50 - Tumori: a Crob centesimo trapianto staminali emopoietiche

POTENZA 16 GIUGNO 2010 - Sono cento, fino a questo momento, i trapianti di cellule staminali emopoietiche effettuati nel Crob di Rionero in Vulture (Potenza).
La procedura, realizzata dal 2002, prevede il prelievo di cellule staminali dal paziente, che vengono poi sottoposte a un trattamento di chemioterapia intensiva e nuovamente iniettate.
Il centesimo paziente sottoposto a questo tipo di trattamento e' un uomo di 50 anni affetto da leucemia plasma cellulare: le sue condizioni sono ''ottime''. (ANSA).

 

51 ALL'OSPEDALE S. CARLO DI POTENZA TERAPIA DELL'ICTUS MEDIANTE LE STAMINALI?

"L'ospedale San Carlo di Potenza si sta candidando a una sperimentazione, che sara' l'unica in Europa, sull' impianto delle cellule staminali per l'ictus cerebrale". Lo ha annunciato il 28 giugno a Potenza il direttore generale dell'ospedale, Michele Cannizzaro, a margine della visita nella struttura dell'assessore regionale alla Sanita', Rocco Colangelo.
"Abbiamo gia' attivato quattro posti letto per curare le patologie acute del cervello cosi' come gia' facciamo per l' infarto. Portiamo avanti la politica della sanita' in rete. Negli ultimi mesi abbiamo attivato 30 procedure con le altre strutture presenti sul territorio, riuscendo a far diminuire le liste di attesa e velocizzando le prognosi".
"Registriamo anche una drastica diminuzione di ricoveri impropri. Stiamo rivisitando l'organizzazione interna, datata 1980, per l'ottimizzazione delle risorse umane e la ridistribuzione dei posti letto".  (
Fonte: Aduc (10/07/2005)


BELLISSIMA LA VOSTRA INIZIATIVA AVANZATA NEL 2005 RELATIVAMENTE ALLA RICERCA SU STAMINALI PER LA TERAPIA DELL'ICTUS!
MA OGGI 21.06.010 (5 ANNI DOPO) E' POSSIBILE SAPERNE QUALCOSA?
HA AVUTO QUALCHE ESITO O, COME DI CONSUETO, E' STATA BLOCCATA DA POTERI SUPERIORI?

 

Se desideri intervenire per aprire un dibattito, puoi  scrivere a:

 

staminali@aiceststaminali.it

 

 

 

52 - QUANDO IL TANTO VITUPERATO TURISMO TERAPEUTICO

 

 SERVE PER GUARIRE

 

martedì 6 luglio 2010

Staminali del cordone di una bambina salvano fratello con rara malattia genetica, ma i genitori sono dovuti andare in Turchia

Una storia difficile da raccontare, quando si parla di bambini malati, ma è andata a lieto fine. Federico oggi ha 13 anni e sta bene. Non deve piu' sottoporsi a trasfusioni ogni 3 settimane, ne' tenere un ago nel braccio ogni notte per far si' che un farmaco abbassi il ferro nel suo organismo, ne' prendere la terapia anti-rigetto. Nonostante la legge 40, che nel 2004 ha vietato la diagnosi genetica preimpianto, sua madre e suo padre sono riusciti a dar vita a un altro bambino che non avesse la sua stessa rarissima malattia e usarne il cordone ombelicale per ricavare cellule staminali per fargli il trapianto di midollo. I genitori però si sono recati all'estero, a Istanbul e a Bruxelles, e dopo sette cicli di procreazione assistita, è nata finalmente Sofia, che oggi ha 2 anni. Grazie alle cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale della sorellina e al midollo osseo espiantatato dalla stessa neonata Federico è guarito e non deve più sottoporsi a trasfusioni ogni tre settimane e dormire tutte le notti con un ago nel braccio.

A raccontare quest'odissea, lunga 13 anni e 7 cicli di procreazione assistita, e' suo padre, Cesare Ponchiroli.

'Viviamo vicino Reggio Emilia. Nostro figlio e' nato - spiega - con l'anemia di Diamond-Blackfan, rarissima malattia genetica per cui il midollo osseo non produce globuli rossi. Patologia per cui le uniche terapie sono o delle cure cortisoniche, rivelatesi efficaci su Federico, o continue trasfusioni di sangue, che pero' portano ad un sovraccarico di ferro, che negli anni puo' uccidere o danneggiare gli organi. Visto che il trapