnalare ed evidenziare un preoccupante caso di Malasanità
costituito dalla anomala cessazione delle ricerche da parte del dr.
Marra delle Molinette di Torino.
L'unica,
positiva risposta è stata da parte dell'on. Borghesi di Italia dei
Valori, che ha rivolto al Ministro della Salute un'interrogazione,
che qui pubblichiamo, in attesa della risposta del Ministro.
ATTO
CAMERA
INTERROGAZIONE A
RISPOSTA
SCRITTA 4/06099
Dati di
presentazione dell'atto
Legislatura:
16
Seduta di annuncio:
281 del
10/02/2010
Se desideri
intervenire per aprire un dibattito, puoi
scrivere
a:
staminali@aiceststaminali.it
26 - DALLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO DEL
14.02.010:
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Ricercatori pugliesi "emigrati"
scoprono molecola salva-infartuati |
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L’infarto distrugge un pezzo di cuore al quale un trombo
della coronaria non ha fatto giungere più sangue? Ed io,
parlando pugliese, ti rigenero le cellule morte. Una nuova
molecola, detta Hbr, capace di rigenerare il cuore
immediatamente dopo l’infarto e aumentare l’efficacia del
successivo trapianto di cellule staminali è stata messa a
punto da ricercatori italiani.
Lo studio, pubblicato sul «Journal of Biological Chemistry»,
è stato coordinato da Carlo Ventura, originario di Trani
direttore del laboratorio di Biologia molecolare e
Bioingegneria delle cellule staminali dell’Istituto
nazionale di biostrutture e biosistemi dell’università di
Bologna e del Bioscience Institute di San Marino.
Il progetto di ricerca, esempio di partnership tra pubblico
e privato, è stato condotto con Vincenzo Lionetti,
originario di Canosa di Puglia, e Fabio Recchia, originario
di Noci, dell’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr e della
Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e con Gianandrea
Pasquinelli del dipartimento di Ematologia, Oncologia e
Patologia clinica dell’università di Bologna.
Si tratta di una intuizione scientifica tutta pugliese,
sviluppata, grazie a fondi regionali toscani ed emiliani da
un gruppo di ricerca «tosco-emiliano». In sintesi, una nuova
molecola, sintetizzata da Ventura e indirizzata ad un uso
farmacologico pro-rigenerativo nel cuore infartuato da
Lionetti, presso un laboratorio toscano di cui è
responsabile Recchia.
Eccetto Carlo Ventura, sia Vincenzo Lionetti che Fabio
Recchia si sono laureati presso l’università di Bari, ma non
hanno potuto sviluppare la loro ricerca nella nostra regione
e ripropongono un cambio di tendenza verso l’esportazione
dei cervelli sottolineando l’urgenza di creare Alta
Formazione in Puglia.
Il composto messo a punto, contenente acido ialuronico,
acido butirrico e acido retinoico, ci dice il prof. Vincenzo
Lionetti, università di Pisa, è in grado di ridurre subito
la mortalità cellulare cardiaca prodotta dall’infarto e
indurre la formazione di nuovi vasi coronarici insieme al
reclutamento di cellule staminali endogene. Inoltre, è stato
confermato, in vitro, che le staminali adulte, sotto lo
stimolo di questo composto, si orientano a differenziarsi in
cellule muscolari cardiache (cardiomiociti) le quali
potranno essere utilizzate nel successivo trapianto.
A una prima iniezione di Hbr potrebbe far seguito un
trapianto di staminali prelevate dallo stesso soggetto e
precedentemente coltivate in laboratorio e trattate con la
stessa molecola. In tal modo, si ottiene un incremento del
potenziale a lungo termine di riparazione cardiaca.
La molecola sintetizzata si è mostrata capace di rigenerare
cuori di ratto sottoposti a infarto sperimentale con
un’iniezione intracardiaca, preservando la vitalità del
tessuto miocardico in attesa dei tempi necessari al
trapianto di cellule staminali. La somministrazione di Hbr
ha indotto la formazione di nuovi vasi coronarici e ridotto
notevolmente sia la mortalità cellulare cardiaca, sia
l’estensione della cicatrice infartuale, normalizzando
l’assetto metabolico del tessuto miocardico. L’Hbr ha
inoltre stimolato un reclutamento nell’area infartuale di
cellule staminali endogene provenienti dal midollo osseo.
La possibilità di utilizzare la molecola Hbr come agente di
riparazione cardiovascolare apre nuove prospettive nella
medicina rigenerativa. Gli ostacoli all’impiego di staminali
per questa patologia sono oggi la scarsa vitalità delle
cellule trapiantate e il loro incerto destino in vivo.
Inoltre, i tempi tecnici necessari a far moltiplicare queste
cellule ex vivo prima del trapianto determinano un ritardo
nell’ef fettuare l’impianto delle staminali anche di alcune
settimane, quando il danno miocardico dovuto alla cicatrice
infartuale, ormai formata, compromette la contrattilità del
cuore.
La tempestiva somministrazione intracardiaca della molecola
Hbr potrebbe servire da soccorso immediato e duraturo, in
grado di trasformare rapidamente l’ambiente ostile del
tessuto ischemico in un 'contesto' più incline al
reclutamento di cellule staminali endogene, a cui far
seguire un trapianto di staminali adulte trattate in
laboratorio con la stessa molecola. |
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E MIO COMMENTO:
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DR. MICHELE
MAERO, TORINO | 15-02-2010 |
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Ottimo il lavoro effettuato da questi ricercatori. Peccato,
però, che già nel 2003, presso le Molinette di Torino, il
dr. Sebastiano Marra, Primario del Reparto di Cardiologia
presso tale ospedale, abbia riscosso ampio successo nel
medesimo campo!
Quanti inutili doppioni e soldi sprecati soltanto perché
manca il necessario coordinamento tra i vari Centri! |
Anche se non si tratta di staminali,
ritenendo di fare cosa gradita ai lettori pubblichiamo la notizia
appena ricevuta:
27 - UN NUOVO VACCINO PER IL
CANCRO?
SALUTE E AMBIENTE
Il Dottor Porzio: "magari fosse
davvero così, il mondo ne ha bisogno"
Un vaccino italiano terapeutico
per (quasi) tutti i tipi di cancro?
Per Rosario Porzio e' la
svolta epocale, la manna da cielo e chissà cos'altro.
C'e' grande euforia nel nostro consulente scientifico ma anche in
ogni altro uomo di Scienza.
Se sarà davvero funzionale 'in vivo' come promesso 'in vitro',
allora e' stato scoperto un vaccino potenzialmente universale contro
il cancro.
Come recita il comunicato Ansa, la sperimentazione di questo nuovo
vaccino e' partita contro il cancro alla prostata e al rene ed e'
stata presentata oggi alla Facoltà di Medicina di Genova dal preside
della facoltà Giancarlo Torre insieme agli scienziati promotori
della meravigliosa terapia.
Due anni di studio nei laboratori dell'Università' di Genova hanno
portato al nuovo vaccino, riconosciuto e approvato dall'Istituto
Superiore di Sanità, che si fonda sull'impiego di frammenti della
molecola telomerasi e ha l'obiettivo di ''insegnare'' ai linfociti
dei pazienti a riconoscere e uccidere la molecola delle cellule
tumorali.
La sperimentazione sul primo paziente, svolta in collaborazione con
l'ospedale San Martino di Genova, e' iniziata una settimana fa senza
alcun rigetto della terapia.
Presto saranno trattati dieci malati di tumore alla prostata e dieci
di tumore al rene.
Essendo la telomerasi una molecola presente in tutti i tumori, il
vaccino potenzialmente potrebbe essere applicabile al trattamento di
ogni tipo di malattia neoplastica.
I pazienti saranno sottoposti a 8 somministrazioni intradermiche in
tre mesi. Poi i primi risultati.
Il team di ricerca ideatore del vaccino e' composto dai professori
dell'Università' di Genova Gilberto Filaci, Francesco Indiveri e
Paolo Traverso. ''Si chiama vaccino - ha spiegato Filaci -
perché questa procedura vuole indurre una risposta
immunitaria nei soggetti affetti da tumore. Il nuovo possibile
vaccino andrà contro il bersaglio molecolare presente nelle cellule
tumorali: se il sistema immunitario riuscirà ad andare contro la
telomerasi sarà possibile sviluppare nuove cure. E' un vaccino
terapeutico, non preventivo''.
Press office
Daniela Lombardi
28 - LE STAMINALI RINGIOVANITE
POSSONO SOSTITUIRE LE STAMINALI EMBRIONALI?
Da ADUC - SALUTE riceviamo e pubblichiamo:
La grande promesse delle cellule staminali
pluripotenti indotte (iPS),
le cosiddette staminali 'ringiovanite', consiste nella
possibilità che queste possano compiere le stesse 'meraviglie' delle
staminali embrionali, senza suscitare problemi etici e controversie
fra scienziati. Ora, però, uno studio pubblicato su 'Pnas' getta
ombre sulla reale abilità delle 'cellule bambine' ringiovanite di
comportarsi come embrionali 'doc'.
In particolare, la ricerca ha confrontato
la capacità delle iPS e delle embrionali di differenziarsi in
cellule del cervello.
Scoprendo che, alla prova dei fatti, le
cellule ringiovanite si differenziano in modo meno efficiente ed
efficace rispetto alle controparti embrionali. "A questo punto c'è
ancora del lavoro da fare per generare cellule staminali
pluripotenti indotte ideali per le applicazioni", conclude Su-Chun
Zhang, docente dell'University of Wisconsin-Madison School of
Medicine.
29 - UN RAGGIO
CONTRO IL CANCRO
Da SALUTE E MEDICINA del
16.02.010.
Come di consueto,
pubblichiamo qui, anche se non riguarda le cellule staminali, una
notizia di grande interesse per tutti i nostri amici.
In Italia arriva il raggio invisibile contro i tumori. Sa di
fantascientifico, ma è la realtà del nuovo trattamento ora
disponibile a Pavia per curare quei tumori ritenuti non operabili o
comunque particolarmente resistenti alle normali radioterapie.
Si tratta di un raggio prodotto da un complesso macchinario che
proietta fasci di particelle subatomiche in grado di colpire quella
categoria di tumori, circa il 5 per cento del totale, refrattari a
qualsiasi altro trattamento. A Pavia è stato inaugurato il primo
Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, il quarto in assoluto al
mondo dopo i due presenti in Giappone e quello di Heidelberg in
Germania.
Il nome della tecnica, adroterapia, deriva dal termine “adroni”, che
sono appunto le particelle utilizzate, protoni e ioni di carbonio.
L'Istituto italiano di fisica nucleare ha messo a punto il
sincrotone che produce gli adroni; si tratta
di un acceleratore di particelle che genera ioni di carbonio e
protoni. Queste particelle vengono fatte girare all'interno del
sincrotone a una velocità di circa 30 mila chilometri al secondo e
accelerati fino a raggiungere il livello desiderato dal medico. Una
volta raggiunta la velocità adeguata, il fascio viene trasferito
alla sala di trattamento, dove un magnete di 150 tonnellate lo
curverà e lo indirizzerà sul paziente. Di norma, un trattamento dura
due o tre minuti e si compone di una decina di sedute.
Il direttore scientifico della Fondazione Cnao sottolinea però che
il trattamento non è da considerarsi sostitutivo della radioterapia
convenzionale, ma come una possibilità terapeutica in più da
utilizzare in particolare per i tumori più ostici come quelli del
sistema nervoso centrale o i melanomi dell'occhio.
Molti pazienti in tutto il mondo sono stati trattati con questo tipo
particolare di terapia ottenendo risultati notevoli. Il suo
vantaggio sta nella possibilità di penetrare a fondo nella neoplasia
preservando tuttavia i tessuti sani.
Il Centro di Pavia avvierà subito la sperimentazione che si
concluderà nel 2011. Dal 2013 in poi, la terapia verrà utilizzata a
pieno regime e, secondo le stime, servirà a curare circa 3000
pazienti l'anno.
Da ADUC:
30 - ITALIA TRA
PRIMI IN EUROPA
Le donazioni sono circa 1.200 l'anno
e l'Italia si colloca tra i primi paesi al mondo per trapianti di
tessuti e cellule staminali emopoietiche. Buona anche la percentuale
dei donatori: se infatti la media europea e' di 18,5 donatori per
milione di abitanti, nel nostro Paese sono circa 21 per milione. In
Europa, meglio dell'Italia ci sono la Spagna, prima al mondo con 34
donatori, e la Francia con 23,5. Sotto di noi ci sono invece
Germania con 16 donatori e il Regno Unito con 14.
Pubblicato
da "Medicina in Biblioteca" 18 febbraio 2010.
Partono i
primi due trials clinici con le staminali.
Il primo della casa britannica
ReNeuron Group,
è stato annunciato il 10 febbraio dopo
l’approvazione e la regolamentazione da
parte della UK Medicines and Healthcare
Products Regulatory Agency (MHRA) avvenuta
l’anno scorso. La ReNeuron, con i neurologi
dell’ospedale di Glasgow, infonderà
staminali neurali (ReN001)
tratte da cellule fetali in 12 persone
colpite da ictus, per verificare la
riparazione dei danni cerebrali.
Nel secondo,
comunicato l’11 febbraio, l’FDA ha
autorizzato l’infusione in 40 bambini di età
compresa dai 2 ai 12 anni colpiti da
paralisi cerebrale, di staminali del cordone
ombelicale che i loro genitori avevano
conservato al Cord Blood Registry a Tucson,
in Arizona.
Se desideri
intervenire per aprire un dibattito, puoi
scrivere
a:
staminali@aiceststaminali.it
32 -
CORRISPONDENZA CON L'AIFA SULLE CELLULE STAMINALI
Certi che la lettera inviataci dalla
Direzione Generale dell'AIFA e la nostra successiva risposta sono di
vivo interesse per i nostri soci ed amici, le pubblichiamo qui di
seguito.
Agenzia Italiana del Farmaco
AIFA
Il Direttore
Generale
Segr. DG/297.P
Roma 22
febbraio 2010
Dr. Michele Maero
Presidente Associazione Italiana Cellule Staminali
Via Renier 25/6
Torino
E,
p.c. Dr. Giuseppe Ruocco
Direttore Direzione Generale dei Farmaci
e Dispositivi Medici
Ministero della Salute
00100 ROMA
Dr.ssa Cristina Pintus
Coordinatrice Unità
Terapie Avanzate
Sede
Oggetto: Richiesta
chiarimenti.
Egregio Dr. Maero,
abbiamo ricevuto la
lettera da Lei indirizzata al Signor Ministro Prof. Ferruccio Fazio
e La ringraziamo molto per la Sua segnalazione a nome
dell’associazione da Lei presieduta.
Ci è gradito
cogliere questa opportunità per rappresentarLe quanto segue.
La diffusione delle
terapie cellulari è aumentata enormemente negli ultimi anni grazie
ai nuovi utilizzi sofisticati e alla scoperta delle nuove
potenzialità. Mentre fino a qualche anno fa erano principalmente
impiegate nella ricostruzione emopoietica dopo chemioterapia
mieloablativa dei tumori (con cellule provenienti da banche del
sangue e centri trasfusionali), oggi l’applicazione clinica di tali
cellule include la riparazione strutturale di tessuti, la
rigenerazione di meccanismi metabolici l’attività immunomodulatoria,
la sostituzione di geni nel DNA per diverse disfunzioni che
colpiscono quasi ogni tipo di tessuto ed organo.
Per ottenere questi
risultati le cellule devono essere sottoposte in un laboratorio a
delle lavorazioni complesse, come l’espansione, la selezione a vari
gradi di maturazione cellulare (da staminali ad adulte), la
coltivazione con altre sostanze o la combinazione con matrici
biologiche, l’incapsulamento e la modifica di geni attraverso
l’impiego di vettori. Non essendo però ancora appurata la sicurezza
di queste manipolazioni sostanziali, la Commissione Europea ha
voluto stabilire dei criteri minimi di sicurezza per il loro impiego
nei pazienti, definendo queste operazioni sulle cellule
“ingegnerizzazione delle cellule” ed il prodotto risultante “terapia
avanzata”, una nuova classe di prodotti medicinali.
Con l’entrata in
vigore alla fine del 2008 del Regolamento europeo sulle terapie
avanzate (Regolamento 1394/2007/CE) tutti i Paesi appartenenti alla
Comunità Europea devono autorizzare gli stessi percorsi sperimentali
già previsti per i farmaci, prima di approvare la somministrazione
all’uomo: un rigoroso iter che prevede degli sudi preclinici per
caratterizzare il prodotto e i suoi componenti, la sua innocuità e
distribuzione nell’organismo, l’attività farmacologica, il
meccanismo d’azione, la sicurezza e l’efficacia attraverso test di
laboratorio e nell’animale.
Anche in Italia
quindi le sperimentazioni nel paziente possono iniziare solo dopo
l’approvazione dell’Istituto Superiore di Sanità e di AIFA e il
parere favorevole dei Comitati Etici, a fronte dei risultati
positivi delle prove sopraelencate: ad oggi sono abilitati una
trentina di centri italiani.
Conosciamo il Dr.
Marra ed il Prof. Biglioli da Lei citati e abbiamo con loro scambi e
interazioni regolari per l’attivazione di studi clinici secondo le
suddette regole vigenti. Né loro né il Prof. Vescovi ci hanno mai
contattato nel 2003 e nel 2007, probabilmente anche perché a quei
tempi le cellule staminali non erano regolamentate dalle normative
del farmaco.
In particolare per
quanto riguarda il prof. Vescovi non risulta abbia mai lamentato
inefficienze da parte dell’AIFA poiché è in corso di approvazione il
centro presso il quale lavora e con il quale l’iter autorizzativo
sta procedendo in maniera assolutamente regolare.
Con l’occasione ci
sembra comunque doveroso osservare che sempre più frequentemente
vengono pubblicati articoli, anche in Italia, che enfatizzano
notizie scientifiche preliminari o annunciano mezze verità illudendo
lettori e pazienti. Purtroppo esistono anche dei siti che
reclamizzano cliniche e centri che offrono ad alto costo trattamenti
“miracolosi” a base di cellule.
E’ bene tenere
presente che potrebbe trattarsi di annunci scorretti perché non
basati su alcuna sperimentazione clinica controllata, ma riferiti a
singoli casi aneddotici di staminali utilizzate per rigenerare
tessuti nervosi, danni cerebrali, disfunzioni cardiache, malattie
autoimmuni e altre malattie attualmente poco curabili. Il “turismo
cellulare” come viene definito anche dall’Agenzia europea del
farmaco (European Medicines Agency – EMA) ha causato danni economici
e nessun beneficio terapeutico a molti pazienti nel mondo. Da
recenti articoli scientifici sulle staminali sappiamo inoltre che
possono insorgere anche effetti collaterali gravi e addirittura
induzione di tumori e trasmissione di infezioni.
AIFA è molto attenta
ai prodotti innovativi e promettenti come lo sono le terapie
avanzate e da molti anni è membro attivo nei gruppi di lavoro e nel
Comitato europeo per la valutazione dei prodotti di terapie avanzate
presso l’EMA; le aspettative restano promettenti, ma la mancanza di
sufficienti prove e l’assenza di risultati a lungo termine che
garantiscano un impiego clinico sicuro, inducono le agenzie europee
e le autorità sanitarie a valutare con molta prudenza l’impiego
clinico di questi nuovi prodotti.
RingraziandoLa
nuovamente per averci inviato le Sue osservazioni, La informiamo che
recentemente AIFA ha attivato un’unità dedicata alle terapie
avanzate, alla quale Lei e i membri della AICEST potrete chiedere
qualsiasi ulteriore chiarimento.
Cordiali saluti.
Prof. Guido Rasi
ed ecco la nostra lettera e-mail di
risposta:
A.I.CE.ST.
ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI
www.aiceststaminali.it e-mail: staminali@aiceststaminali.it
Stim.mo
Dr. GUIDO RASI
Direttore Generale AIFA
ROMA
e, p.c.
dr. GIUSEPPE RUOCCO
Direttore Direzione Generale dei Farmaci
e Dispositivi Medici
Ministero della Salute
ROMA
Dr.ssa CRISTINA PINTUS
Coordinatrice Unità
Terapie Avanzate
ROMA
Mentre mi congratulo con Lei per la recente nomina a Direttore
Generale dell’A.I.FA., La ringrazio vivamente per la risposta da
Lei fornitami con lettera Segr. DG/297.P del 22 c.m..
Devo, tuttavia, osservare che la Sua interessante lettera, che
fornisce numerose delucidazioni, non risponde alla mia richiesta
di chiarimenti.
In particolare, non si chiarisce come mai la ricerca effettuata
dal dr. Sebastiano Marra, conclusasi nel 2003 con ottimo
successo, a detta sia dello stesso dr. Marra sia dei suoi
pazienti, non abbia avuto alcun seguito, tanto è vero che molti
infartuati continuano a morire senza che venga utilizzata la
terapia con le cellule staminali. Né ritengo che gli ampi
servizi, realizzati dal giornalista dr. Accossato de LA STAMPA,
costituiscano soltanto uno scoop giornalistico perché LA STAMPA
non è certo un quotidiano propenso a tali metodi.
Un preciso chiarimento al riguardo è doveroso perché non vorrei
che il comportamento di chi ha ingiustamente bloccato tali
attività possa configurare il reato di
strage,
a causa dell’alto numero di decessi conseguenti.
Quanto alle lamentele del dr. Biglioli, che accusava l’A.I.FA.
di mancata concessione, non per motivi scientifici, delle dovute
autorizzazioni, ricordo che dette critiche erano state riferite
in un’intervista letta su LA REPUBBLICA, altro quotidiano
certamente non dedito a fantasiosi scoop giornalistici.
Poiché sul caso del dr. Marra ha recentemente avuto luogo
un’interrogazione parlamentare da parte dell’on.le Borghesi,
risulta evidente l’importanza del problema e la necessità di una
chiara, completa e tempestiva risposta.
RingraziandoLa vivamente, Le porgo i miei migliori saluti.
Dr. Michele Maero
Se desideri
intervenire per aprire un dibattito, puoi
scrivere
a:
staminali@aiceststaminali.it
33 -RICERCA: PISA, BANDO DA 800 MILA EURO
PER STAMINALI
(AGI) -
Pisa, 26 feb. - Far nascere a Pisa un polo medico di eccellenza
specializzato nella ricerca sulle cellule staminali, capace di
attrarre i migliori ricercatori del settore e di farli interagire
con i laboratori dell'Universita' e dell'Azienda
Ospedaliero-Universitaria Pisana. E' questo l'ambizioso progetto del
Centro per l'Uso Clinico delle Cellule Staminali (CUCCS), che
recentemente si e' dato una nuova organizzazione delle attivita',
approvata dalla Regione Toscana nello scorso settembre. Il primo
passo e' la pubblicazione di un bando da 800 mila euro complessivi
per il cofinanziamento di progetti di ricerca traslazionali - i cui
risultati sono cioe' trasferibili dal laboratorio al letto del
paziente - sulle cellule staminali mesenchimali. Il bando e' stato
presentato venerdi' 26 febbraio 2010, nelle sale del Palazzo "Alla
Giornata" di Pisa, dal rettore Marco Pasquali, dal direttore
generale dell'AOUP, Carlo Tomassini, dal preside della facolta' di
Medicina e chirurgia, Luigi Murri, e dal direttore scientifico del
CUCCS, Ferruccio Bonino. Il bando "CUCCS 2010" e' mirato al
cofinanziamento di massimo quattro progetti di ricerca di durata
triennale, che prevedano il trasferimento nella pratica clinica di
conoscenza, e applicazioni diagnostiche e terapeutiche derivate
dallo studio delle cellule staminali mesenchimali (MSC). Queste sono
cellule staminali adulte, ottenibili dal midollo osseo, ma anche da
molti altri tessuti, quali il grasso, il sangue di cordone
ombelicale, i tessuti linfatici. Le MSC sono in grado di
differenziarsi, sia in vitro (in determinate condizioni di coltura
sterile in laboratorio) sia in vivo (nell'animale da esperimento e
nell'uomo), in tessuti tra loro molto diversi per origine e
funzione: tessuto adiposo, osseo, cartilagineo, tendineo, muscolare
scheletrico e cardiaco, neuroni, cellule epatiche o polmonari e
cosi' via. Le MSC hanno quindi una pluripotenzialita' che ricorda
quella delle cellule staminali embrionali, senza tuttavia le
implicazioni etiche sottese a queste ultime. Per partecipare alla
selezione occorrera' che il coordinatore scientifico, italiano o
straniero, presenti un progetto di ricerca sui temi in oggetto,
prevedendo di svolgere l'attivita' principale nei laboratori
dell'Ateneo o dell'AOUP e di coinvolgere studiosi pisani. Il
cofinanziamento da parte dell'Universita' non potra' superare il 50%
del budget complessivo, con un limite di 300 mila euro, mentre
l'altro 50% dovra' essere finanziato da altri enti pubblici o da
privati.
La scadenza per la presentazione delle domande e' fissata all'8
marzo. Il bando e la nota di compilazione della domanda sono
disponibili sul sito dell'Universita'. (AGI) -
34 -
MALASANITA’ E CELLULE STAMINALI
A Torino c’era
una volta …. – anzi, per nostra fortuna, c’è ancora – un
cardiologo, il dr. Sebastiano Marra, il quale era talmente
appassionato alla sua attività professionale che riuscì a diventare
Primario del Reparto di Cardiologia del più importante Ospedale
pubblico della città, le Molinette.
Il suo cruccio
era che, con le terapie tradizionali, frequentemente i suoi
pazienti, colpiti da infarto, non sopravvivevano e, o prima o poi,
venivano a mancare.
In conseguenza,
desideroso com’era di ricercare ulteriori terapie, che dessero una
più alta sopravvivenza, iniziò a studiare le cellule staminali,
nuova metodologia di ricerca, allora ai suoi inizi. Creò un gruppo
di ricerca, fece le prime sperimentazioni e nel 2003 le applicò per
la prima volta ad alcuni suoi pazienti. Il successo andò oltre ad
ogni speranza. Tutti i pazienti colpiti da infarto, guarirono in
modo tale che poterono riprendere le loro attività sia professionali
che sportive.
Diranno i
lettori: ma questo sarebbe un caso di malasanità?
Non dobbiamo essere impazienti: adesso arriva la malasanità, che non
poteva permettere che tanti esseri umani sopravvivessero.
Nel 2005, dopo
che era trascorso un biennio di verifica, il successo delle ricerche
divenne pubblico grazie ad ampi servizi che il dr. Marco Accossato,
giornalista de LA STAMPA di Torino, pubblicò con interviste sia al
dr. Marra sia ai suoi pazienti. Il dr. Marra era così entusiasta
dell’esito delle ricerche che, tenendo presente il basso costo delle
medesime, auspicava che potessero ampliarsi ad altri settori (cioè
non solo al campo cardiologico).
Da allora, non
fu possibile contattare sull’argomento né il dr. Marra né il dr.
Accossato, che pure proseguono la loro attività professionale sempre
rispettivamente alle Molinette ed a LA STAMPA.
Cercai di
mettermi in contatto con loro, ma non fu possibile. Le
ricerche,intanto, furono interrotte, i pazienti lasciati morire
secondo gli scarsi successi delle terapie tradizionali.
Non fu dato di risolvere questo mistero. Come tanti misteri
italiani, l’omertà vinse e la nebbia della Val Padana nascose ogni
cosa. Cercai di porre il problema al Ministro della Salute ed alla
Presidenza del Consiglio, avvalendomi pure della recente
collaborazione dell’onorevole Borghesi dell’IdV, che ha avanzato una
interrogazione parlamentare, ma finora non abbiamo ricevuto alcuna
risposta. Così pure, altri organi istituzionali, quali la Procura
della Repubblica di Torino, ed Associazioni come il Tribunale del
Malato e Cittadinanza Attiva. Preciso, al riguardo, che
l’interessamento della Procura era dovuto alla possibilità che il
comportamento di qualcuno potesse configurare il reato di strage,
dato l’alto numero di decessi fra gli infartuati, che ne consegue
annualmente.
Tutto questo
silenzio ovattato permette di ipotizzare fondatamente che sussistano
interessi economici, i quali hanno bloccato questa ricerca e – si
può verosimilmente ritenere – pure altre ricerche relative alle
cellule staminali, le quali da troppo tempo non giungono a giusta
conclusione, permettendo così a Centri esteri non sempre seri di
ottenere alti proventi (fino a 100.000 euro per ciascun caso
trattato), grazie alla disperazione degli ammalati.
L’Associazione,
di cui sono presidente (Associazione Italiana Cellule Staminali –
A.I.CE.ST.) si pone gli scopi di contribuire a modificare questa
situazione, stimolando le ricerche relative alle cellule staminali e
la loro utilizzazione in campo clinico, nonché di dare maggiore
visibilità alle stesse, le quali sono tenute volentieri nascoste per
motivi ignoti.
Ricordo, al riguardo, due situazioni: nell’una qualcuno mise in
campo mediatico la notizia secondo la quale l’unico Centro italiano
di Trapianti di cellule staminali si trova a Trieste, mentre io ho
potuto precisare che più di cento Centri (non in campo neurologico),
di cui posso fornire indirizzi ed altri dati, funzionano in Italia ;
nella seconda una giornalista lamentava che in una regione grande
come la Sardegna non funzionasse neppure una Banca per la
crioconservazione delle staminali cordonali (cioè tratte dal cordone
ombelicale in occasione del parto), mentre la nostra Associazione è
in contatto con una Banca per la crioconservazione sita a Cagliari e
fondata alcuni anni or sono.
Ciò dimostra
che il caso del dr. Marra non è unico quale esempio di malasanità
nel campo delle cellule staminali, ma si inserisce in un contesto
gravido di disordine e di scarsa visibilità, la cui gravità è tale
che non può non essere voluta da qualcuno, che ha precisi interessi
occulti.
Michele Maero
michele@maero.it
Se desideri
intervenire per aprire un dibattito, puoi
scrivere
a:
staminali@aiceststaminali.it
35 -
ATTUALITA’ DEL LIBRO
“”IL MIO ICTUS
ED IL MISTERO DELLE
CELLULE STAMINALI”
di Michele Maero
Nel 2008 venne pubblicato il libro “Il mio
ictus ed il mistero delle cellule staminali”, nel quale, tra
l’altro, si citò, senza indicare, per motivi di giusta
riservatezza, i nominativi delle persone coinvolte, un caso in cui
una ricerca svoltasi nel 2003 a Torino, sull’utilizzazione delle
cellule staminali nella terapia per l’infarto cardiaco, coronata da
ottimo successo, fu abbandonata per l’intervento, si presume, di
poteri sconosciuti, che ne impedirono la prosecuzione.
Attualmente, nel 2010, il mistero di tale
blocco di una ricerca così ricca di successo non è stato ancora
risolto. Di qui l’attualità di tale libro e di ogni costruttivo
intervento, che risolva tale incresciosa situazione, talmente grave
che probabilmente, dato l’alto numero di decessi conseguenti, si può
configurare il reato di strage o, per lo meno, di omicidio multiplo.
Se desideri
intervenire per aprire un dibattito, puoi
scrivere
a:
staminali@aiceststaminali.it
36 - INTERESSANTI
RICERCHE PER LA TERAPIA DELL'ICTUS
Da SALUTE24 riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Ictus e danni cerebrali:
microsfere di staminali
per riparare il cervello
Una piccolissima bio-struttura nella quale sono racchiuse delle cellule staminali in grado di riempire i buchi che si creano nei tessuti neurali in seguito agli ictus, riparando i danni cerebrali: la ricerca, pubblicata su Biomaterials, è stata portata avanti da un team di scienziati inglesi del Biotechnology and Biological Sciences Research Council.
Si tratta di piccole sfere di polimeri costruite con materiale biodegradabile e riempite di staminali. La sottile impalcatura biodegradabile, spiegano i ricercatori, si è resa necessaria perché in test di laboratorio precedenti le cellule staminali iniettate nelle cavie senza alcuna struttura di supporto erano migrate dai tessuti cerebrali danneggiati a quelli sani, piuttosto che riempire le cavità danneggiate.
Le piccole sfere di polimeri, spiegano i ricercatori che hanno guidato la ricerca, sembrano invece funzionare senza grandi intoppi. Inoculate con un ago sottilissimo direttamente nei buchi creati nel cervello dall’ictus, le sfere con le loro staminali, nel giro di sette giorni, hanno dimostrato di essere capaci di prendere la forma dei buchi cerebrali, e di stabilire così le connessioni con le altre cellule, permettendo il ripristino dell’intero tessuto neurale.
“Potremmo aspettarci di riscontrare un miglioramento in seguito a un ictus se vengono rimpiazzate le cellule fuori uso – afferma Mike Modo, coordinatore della ricerca – e questi sono i risultati che ci proponiamo di raggiungere mediante la nuova tecnica in fase di sperimentazione”.
La prospettiva futura degli scienziati è la creazione anche di nuovi vasi sanguigni tramite l’utilizzo di una proteina, la Vegf, in modo tale da collegare il nuovo tessuto con il resto del cervello.
Anche se i test da effettuare e i passi da compiere sono ancora molti, spiegano i ricercatori, la tecnologia per il ripristino delle funzioni cerebrali danneggiate dall’ictus – una delle principali cause di disabilità nei paesi sviluppati – sta facendo passi da gigante. In attesa di nuove terapie.
Data: 12-03-2009
Autore: c.s.
Se desideri
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a:
staminali@aiceststaminali.it
37 - Trapianti: in Italia 112 nel 2009 con staminali da cordone
ultimo aggiornamento: 11 marzo, ore 18:30
Roma, 11 mar. (Adnkronos Salute) - Sono stati 112 i trapianti realizzati lo scorso anno in Italia con cellule staminali prelevate da sangue di cordone ombelicale (da non consanguinei) provenienti da biobanche italiane o estere. A fornire il dato è il direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt), Alessandro Nanni Costa, oggi durante la presentazione della campagna promossa dalla Federazione nazionale Associazioni donatori cellule staminali (Adoces) per la corretta informazione sulla donazione solidale di sangue da cordone.
In generale, ha spiegato Nanni Costa, nel 2009 i trapianti con cellule staminali emopoietiche da persone non consanguinee sono stati 653, di cui 194 da cellule di midollo osseo, 347 da sangue periferico e 112 da cordone. Sempre nel 2009 le 18 biobanche italiane pubbliche hanno, invece, consegnato 116 unità di cellule per questi trapianti, di cui 88 sono state inviate all'estero: 61 in Europa, 18 negli Stati Uniti, 4 in Canada, 2 in Egitto, 1 in Brasile e 1 in nuova Zelanda.
38 - CELLULE STAMINALI E LEUCEMIE Pubblichiamo qui una lettera inviata al Prof. Franco Mandelli dell'Associazione Italiana contro le Leucemie (A.I.L.), nella quale abbiamo lamentato come, nel corso di un'intervista durante una trasmissione TV, la leucemia sia stata presentata come una patologia ancora inguaribile e, perciò, bisognosa di ricerche, mentre attualmente il trapianto di cellule staminali viene già utilizzato in Italia per tale malattia.
A.I.CE.ST.
ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI
www.aiceststaminali.it e-mail: staminali@aiceststaminali.it
Gent.mo Prof. Franco MANDELLI
Stamattina – 17.03.010 - ho sentito l’intervista che Lei ha rilasciato alla trasmissione SALUTE2 sul primo canale TV, nella quale, richiedendo – come giusto – agli ascoltatori un sostegno economico per la campagna che l’A.I.L. porta avanti per supportare la ricerca per una patologia grave quale la leucemia, non ha minimamente accennato ai Centri di trapianto cellule staminali, che in Italia funzionano anche per la terapia della leucemia e dei quali, se vuole, posso pure fornirLe gli indirizzi.
Mi può spiegare questa lacuna nella Sua esposizione? Forse, a causa della scarsa visibilità di questi Centri, non ne è a conoscenza?
Attendo un Suo cortese e sollecito riscontro.
Con i miei migliori saluti.
Dr. Michele Maero
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39 - FINANZIAMENTO PER LA RICERCA SULLE STAMINALI
DALLA CHIESA CATTOLICA AUSTRALIANA
e perché non in Italia?
DA ADUC SALUTE riceviamo:
:
La chiesa cattolica australiana ha finanziato per la quarta volta un progetto di ricerca sull'uso medico delle cellule staminali adulte, che ritiene eticamente accettabili, a differenza dell'uso delle staminali embrionali.
L'arcidiocesi di Sydney ha annunciato oggi un sussidio pari a 65 mila euro 'per sostenere e promuovere la ricerca sul potenziale terapeutico delle cellule staminali adulte', come ha spiegato l'arcivescovo di Sydney, Card. George Pell.
Il denaro e' stato consegnato al dott. Carl Walkley dell'Istituto St Vincent di ricerca medica di Melbourne, per un progetto che mira a migliorare il successo del trapianto di cellule staminali adulte nel rigenerare la formazione di sangue nei pazienti che soffrono di disturbi ematici, come leucemia e cancro. 'Il sussidio migliorera' ' la conoscenza della cellule staminali adulte, di come esse operano esattamente e di come e' possibile utilizzarle, ha detto il dott. Walkley. 'Ad esempio, speriamo di trovare la maniera di migliorare l'efficacia dei trapianti di midollo spinale e del trattamento delle malattie del sangue'.
Il card. Pell ha sottolineato che il successo di questa ricerca potra' portare a importanti applicazioni cliniche. 'Se questo sara' il caso, il progetto del dott. Walkley dara' un contributo molto significativo alla scienza medica', ha detto.
- SLA, VIA LIBERA AD UNA RICERCA, MA NESSUNO LO SA
DA ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI:
Il Fatto Quotidiano
17/03/2010
Silvia D'Onghia
In Italia potrebbe partire già tra qualche settimana un nuovo protocollo di ricerca, sulla base di cellule staminali, da cui ci si possono aspettare risultati nella lotta alla Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Nessuno però lo sa, e soprattutto non lo hanno saputo i malati di Sla. Perché finora tutto è stato discusso nelle stanze della Consulta ministeriale delle Malattie neuromuscolari, dove il protocollo ha ottenuto un primo via libera.
A dare il nome alla ricerca è Mario Melazzini, un oncologo che nel 2002 si è ammalato di Sla. Melazzini ricopre una serie di cariche: oltre ad essere presidente della Consulta ministeriale, è presidente di Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), presidente di Arisla (Agenzia di ricerca per la Sla) e direttore scientifico del Centro clinico Nemo, che si trova all`interno dell`ospedale Niguarda di Milano. Il protocollo porta il suo nome perché è lui ad averlo sperimentato per primo su se stesso. "Grazie alla mia competenza in campo ematologico spiega Melazzini - quando mi sono ammalato, ho intrecciato le ipotesi immunomediate e infiammatorie, che vengono dalla Scuola Americana del professor Appel, con gli studi effettuati anni fa e poi abbandonati con un farmaco immunoregolatore, che aveva dimostrato per un periodo transitorio un recupero di funzioni".
Nessun conflitto d'interesse, però: "Non ho portato io il protocollo alla Consulta, sono stati alcuni malati a scrivere al ministro, per chiedergli di avviare la sperimentazione, e il ministro ha fatto intervenire la Consulta". Guai poi a parlare già di risultati: "Ci sto lavorando da anni con i neurologi. Sono convinto che sia una strada da perseguire, sono un ricercatore che vuole continuare a stimolare questo meccanismo, ma fino a quando non ci sarà una sperimentazione scientifica non si possono illudere le persone". "Certo non deve passare come un protocollo di staminali commenta Letizia Mazzini, neurologa dell`Ospedale Maggiore della Carità di Novara - si potrebbe usare soltanto con un`ipotesi di tipo immunitario. Negli Stati Uniti il protocollo Appel è stato eseguito su sei pazienti, ma in maniera molto rigorosa e, purtroppo, non ha dato risultati. Speriamo che in Italia si possa usare lo stesso rigore".
Adesso la sperimentazione potrà partire: lo scorso 8 marzo, in una riunione della Consulta durante la quale era assente l'istituto superiore di Sanità (che finora ha preferito non esprimersi nel merito), il protocollo ha avuto un primo via libera. "Manca l'autorizzazione dell`Iss - prosegue Melazzini - poi gli esperti dei comitati etici dovranno decidere se partire dalla fase 1 (quella che verifica la pericolosità sull`uomo, ndr) o 2. Il protocollo sarà poi sperimentato in sei centri italiani, coinvolgerà una trentina di pazienti e costerà 12.000 curo a paziente". Naturalmente con soldi ministeriali.
Mario Melazzini è un paziente diverso da quelli che II Fatto ha finora descritto: la sua malattia avanza più lentamente, dopo quasi otto anni riesce ancora, anche se in parte, a muovere le mani (ne è felice testimonianza un video proprio di una riunione della Consulta postato su YouTube). Qualcuno ha pensato che a "fare il miracolo" sia proprio il protocollo. "In realtà la mia è una delle tante facce della Sla - spiega il professore per fortuna 1`80% dei pazienti ha una vita come la mia. Soltanto il 20% va incontro a tracheostomia: le loro storie fanno notizia, soprattutto quando lanciano un grido di allarme, e vengono conosciute. Ma pensi che c`è addirittura un malato di Sla che a novembre andrà a fare la maratona di New York. Il nostro obiettivo è quello di rendere migliore la nostra vita, quella dei malati". Sono parole, ma soprattutto numeri, che non piacciono a Mauro Pichezzi, presidente della onlus "Viva la Vita" : "Solo nella Asl Roma A ci sono 26 tracheostomizzati, il loro numero negli ultimi due anni è raddoppiato solo perché riusciamo a garantire loro un`elevata assistenza. Altrove le famiglie sono costrette a vendersi la casa o un organo pur di sopportare le spese che un malato richiede".
La Sla è una patologia rara (e per questo orfana di farmaci) che colpisce ogni anno in Italia circa mille persone. Il decorso medio va dai tre ai cinque anni, il 50% dei malati muore entro 18 mesi dalla diagnosi, soltanto il 10% supera i 10 anni. La morte avviene nella maggior parte dei casi per insufficienza respiratoria. Pichezzi non si sbilancia sul protocollo Melazzini, ma lancia un allarme: "Vorremmo saperne di più, l`impressione finora è che la Consulta si stia occupando di una cosa oscura alla comunità dei malati. Noi ci sentiremo garantiti sulla sicurezza della sperimentazione solo se verrà affidata al controllo degli organi competenti, tra cui l`Iss". Sulla stessa linea anche Chantal Borgonovo, moglie del calciatore malato: "La garanzia la darà l`Istituto. Ricordiamoci poi che la Sla è una malattia mortale, Stefano è la rappresentazione della Sla".
41 - ICTUS: STAMINALI ESTRATTE DALLA POLPA DENTARIA RIPARANO DANNI
Da LIQUIDAREA.com
SYDNEY, 8 DIC – I cervelli lesionati da un ictus potranno essere riparati, migliorando sostanzialmente la mobilita’ dei pazienti, con il trapianto di cellule staminali estratte dai denti. In uno studio australiano durato 8 anni, le staminali della polpa dentaria si sono dimostrate molto piu’ efficaci per tali riparazioni di altre cellule staminali.

La polpa dentaria e’ un tessuto molle che ingloba arteriole, venule, nervi e cellule dette odontoblasti, capaci di produrre la dentina. La ricerca guidata dal neuroscienziato Simon Koblar, del Centro per le ricerche sulle staminali dell’ universita” di Adelaide, sfrutta la capacita’ della polpa dentaria di produrre e riparare cellule nervose, ed il fatto che le staminali si trovino nei denti, che si possono estrarre facilmente. Inoltre causano meno problemi di rigetto rispetto alle cellule staminali di altre parti del corpo.
Abbiamo ottenuto dati molto promettenti dalle sperimentazioni su topi di laboratorio colpiti da ictus, che hanno mostrato miglioramenti nella mobilita’ dopo il trapianto di cellule staminali dalla polpa dentaria”, ha detto lo scienziato in una conferenza all’universita” di Adelaide. Il trattamento ha il potenziale di migliorare notevolmente la qualita’ di vita delle vittime di ictus, ha aggiunto.
”Spesso persone sopra i 70 anni con buone abitudini di igiene hanno denti sani, e sara’ possibile coltivare le staminali da uno dei loro denti… Per loro anche un piccolo miglioramento di mobilita’ fa molta differenza”. Saranno tuttavia necessarie ulteriori ricerche su animali, prima di condurre sperimentazioni umane, ha precisato Koblar.
42 - STAMINALI ATTRAVERSO LE VIE NASALI
Da ANNUNCI GOOGLE
Alcuni ricercatori tedeschi dell' University Hospital of Tübingen in Germania stanno sperimentando un nuovo metodo per riuscire a far arrivare le cellule staminali al cervello senza l' ausilio di dolorosi interventi chirurgici.
Il Cervello come si sa è quella parte di organo dove ancora gli studi non sono stati sfatati al 100%, questo perchè il cranio è quell' involucro più importante ed allo stesso tempo più difficile da operare.
Lusine Danielyan e colleghi hanno cosi deciso di far arrivare le cellule staminali direttamente al cervello tramite le vie nasali, riscuotendo ottimi risultati con gli esperimenti fatti sui topolini.
Il naso nella parte delle alte vie nasali è costituito dalla lamina cribrosa dell'etmoide la quale fa da filtro di passaggio per la percezione degli odori che ci circondano, di cui il cervello immagazzina i dati e ci fa distinguere ad esempio l' odore di un determinato cibo o di un particolare fiore.
Immettendo un liquido fluorescente nelle cellule staminali, i ricercatori hanno cosi costatato che, diversamente da altri esperimenti, le cellule staminali arrivavano nel cervello dei topolini in ottima quantità.
L' unico problema da capire per l' uomo è come controllare la migrazione delle cellule staminali all' interno del cervello, anche perchè migrazioni errate possono indurre nell' eventualità di formazioni di tumori.
La ricerca in questo senso si propaga giorno per giorno e, questa tecnica alquanto efficace e semplice allo stesso tempo potrebbe in un futuro guarire dalle note malattie dell' Alzheimer, Parkinson e l'ictus.
43 - AL MEYER DIFETTI OSSEI RIPARATI CON STAMINALI
da TOSCANA TV
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24/03/2010 - L'ospedale pediatrico Meyer di Firenze e' uno dei 12 centri clinici europei del progetto che punta a riparare i difetti ossei con le cellule staminali.
Si tratta del progetto Reborne per la ''Rigenerazione di difetti ossei con nuovi approcci di ingegneria biomedica'', accolto dalla Commissione europea, coordinato da Inserm e avviato nel gennaio scorso con un bilancio di spesa di 12 milioni di euro in 5 anni. Ogni anno in Europa vengono trapiantati circa un milione di tessuti ossei sia autologhi, cioe' provenienti dallo stesso organismo, che allogenici, ossia da donatori compatibili, usati principalmente nella chirurgia ortopedica o maxillo-facciale per la ricostruzione di difetti ossei di grandi dimensioni. Gli svantaggi sono le complicazioni legate all'allestimento obbligatorio di un secondo sito di intervento, la disponibilita' di limitate quantita' di tessuto e eventuali reazioni immunologiche. L'obiettivo di Reborne e' di eseguire cinque studi clinici nei centri scelti in Europa, tra i quali il Meyer, per valutare l'associazione di biomateriali sintetici a cellule staminali mesenchimali umane da midollo sfruttando il loro grande potenziale di rigenerazione ossea. Con i 12 centri clinici distribuiti in 8 paesi europei collaboreranno 24 laboratori, ospedali e imprese produttrici di biomateriali e impianti di produzione di cellule.
44 - CONFERENZA SUL TEMA:
LE CELLULE STAMINALI NELLA TERAPIA DELLE PATOLOGIE DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE
tenuta dal Prof. Adriano CHIO’
Ieri, 31 marzo 2010, il Prof. Adriano Chiò, Direttore del “Centro regionale esperto per la Sla” del dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino e collaboratore del nuovo laboratorio di «Cell Therapy» realizzato nel Molecular Biotechnology Center di Torino, ha tenuto una conferenza presso la Sala Darwin del Centro stesso sul tema sopra indicato, tema che è stato, ovviamente, svolto con la consueta competenza e capacità oratoria, anche se si può osservare che, per esigenze di tempo, è stato limitato alla trattazione delle cellule staminali nella terapia delle principali patologie degenerative del sistema nervoso centrale, escludendo così patologie di grande rilevanza sociale, quali l’ictus nelle sue due forme (ischemico ed emorragico).
Si è, inoltre, osservato come, alla domanda relativa al Centro del Prof. Angelo VESCOVI di Milano, che, secondo alcune fonti starebbe per iniziare l’utilizzazione clinica delle staminali per la terapia della SLA, il Prof. Chiò ha fornito l’inverosimile risposta secondo la quale il Centro del Prof. Vescovi non possiede le caratteristiche richieste per ottenere la dovuta autorizzazione dell’A.I.FA. (Agenzia Italiana per il Farmaco).
Pare, infatti, piuttosto anomalo che un ricercatore quale il Prof. Vescovi, di fama internazionale, non ottemperi alle esigenze tecnico-mediche.
Del resto, già in altra sede avevamo rilevato che, alle affermazioni del Prof. Vescovi, il quale si lamentava che l’A.I.FA. ritardava nella concessione delle dovute autorizzazioni, quest’ultima aveva risposto che nei propri uffici non risultava alcuna richiesta in merito (risposta anche questa inverosimile data la professionalità del Prof. Vescovi). Invece, molto più verosimile è la tesi secondo la quale l’A.I.FA. ritarda le dovute autorizzazioni (non solo al Prof. Vescovi) per interessi nascosti, che cercano di opporsi alle cellule staminali.
Ad un’altra domanda relativa ad un Centro dove il dr. Paolo Zamboni di Ferrara ed il dr. Fabrizio Salvi, neurologo di Bologna, curano, senza l’ausilio di staminali, la sclerosi multipla, il Prof. Chiò ha risposto che non si conoscono ancora bene gli esiti di tale terapia, che, invece, risulta incontrare notevole interesse all’estero.
La partecipazione a questa conferenza è stata, comunque, utile per avere la conferma della scarsa conoscenza che ciascun Centro ha di altri, che pure svolgono la propria attività di ricerca nel medesimo settore od in settori collaterali.
45 - SCOMPARSA A TORINO UNA RICERCA SULLE STAMINALI, CORONATA DA SUCCESSO,
RELATIVA ALL'UTILIZZAZIONE DELLE MEDESIME
NELLA TERAPIA DELL'INFARTO CARDIACO
Pubblichiamo qui il testo di una lettera inviata il 12.04.010 al Ministro Mariastella Gelmini, auspicando di ricevere riscontro.
A.I.CE.ST.
ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI
www.aiceststaminali.it e-mail: staminali@aiceststaminali.it
Torino, 12 aprile 2010
Ill.mo Ministro Mariastella GELMINI
con la presente ci permettiamo di segnalarLe un gravissimo caso, a Torino, di scomparsa di una ricerca svoltasi nell’ormai lontano 2003 e coronata da successo, per l’utilizzazione delle cellule staminali nella terapia dell’infarto cardiaco. Ciò ha determinato una grave situazione di malasanità, in quanto in Italia si verificano tuttora migliaia di decessi di infartuati, che la nostra Associazione, con il Suo intervento, auspica di poter evitare.
Qui sotto Le ricopiamo, per Sua comodità, un articolo che abbiamo presentato sull’argomento ad alcuni giornali. Le comunichiamo pure che, sempre sul medesimo argomento, recentemente è stata presentata un’interrogazione parlamentare al Ministro Fazio, che per adesso non ha avuto risposta.
Gradiremo un Suo cortese riscontro e, dichiarandoci disponibili per ulteriori eventuali chiarimenti, La ringraziamo per l’attenzione e Le porgiamo i nostri migliori saluti.
La Presidenza
P.S. Ci è gradita l’occasione per porgerLe le nostre più sentite felicitazioni per il lieto evento appena verificatosi.
MALASANITA’ E MISTERI NELLE RICERCHE SULLE CELLULE STAMINALI
A Torino c’era una volta …. – anzi, per nostra fortuna, c’è ancora – un cardiologo, il dr. Sebastiano Marra, il quale era talmente appassionato alla sua attività professionale che riuscì a diventare Primario del Reparto di Cardiologia del più importante Ospedale pubblico della città, le Molinette.
Il suo cruccio era che, con le terapie tradizionali, frequentemente i suoi pazienti, colpiti da infarto, non sopravvivevano e, o prima o poi, venivano a mancare.
In conseguenza, desideroso com’era di ricercare ulteriori terapie, che dessero una più alta sopravvivenza, iniziò a studiare le cellule staminali, nuova metodologia di ricerca, allora ai suoi inizi. Creò un gruppo di ricerca, fece le prime sperimentazioni e nel 2003 le applicò per la prima volta ad alcuni suoi pazienti. Il successo andò oltre ad ogni speranza. Tutti i pazienti colpiti da infarto, guarirono in modo tale che poterono riprendere le loro attività sia professionali che sportive.
Diranno i lettori: ma questo sarebbe un caso di malasanità?
Non dobbiamo essere impazienti: adesso arriva la malasanità, che non poteva permettere che tanti esseri umani sopravvivessero.
Nel 2005, dopo che era trascorso un biennio di verifica, il successo delle ricerche divenne pubblico grazie ad ampi servizi che il dr. Marco Accossato, giornalista de LA STAMPA di Torino, pubblicò (LA STAMPA del 28 – 29 ottobre 2005) con interviste sia al dr. Marra sia ai suoi pazienti. Il dr. Marra era così entusiasta dell’esito delle ricerche che, tenendo presente il basso costo delle medesime, auspicava che potessero ampliarsi ad altri settori (cioè non solo al campo cardiologico).
Da allora, non fu possibile contattare sull’argomento né il dr. Marra né il dr. Accossato, che pure proseguono la loro attività professionale sempre rispettivamente alle Molinette ed a LA STAMPA.
Cercai di mettermi in contatto con loro, ma non fu possibile. Le ricerche, intanto, furono interrotte, i pazienti lasciati morire secondo gli scarsi successi delle terapie tradizionali.
Non fu dato di risolvere questo mistero. Come tanti misteri italiani, l’omertà vinse e la nebbia della Val Padana nascose ogni cosa. Cercai di porre il problema al Ministro della Salute ed alla Presidenza del Consiglio, feci proporre un’interrogazione parlamentare, ma finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Così pure, altri organi istituzionali, quali la Procura della Repubblica di Torino, ed Associazioni come il Tribunale del Malato e Cittadinanza Attiva. Preciso, al riguardo, che l’interessamento della Procura era dovuto alla possibilità che il comportamento di qualcuno potesse configurare il reato di omicidio plurimo, dato l’alto numero di decessi fra gli infartuati, che ne consegue annualmente.
Tutto questo silenzio ovattato permette di ipotizzare fondatamente che sussistano interessi economici, i quali hanno bloccato questa ricerca e – si può verosimilmente ritenere – pure altre ricerche relative alle cellule staminali, le quali da troppo tempo non giungono a giusta conclusione, permettendo così a Centri esteri non sempre seri di ottenere alti proventi (fino a 100.000 euro per ciascun caso trattato), grazie alla disperazione degli ammalati.
L’Associazione, di cui sono presidente (Associazione Italiana Cellule Staminali – A.I.CE.ST.) si pone gli scopi di contribuire a modificare questa situazione, stimolando le ricerche relative alle cellule staminali e la loro utilizzazione in campo clinico, nonché di dare maggiore visibilità alle stesse, le quali sono tenute volentieri nascoste per motivi ignoti.
Ricordo, al riguardo, due situazioni: nell’una qualcuno mise in campo mediatico la notizia secondo la quale l’unico Centro italiano di Trapianti di cellule staminali si trova a Trieste, mentre io ho potuto precisare che più di cento Centri (escluso il campo neurologico), di cui posso fornire indirizzi ed altri dati, funzionano in Italia; nella seconda una giornalista lamentava che in una regione grande come la Sardegna non funzionasse neppure una Banca per la crioconservazione delle staminali cordonali (cioè tratte dal cordone ombelicale in occasione del parto), mentre la nostra Associazione è in contatto con una Banca per la crioconservazione sita a Cagliari e fondata alcuni anni or sono.
Ciò dimostra che il caso del dr. Marra non è unico quale esempio di ricerche problematiche nel campo delle cellule staminali, ma si inserisce in un contesto gravido di disordine e di scarsa visibilità, la cui gravità è tale che non può non essere voluta da qualcuno, che ha precisi interessi occulti.
Michele Maero
michele@maero.it
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46 - E’ SCOMPARSA UNA RICERCA SULLE CELLULE STAMINALI
LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
A.I.CE.ST.
ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI
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Torino, 23.04.010
Ill.mo Signor PRESIDENTE
Giorgio NAPOLITANO
La nostra Associazione desidera segnalarLe un gravissimo caso di scomparsa di ricerca, terminata con ottimo successo, svoltasi nell’ormai lontano 2003 utilizzando le cellule staminali per la terapia dell’infarto cardiaco.
Tale ricerca, effettuata presso le Molinette di Torino sotto la guida del dr. Sebastiano Marra, Primario del Reparto di Cardiologia, portò alla più completa guarigione un piccolo gruppo sperimentale di infartuati e fu presentata pure ad un Congresso internazionale svoltosi nel 2003 a Torino.
Della stessa si interessarono pure Riviste mediche di alto livello scientifico nonché LA STAMPA, che nel 2005 pubblicò ampi servizi sull’argomento.
Tuttavia, da allora tutto cadde nel più assoluto silenzio e gli infartuati furono lasciati morire, utilizzando le terapie tradizionali.
Ciò ha concretizzato un gravissimo caso di MALASANITA’, con un comportamento che determinò il decesso di migliaia di pazienti.
Il gravissimo episodio assume caratteristiche a livello sociale, specie se si considera che si può ritenere che sia la punta di un iceberg, che investe pure la terapia, mediante cellule staminali, di altre patologie.
Abbiamo segnalato la situazione ai Ministri Fazio e Gelmini nonché al Presidente del Consiglio Berlusconi, anche tramite un’interrogazione parlamentare, ma non abbiamo ricevuto alcun riscontro.
Disponibili a documentare quanto qui esposto, La preghiamo di voler cortesemente intervenire, in modo da evitare che la situazione prosegua a tutto danno dei pazienti.
Le porgo i miei deferenti ossequi.
Il Presidente A.I.CE.ST.
Dr. Michele Maero
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47 - abbiamo incontrato
IL PROF. DAVIDE VANNONI
Sì, il 27 aprile abbiamo incontrato nella sede della nostra Associazione il tanto chiacchierato e criticato prof. Vannoni, oggetto di indagine da parte del famoso p.m. Guariniello della Procura di Torino.
Il prof. Vannoni ha illustrato le sue attività nel campo delle ricerche sulle cellule staminali, affermando che, a seguito di una perizia medica a lui favorevole, l'inchiesta poteva considerarsi chiusa.
Ha, inoltre, insistito sulla necessità che il Centro di Trieste venga aperto con sollecitudine per evitare i numerosi decessi, che, nel frattempo, potrebbero verificarsi specie nelle patologie neurodegenerative.
Ha pure parlato della fondazione di un Comitato costituito sia da simpatizzanti sia da pazienti, che urgono perché il Centro di Trieste riprenda le proprie attività.
Una collaborazione tra la nostra Associazione ed il Comitato può aver luogo nell'ambito di una conferma da parte dei pazienti della validità delle terapie seguite presso tale Centro.
Riteniamo, infatti, che la sperimentazione concreta delle terapie ricevute costituisca la miglior documentazione, che si possa richiedere, indipendentemente dalle accuse avanzate da privati, giornalisti ed Enti, che talora hanno espresso, nei riguardi di più Centri un livore ed un'acredine dovuti sovente ad occulti interessi economici.
dr. Michele Maero
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Di Paola Pagliaro, in Nuove frontiere mediche, Ricerca e Sperimentazione.
48 - Trattamento per l'ictus
La riabilitazione dopo un ictus è un processo spesso lento e difficoltoso e non sempre avviene con successo, garantendo il pieno ripristino delle capacità motorie. Una nuova ricerca potrebbe aver trovato una soluzione per accelerare il cammino verso la guarigione, grazie ad un semplice interruttore presente nel cervello che provvede, se attivato, ad una sorta di autocura. A compiere la straordinaria scoperta un gruppo di ricercatori italiani coordinato da Maria Pia Abbracchio, del Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’ Università di Milano e da Mauro Cimino dell’Università di Urbino.
Il recettore individuato dagli studiosi, responsabile dell’avvio del processo di guarigione, si chiama GPR17 e se stimolato costruisce nuove cellule nervose che andranno a sostituire quelle danneggiate.
Applicazioni farmacologiche volte ad accendere questo interruttore potrebbero essere utili, secondo gli studiosi, nella terapia riabilitativa non solo dell’ictus ma anche di malattie come l’Alzheimer e la sclerosi multipla.
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49 - LE CELLULE STAMINALI CURERANNO LA SCLEROSI MULTIPLA
DA "LA VOCE" Tecnoscienze
Sperimentazione medica con le staminali
Sclerosi multipla: la ricerca della speranza
Entro il 2010 partira' la nuova sperimentazione clinica con l'uso di cellule staminali.
Varese - La sclerosi multipla, o sclerosi a placche, è una malattia infiammatoria cronica demielinizzante, a patogenesi autoimmune, che è una delle malattie neurologiche più comuni tra le persone in età compresa tra 20 e 40 anni e colpisce almeno il doppio delle donne rispetto agli uomini.
Fino al 60% delle persone cui è stata diagnosticata la sclerosi multipla soffriranno di una disabilità a lungo termine. Ad oggi, non vi è né una causa accertata, né una cura.
Il 26 maggio, a Roma, in occasione della giornata mondiale della Sclerosi Multipla, Mario Battaglia presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, (AISM) ha annunciato che entro il 2010 sarà avviata la prima sperimentazione clinica utilizzando cellule staminali, prima e unica al mondo nel suo genere.
La sperimentazione coinvolgerà una ventina di paesi e circa 150 pazienti selezionati in tutto il mondo, di cui 20-30 italiani, con la malattia ancora attiva, ma non in fase avanzata e nei quali le cure tradizionali non hanno dato risultati efficaci.
Durante la terapia, i pazienti si sottoporranno a iniezioni di cellule staminali del midollo, anche note con il nome di cellule mesenchimali. Come ha spiegato Antonio Uccelli, del dipartimento di Neurologia dell'università di Genova, infatti, queste cellule mostrano due caratteristiche: da un lato, agiscono modulando la reazione autoimmune con cui il sistema immunitario attacca se stesso e dall'altro rilasciano fattori che proteggono le cellule nervose e ne facilitano la sopravvivenza.
Il progetto di sperimentazione clinica sull'uomo per l'Europa sarà coordinato dal dott. Uccelli e per il Nord America da Mark Friedman, dell'università di Ottawa.
Mario Battaglia ha detto: "Siamo orgogliosi che una ricerca italiana sulle staminali da noi finanziata sia capofila a livello internazionale e che abbia aperto la strada a un percorso sperimentale a livello mondiale".
Luca Macchi
POTENZA 16 GIUGNO 2010 - Sono cento, fino a questo momento, i trapianti di cellule staminali emopoietiche effettuati nel Crob di Rionero in Vulture (Potenza).
La procedura, realizzata dal 2002, prevede il prelievo di cellule staminali dal paziente, che vengono poi sottoposte a un trattamento di chemioterapia intensiva e nuovamente iniettate.
Il centesimo paziente sottoposto a questo tipo di trattamento e' un uomo di 50 anni affetto da leucemia plasma cellulare: le sue condizioni sono ''ottime''. (ANSA). 51 ALL'OSPEDALE S. CARLO DI POTENZA TERAPIA DELL'ICTUS MEDIANTE LE STAMINALI? "L'ospedale San Carlo di Potenza si sta candidando a una sperimentazione, che sara' l'unica in Europa, sull' impianto delle cellule staminali per l'ictus cerebrale". Lo ha annunciato il 28 giugno a Potenza il direttore generale dell'ospedale, Michele Cannizzaro, a margine della visita nella struttura dell'assessore regionale alla Sanita', Rocco Colangelo.
"Abbiamo gia' attivato quattro posti letto per curare le patologie acute del cervello cosi' come gia' facciamo per l' infarto. Portiamo avanti la politica della sanita' in rete. Negli ultimi mesi abbiamo attivato 30 procedure con le altre strutture presenti sul territorio, riuscendo a far diminuire le liste di attesa e velocizzando le prognosi".
"Registriamo anche una drastica diminuzione di ricoveri impropri. Stiamo rivisitando l'organizzazione interna, datata 1980, per l'ottimizzazione delle risorse umane e la ridistribuzione dei posti letto". (
BELLISSIMA LA VOSTRA INIZIATIVA AVANZATA NEL 2005 RELATIVAMENTE ALLA RICERCA SU STAMINALI PER LA TERAPIA DELL'ICTUS!
MA OGGI 21.06.010 (5 ANNI DOPO) E' POSSIBILE SAPERNE QUALCOSA?
HA AVUTO QUALCHE ESITO O, COME DI CONSUETO, E' STATA BLOCCATA DA POTERI SUPERIORI?
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52 - QUANDO IL TANTO VITUPERATO TURISMO TERAPEUTICO
SERVE PER GUARIRE
martedì 6 luglio 2010
Una storia difficile da raccontare, quando si parla di bambini malati, ma è andata a lieto fine. Federico oggi ha 13 anni e sta bene. Non deve piu' sottoporsi a trasfusioni ogni 3 settimane, ne' tenere un ago nel braccio ogni notte per far si' che un farmaco abbassi il ferro nel suo organismo, ne' prendere la terapia anti-rigetto. Nonostante la legge 40, che nel 2004 ha vietato la diagnosi genetica preimpianto, sua madre e suo padre sono riusciti a dar vita a un altro bambino che non avesse la sua stessa rarissima malattia e usarne il cordone ombelicale per ricavare cellule staminali per fargli il trapianto di midollo. I genitori però si sono recati all'estero, a Istanbul e a Bruxelles, e dopo sette cicli di procreazione assistita, è nata finalmente Sofia, che oggi ha 2 anni. Grazie alle cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale della sorellina e al midollo osseo espiantatato dalla stessa neonata Federico è guarito e non deve più sottoporsi a trasfusioni ogni tre settimane e dormire tutte le notti con un ago nel braccio.
A raccontare quest'odissea, lunga 13 anni e 7 cicli di procreazione assistita, e' suo padre, Cesare Ponchiroli.
'Viviamo vicino Reggio Emilia. Nostro figlio e' nato - spiega - con l'anemia di Diamond-Blackfan, rarissima malattia genetica per cui il midollo osseo non produce globuli rossi. Patologia per cui le uniche terapie sono o delle cure cortisoniche, rivelatesi efficaci su Federico, o continue trasfusioni di sangue, che pero' portano ad un sovraccarico di ferro, che negli anni puo' uccidere o danneggiare gli organi. Visto che il trapianto di midollo non era possibile, perche' non era stato trovato un donatore compatibile, neanche in famiglia, abbiamo deciso di procedere con le trasfusioni, pur sapendo che la situazione sarebbe comunque peggiorata'.
Questo finche' un giorno Cesare non sente per radio di una coppia inglese, in una situazione simile, che ha dato alla luce un altro figlio per salvare il fratello malato. Cosi' lui e sua moglie iniziano tutta la procedura a Bologna, 'ma a meta' del ciclo viene approvata la legge 40 in Italia - aggiunge - e quindi il medico interrompe tutto'.
I due non si arrendono, e si rivolgono prima a una clinica di Istanbul, dove tutti e 3 i cicli falliscono. Poi provano a Bruxelles, con altri 2 cicli, e poi di nuovo a Istanbul con altri 2. L'ultimo ha finalmente successo, e cosi' nasce Sofia.
'Il suo cordone ombelicale e' stato congelato - continua Ponchiroli - per ricavare staminali. Sei mesi dopo la sua nascita le e' stato espiantato un poco di midollo, per integrarlo alle cellule del cordone, dopo di che si e' fatto il trapianto a mio figlio, che oggi sta bene'.
In questa lunga odissea, conclude Ponchiroli, 'abbiamo conosciuto tante persone con problemi analoghi. Chi aveva i soldi andava all'estero, ma la massa non poteva far altro che aspettare la morte del proprio figlio. E questo per colpa di chi fa credere alla gente che la diagnosi preimpianto serva a scegliere il figlio con gli occhi azzurri'.

Etichette: Salute
Da Note e Salute
53 - COME SI SPRECANO GLI EURO DEGLI ITALIANI!
ALL'OSPEDALE S. MATTEO DI PAVIA 600.000 EURO PER UNA RICERCA
GIA' EFFETTUATA CON SUCCESSO NEL 2003
PRESSO LE MOLINETTE DI TORINO
Un comunicato ANSA ci annuncia che l'ospedale S. Matteo di Pavia viene finanziato con 600.000 euro per una ricerca relativa alle staminali per la terapia dell'infarto cardiaco, quando analoga ricerca, coronata da successo, è già stata realizzata a Torino nell'antico 2003 presso le Molinette.
54 - MORTE PER SLA
Un mio vicino di casa è morto per SLA. La notizia non sarebbe importante di per sé, se non si inserisse nelle migliaia di decessi dovute ai divieti di ricerca e, perciò, di terapia, mediante le staminali, persino relativamente ad ammalati terminali, divieti dovuti ad interessi criminali di certi gruppi. 55 - CENTRI DI TERAPIA IN USA Riceviamo e volentieri pubblichiamo, specificando che la terapia riguarda sia l'ictus sia patologie neurodegenerative:
il sito americano per tutte le sperimentazioni è:
www.clinicaltrials.gov
http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01082653?term=als&recr=Open&rank=1
questo è il protocollo effettuato dal dott. Lasala al TCAcellular therapy pubblicato mi dovrebbero spedire il materiale cartaceo. Le farò sapere di più. il dott. Lasala proponeva alla prima richiesta cellule staminali midollari di donatore giovane e sano perchè la sue cellule sono di 52 enne malato ed in terapia con rilutec
il sito è:
www.tcacellulartherapy.com
Sempre un centro in US dove fanno terapie con cell staminali:
http://www.cellmedicinesociety.org/>http://www.cellmedicinesociety.org/
sempre in clinicaltrials ho trovato le sperimentazioni fatte dall'ospedale di Tel-Aviv-Handassah
| Sponsor: |
Hadassah Medical Organization |
| Collaborator: |
Brainstorm Cell Therapeutics Ltd.
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| Information provided by: |
Hadassah Medical Organization |
| ClinicalTrials.gov Identifier: |
NCT01051882 |
La casa farmaceutica è la: GERON CHE USA CELLULE STAMINALI EMBRIONALI
56 - MAGNETOTERAPIA Come di consueto, anche se di cellule staminali non si tratta, pubblichiamo qui una notizia, che può interessare i nostri soci ed amici affetti da postumi di ictus, con preghiera, una volta che loro pervenissero notizie ulteriori, di comunicarle alla nostra e-mail staminali@aiceststaminali.it. Magnetoterapia cerebrale favorisce recupero ictus
Una stimolazione magnetica transcranica ripetuta favorisce il recupero
delle funzioni motorie dopo un ictus.
Lo studio pilota è stato realizzato su un piccolo numero di pazienti da Felipe Fregni e colleghi della Harvard Medical School di Boston. Ai pazienti è stata applicata sul cranio una spirale attraverso cui passa una corrente che genera un campo magnetico, che deprime la corteccia sana stimolando indirettamente quella colpita. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: uno è stato sottoposto a cicli di stimolazione vera, l'altro a cicli di stimolazione finta. Al termine di ogni ciclo, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a tests per rilevare l'abilità motoria delle mani. I pazienti trattati effettivamente hanno migliorato del 50 per cento la propria abilità motoria. E' interessante notare che un ulteriore gruppo di controllo di 6 soggetti sani, quindi che non avevano subito ictus, non hanno riportato alcuna variazione nella loro capacità motoria.
Fonte: Neurology 2005;64:1802-1804
Commento di Luca Puccetti
Se si considera l'importanza della capacità motoria delle mani nei soggetti colpiti da ictus si comprende che anche un piccolo miglioramento di questa funzione si tradurrebbe in un enorme vantaggio per la qualità di vita di tali pazienti. Ovviamente lo studio è molto piccolo e dunque dovrà essere convalidato da trials di più ampie dimensioni e con un follow-up adeguato a valutare gli effetti a lungo termine.
57 - E' OPERATIVO PER LE NEUROPATOLOGIE IL CENTRO DI TRIESTE? Ci giunge notizia che, su intervento del Presidente della Repubblica, ha iniziato ad operare, utilizzando le cellule staminali, il Centro di Trieste, collegato al Prof. Davide Vannoni. Appena ci perverranno altri aggiornamenti, saremo lieti di pubblicarli. Precisiamo, comunque, che le patologie oggetto di terapia sarebbero quelle neurologiche (ictus, sla, parkinson, sclerosi, ecc.). 58 - SCOPERTO A PADOVA FARMACO PER LA DISTROFIA da L'AVVENIRE
Sfere invisibili per dare un calcio alla distrofia muscolare. I ricercatori Telethon del dipartimento di Medicina sperimentale e Diagnostica dell’Università di Ferrara, annunciano l’avvio di uno studio clinico internazionale che potrebbe rivoluzionare (e prolungare di molto) la vita dei pazienti con questa grave malattia genetica che colpisce i muscoli. Arriva da un farmaco la nuova speranza per i malati di distrofia muscolare. Si chiama Pro044 e ha l’obiettivo trasformare la forma più grave di distrofia, quella di Duchenne, nella variante di Becker. Significherebbe avere un’aspettativa di vita normale (e non di 35-40 anni com’è mediamente per chi ha la Dmd) e mantenere la capacità di camminare anche in età adulta, invece che essere costretti alla carrozzina nell’adolescenza.Tenendo allo stesso tempo sotto controllo gli inevitabili problemi cardiaci, questi pazienti potrebbero assistere a una vera rivoluzione nella propria qualità della vita.
59 - PREMIO BALZAN 2010 ALLO SCIENZIATO YAMANAKA
da ZEUS NEWS DEL 7.09.2010 - www.zeusnews.com
Il dottor Yamanaka ha vinto il premio Balzan 2010: è in grado di far regredire cellule adulte e trasformarle in staminali. Senza sacrificare embrioni.
Il prossimo 9 novembre lo scienziato giapponese Shinya Yamanaka riceverà dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il Premio Balzan 2010 per la biologia grazie alle sue scoperte sulle cellule staminali pluripotenti indotte, o iPS.
La parola chiave nella scoperta di Yamanaka è indotte: ciò significa che lo scienziato non ottiene cellule staminali dagli embrioni, ma ha ideato - e sta tuttora perfezionando - un procedimento che permette di ottenere cellule staminali partendo da cellule adulte, facendo "regredire" queste ultime.
In pratica, per citare le parole stesse di Yamanaka, "ora siamo in grado di generare cellule staminali potenzialmente capaci di trasformarsi in ogni tessuto umano senza ricorrere agli embrioni" utilizzando come punto di partenza, per esempio, cellule prelevate dalla pelle: un'operazione semplice e innocua, che permette di escludere anche i problemi legati al rigetto perché il donatore e il ricevente sono la stessa persona.
L'annuncio di questa possibilità risale al 2006 e da allora le scoperte di Yamanaka sono state riprodotte e confermate in altri laboratori: ciò significa, insomma, che la strada è percorribile.
60 PROBLEMI BUROCRATICI AL CENTRO DI TRIESTE
PER IL TRATTAMENTO CON LE STAMINALI
A Trieste 40 - 50 persone hanno già tempestato l’ospedale infantile di vane richieste specie dopo che il singolo caso di un bambino già operato di midollo al Burlo, ha ottenuto, per l’energico desiderio della famiglia disperata, un via libera speciale dal Ministero, quale cura compassionevole. La notizia è finita su tutti i giornali con grande risalto anche se a Trieste si è voluto specificare: «I familiari hanno interpellato tutti i politici, ci sono state pressioni mai viste». Di qui deriva che con la pressione le difficoltà burocratiche possono essere vinte.
Adesso i familiari dei pazienti sono decisi a rivolgersi al Tribunale.
61 - TRAPIANTO DI CELLULE STAMINALI
PER IL RECUPERO DI TESSUTO OSSEO
Un importante ed innovativo intervento con l’utilizzo di cellule staminali è stato effettuato dalla equipe diretta dal Prof. S. Carianni presso il nosocomio di S. Agata di Militello.
L’intervento è stato effettuato su un paziente che era rimasto vittima durante una battuta di caccia di un gravissimo infortunio , causato da un colpo da arma da fuoco partito accidentalmente da distanza ravvicinata, che gli aveva causato lo spappolamento di una gamba.
Il paziente, dopo la guarigione dei tessuti molli, è stato proposto per il trapianto di cellule staminali al fine di colmare la perdita di sostanza ossea causata dalla esplosione dell’arma da fuoco.
L’intervento è stato eseguito,il mese scorso, dalla stessa equipe Ortopedica con una tecnica che prevede l’utilizzo di un sistema di prelievo dalla cresta iliaca dello stesso paziente di un aspirato midollare, che viene centrifugato con un apposito dispositivo ed attraverso questo meccanismo si permette di concentrare le cellule mesenchimali e successivamente trapiantarle nel tessuto dell’arto interessato, sfruttando quindi le grandi potenzialità delle cellule staminali.
62 - CONVEGNO ORGANIZZATO DALL’UNIVERSITA’ DI TRENTO
IN COLLABORAZIONE CON IL MAX-PLANCK INSTITUT DI BERLINO
Durante il Convegno, il Prof. Renato Mazzolini, ordinario di Storia della scienza e delle tecniche, ha affermato: “mentre la Gran Bretagna ha assunto il rischio della regolamentazione, in Germania ed in Italia prevale la strategia difensiva. Nei confronti della Germania, poi, l’Italia pare qualche passo indietro, specie in base alla legge 40”.
63 - LA COREA DEL SUD PER LA TERAPIA DELL'ICTUS
I ricercatori della Corea del Sud hanno reso noto di aver applicato con successo la terapia basata sull'impiego delle cellule staminali su pazienti colpiti da ictus. "Ha avuto effetti riparatori su 64 dei 74 pazienti con danni al cervello e disturbi della circolazione sanguigna", ha comunicato il ministero della Sanita', che ha finanziato la ricerca della Universita' Cattolica di Seul e dell'Universita' di Chonbuk con 3,9 milioni di dollari. "Questo successo clinico -si legge in un comunicato- chiarisce ogni dubbio sulla terapia delle staminali, e prepara la strada per un loro uso comune".
Il team composto da sei ricercatori ha estratto le cellule dal midollo osseo dei pazienti e ha inserito le staminali negli organi danneggiati. "Le funzioni dei pazienti sono migliorate dopo l'iniezione. Su 5 pazienti con danni al cervello tre hanno avuto dei miglioramenti significativi, gli altri due miglioramenti piu' lievi. I malati non hanno avuto crisi di rigetto. "E' la prima volta che l'iniezione diretta delle staminali nelle parti danneggiate del cervello ha prodotto miglioramenti nei pazienti", ha detto Na Hyung-Kyun, un neurologo del team.
La Corea del Sud e' stata la prima nazione in cui e' stato applicata questo tipo di terapia.
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64 STAMINALI: SICURE LE TERAPIE CON CELLULE GRASSO ESPANSE |
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(ASCA) - Roma, 28 set - Non esistono rischi nell'uso delle proprie cellule staminali poiché le terapie basate sul loro impiego sono sicure. E' quanto emerso dal serrato confronto scientifico che ha caratterizzato la giornata di studi su ''La sicurezza nelle terapie avanzate'' che si e' svolta a Roma presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati.
Di particolare rilievo l'illustrazione dello studio effettuato dall'IZSLER (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna) per la verifica della sicurezza biologica nell'impiego di cellule staminali estratte da tessuto adiposo ed espanse presso i laboratori Bioscience Institute, polo biotecnologico con sede a San Marino.
Dai risultati delle valutazioni istologiche effettuate su topi sottoposti alla sperimentazione, e' emerso che le cellule espanse secondo i protocolli messi a punto nei laboratori Bioscience Institute risultavano biologicamente sicure. Ciò veniva dimostrato dal raffronto con il gruppo di topi (il c.d. gruppo di controllo) che invece manifestava diversi tipi di tumore.
Gli esiti della ricerca rendono concreta l'ipotesi che, laddove esistano le indicazioni per un uso terapeutico di cellule staminali prelevate dal paziente stesso, queste possano essere utilizzate in modo sicuro ed efficace per la cura di diverse patologie. Si aggiunga il dato rilevante che l'uso terapeutico di cellule autologhe, ovvero prelevate dal paziente stesso, risulta essere il più ecologico, in quanto privo effetti collaterali e reazioni avverse che potrebbero essere invece generate dall'uso di elementi estranei all'uomo (chimici, sintetici o fisici).
''La possibilità di un ulteriore sviluppo delle terapie cellulari si gioca sul piano della sicurezza: è indispensabile il rispetto di rigorosi standards di qualità nella manipolazione delle cellule'', ha osservato Giuseppe Mucci, amministratore delegato di Bioscience Institute, una delle cell factories più importanti d'Europa e promotore di questo confronto scientifico. Mucci ha aggiunto: ''Questi standards devono incrociare l'impiego di procedure rigide, sotto il profilo della sicurezza biologica e della tracciabilità, applicate all'interno di ambienti in grado di garantire l'assoluta sterilità. Le cellule, infatti, a differenza di altri prodotti usati in medicina, non sono sterilizzabili - perché altrimenti morirebbero - pertanto, diventa imperativo il controllo della filiera di sterilità che inizia già in sede di prelievo delle cellule da espandere''.
Significativo l'intervento di Camillo Ricordi, ricercatore a livello mondiale nell'uso delle cellule staminali per la cura del diabete, per il quale ''il futuro delle terapie basate sull'utilizzo delle proprie cellule espanse avrà un ruolo sempre più importante nella medicina ed ha come unico limite quello di poter disporre di cell factory con standard d'eccellenza dove per poter coltivare le cellule in un regime di estrema qualità''. 65 - INVITO CONFERENZA STAMPA
Fondazione Cellule Staminali di Terni,
al via la produzione di cellule staminali del cervello per la sperimentazione umana
Cari colleghi,
siamo lieti di invitarvi alla Conferenza Stampa che avrà luogo l’8 ottobre 2010 alle ore 15,30 presso la Sala Conferenze dell’azienda Ospedaliera di Terni in via Tristano di Joannuccio 1, Terni.
Nel corso della Conferenza Stampa, alla quale parteciperà il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, la Fondazione Cellule Staminali di Terni comunicherà il conferimento della certificazione AIFA di GMP (Good Manufacturing Practices) ottenuta dai suoi Laboratori per avviare la produzione di cellule staminali del cervello per la sperimentazione sull’uomo.
Partecipano:
Monsignor Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni e Presidente dell’Associazione Neurothon Onlus, Enrico Garaci, Presidente Istituto Superiore di Sanità, Guido Rasi, Direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Catiuscia Marini, Presidente Regione Umbria, Leopoldo di Girolamo, Sindaco di Terni, Gianni Giovannini, Direttore Azienda ospedaliera di Terni, Angelo Vescovi, Direttore scientifico Fondazione Cellule staminali di Terni, Chantal Borgonovo, Fondazione Borgonovo.
66 - Nuove terapie antitumorali e cellule staminali:
al Rizzoli martedì 19 ottobre Ruggero De Maria, autore di scoperte determinanti contro il cancro
Le ricerche che ha condotto sulle cellule staminali tumorali, ritenute responsabili dei processi di metastatizzazione e della resistenza ai farmaci, hanno aperto la strada all’ideazione di nuovi farmaci antitumorali. Ruggero De Maria, Direttore del Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina Molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità, presenta martedì 19 ottobre alle 12 al Centro di Ricerca del Rizzoli (Aula Magna, via di Barbiano 1/10 - Bologna) la lecture “Sviluppo di nuove terapie oncologiche basate sullo studio di cellule staminali tumorali”.
L’incontro con Ruggero De Maria, tra i ricercatori italiani maggiormente conosciuti nella comunità scientifica internazionale per le sue scoperte in campo biomedico, fa parte del ciclo promosso dal direttore scientifico del Rizzoli Francesco Antonio Manzoli.
Alle ore 16 il prof. De Maria terrà all’Accademia delle Scienze di Bologna (via Zamboni 31) la relazione dal titolo “I microRNA: un nuovo strumento per la diagnosi e la terapia dei tumori”.
Sara Nanni
Comunicazione e Relazioni con i Media
Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna
rizzoli.ufficiostampa@ior.it
18 ottobre 2010
67 - NOVITA' DALL'INDIA PER PATOLOGIE NEURODEGENERATIVE
Il dottor N.K.Venkataramana, neurochirurgo del BGS Global Hospital di Bangalore (India), ha utilizzato con successo una terapia a base di cellule staminali su pazienti affetti da patologie degenerative del cervello come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer e la paralisi cerebrale. “Ho usato cellule staminali mesenchimali estratte dal midollo osseo che ho trapiantato nel cervello dove si sono moltiplicate, rigenerando le aree cerebrali danneggiate. Questo ha comportato la riattivazione delle cellule cerebrali e una conseguente guarigione dalla malattia” ha detto Venkataramana. Il neuro-chirurgo indiano ha aggiunto di avere praticato almeno 40 interventi di questo tipo e che in tutti i pazienti si è dapprima bloccato il progredire della malattia, primo passo per consentire loro di avviarsi verso la quasi normalità nel giro di sei mesi/un anno. La terapia ha avuto i migliori risultati soprattutto sui bambini affetti da paralisi cerebrale che hanno tutti mostrato significativi miglioramenti nelle loro capacità fisiche e cognitive.
68 - SANGUE DALLA PELLE UMANA TRAMITE STAMINALI
DA AFFARIITALIANI.IT
Mercoledí 10.11.2010
Produrre sangue umano dalle cellule staminali della pelle, sangue, ovviamente, identico a quello del paziente. Potrebbe essere una svolta rivoluzionaria per le trasfusioni di sangue la scoperta degli scienziati della McMaster University di Hamilton, Ontario, che hanno scoperto come produrre sangue umano da pelle umana adulta. La scoperta, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, potrebbe significare che in futuro ai pazienti bisognosi di sangue (durante un intervento chirurgico, un trattamento antitumorale, un trapianto o moltissime altre applicazioni) potrebbe essere trasfuso il sangue composto da cellule con il loro stesso DNA. I tempi? Secondo gli scienziati, gli studi clinici sull'uomo potrebbero partire nel 2012.
Mick Bhatia, direttore scientifico della McMaster's Stem Cell e Cancer Research Institute della G. Michael Degroote School of Medicine, e il suo team di ricercatori, hanno inoltre dimostrato che la 'conversione' da cellule della pelle a cellule del sangue e' diretta, non richiede il passaggio intermedio di trasformare le staminali della pelle in staminali pluripotenti per poi trasformarle in cellule del sangue. "Abbiamo dimostrato che questo funziona con la pelle umana. Sappiamo come funziona e credo si possa anche migliorare il processo", ha detto Bhatia. "Siamo al lavoro - ha aggiunto - per ricavare altri tipi di cellule dalle staminali della pelle".
La scoperta e' stata replicata piu' volte nell'arco di due anni con pelle umana sia da giovani che meno giovani per dimostrare che funziona per qualsiasi eta'. I ricercatori hanno prelevato campioni di pelle per poi coltivare in laboratorio le staminali ricavate. Poi e' stato sufficiente aggiungere alle staminali un fattore di trascrizione, cioe' una proteina che induce i geni ad 'accendersi', per riprogrammare le cellule direttamente e trasformarle in cellule del sangue
Da ANSA 17.11.010:
69 - NOVITA' DA GLASGOW PER L'ICTUS ISCHEMICO
GLASGOW - Riparare il cervello colpito da ischemia iniettando cellule staminali nella parte sana, in modo da stimolare la crescita di nuove cellule cerebrali: è il primo trattamento al mondo di questo tipo, ed è stato sperimentato oggi a Glasgow, in Scozia, su un uomo di 60 anno colpito dalla patologia neurologica 18 mesi fa e rimasto fortemente disabile.
L'equipe di medici dell'Istituto di neuroscienza e psicologia di Glasgow lavorano da anni al progetto pilota 'Indagine sull'utilizzo di cellule staminali nel trattamento delle ischemie', e ora intendono applicare i risultati ad altri 11 pazienti, tra i 60 e gli 85 anni.
Gli studi sugli animali hanno provato i benefici di simili iniezioni di staminali, in grado di curare i danni a tessuti e vasi sanguigni e, sperano gli scienziati, di favorire la nascita di nuovi neuroni. ''E' come se il cervello si autorigenerasse'', ha detto il capo della ReNeuron, la compagnia che ha sviluppato le staminali utilizzate oggi.
A scanso di facili illusioni si precisa che, prima dell'utilizzazione clinica a livello massivo, trascorreranno dai 3 ai 5 anni.
70 - LETTERA A PANORAMA SULLA SCLEROSI MULTIPLA
Gent.mi
Da numerosi anni leggo Panorama, al quale in famiglia siamo abbonati.
Ieri ho letto un interessante articolo di Daniela Mattalia sulle ricerche del Prof. Zamboni per la terapia della sclerosi multipla.
Tale articolo metteva in risalto la necessità di ulteriori studi. Tuttavia, mi pare che, in presenza di migliaia di pazienti che potrebbero essere guariti mediante le sperimentazioni già effettuate con esito positivo dal Prof. Zamboni e che, invece, rischiano di morire, non ci si prende una grande responsabilità nel bloccare le terapie del Prof. Zamboni in attesa di tali studi, per la cui completezza immagino che necessiteranno anni?
Mi chiedo se dietro tale decisione non ci siano piuttosto poteri nascosti, che bloccano o frenano le ricerche in campo medico, per difendere illecitamente interessi occulti?
Certo, non tutti i pazienti potranno guarire od ottenere cospicui benefici con la terapia delle stenosi, in quanto le cause della patologia talora sono molteplici. Perciò, è giusto che gli studi e le ricerche proseguano, ma non per questo, nel frattempo, numerosi pazienti, che, invece, rientrano tra quelli che già possono essere oggetto di terapia, devono essere condannati ad inutile morte.
Non ritenete che una denuncia pubblica, tramite la Vostra rivista, potrebbe essere utile?
Grazie dell’attenzione.
Con i miei migliori saluti.
Dr. Michele Maero
michele@maero.it 71 - DALLA PELLE DIRETTAMENTE AI NEURONI
Da ADUC SALUTE del 27.11.010
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Come abili trasformisti di cabaret cellule di pelle, con l'aiuto di soli tre geni, sono diventate neuroni senza prima essere riportate allo stadio di cellule staminali, passaggio finora obbligato.
Il traguardo è frutto di uno studio pubblicato sulla rivista Nature da Marius Wernig della Stanford University e segna un altro passo importante nell'ambito della manipolazione cellulare. Infatti questo risultato lascia supporre che le cellule adulte possano essere trasformate da un tipo all'altro e quindi che non ci sia bisogno di staminali per creare cellule terapeutiche su misura di pazienti.
Nel 2007 vari team di ricerca annunciarono che una cellula adulta era stata riportata indietro nel tempo, cioè trasformata in cellula staminale, per effetto di una riprogrammazione genetica; poi con queste staminali, simili a quelle embrionali per potenzialità, si è riusciti a creare qualsiasi tipo di cellula adulta.
Ma adesso i ricercatori californiani sono andati oltre 'archiviando' le staminali.
Gli scienziati infatti hanno preso cellule di pelle da embrioni di topo e con l'aiuto di soli tre geni le hanno trasformate per la prima volta in neuroni, senza, però, bisogno di riprogrammarle prima creando staminali.
Resta da vedere, però, se altrettanto possa esser fatto con cellule di pelle dell'individuo adulto, cioè se una cellula di pelle può essere trasformata in una cellula di qualsiasi altro tessuto, ad esempio di muscolo, così facilmente. |
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Da Agrigentonews.it
72 - LE CELLULE STAMINALI NELLA TERAPIA DEL DIABETE
Nel corso della quinta edizione del Convegno Internazionale sulle cellule staminali, che si è celebrato ad Agrigento e Favara dal 24 al 27 novembre 2010, il prof. Massimo Trucco, medico del Dipartimento di Pediatria di Pittsburg, USA, ha illustrato i risultati delle ricerche con le cellule staminali per la cura del diabete di tipo 1.
Tra le novità rilevate negli ultimi studi la possibilità di rigenerare la funzionalità delle isole pancreatiche. “La sperimentazione di fase uno nei primi 10 pazienti ha dato risultati positivi, e abbiamo chiesto l’autorizzazione per la sperimentazione di fase due su pazienti giovani con l’evento clinico del diabete abbastanza recente. Nella primavera del 2011 comincerà la sperimentazione di fase due”.
La sperimentazione di fase due è l’ultimo step prima della definizione del protocollo clinico per tutti i bambini diabetici. La possibilità di sconfiggere il diabete che insorge in età pediatrica sembra quindi un passo sempre più vicino. L’importante evento scientifico che si è celebrato ad Agrigento e Favara ha visto la partecipazione di numerosi ricercatori che si occupano di cellule staminali.
Da NEXTME
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73 - Le cellule staminali debellano l'Aids. A Berlino il primo paziente
guarito dall'Hiv |
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Scritto da Francesca Mancuso Mercoledì 15 Dicembre 2010 |
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Berlino, 2007. Un paziente americano affetto da leucemia viene curato attraverso un trapianto di cellule staminali, ma inaspettatamente guarisce dall'hiv. Questa incredibile storia potrebbe aprire nuove strade nella lotta al virus dell'Aids.
Prima del trapianto, l'uomo aveva ricevuto un trattamento di chemioterapia e di irradiazione corporea totale che aveva provocato un'immunosoppressione, cioè aveva indebolito le cellule del sistema immunitario. Inoltre, aveva assunto dei farmaci immunosoppressivi per prevenire eventuali rigetti da parte dell'organismo contro le cellule staminali.
Ma in realtà non si trattava di normali cellule staminali. Erano infatti cellule 'speciali' che presentavano una mutazione presente nell'1 per cento dei caucasici, ossia la mancanza del recettore CCR5, necessario all' hiv nei primi stadi della diffusione dell'infezione. Di conseguenza, le persone con questa mutazione sono meno immuni all'infezione da hiv.
Tali cellule staminali anti-hiv si sono riprodotte nel paziente. Dopo 38 mesi, i medici hanno scoperto che l'infezione era sparita. Chiaramente non si può parlare ancora di cura, ma sicuramente è una nuova strada da percorrere per debellare questa malattia, che non smette ogni anno di seminare morte e contagi.
Francesca Mancuso
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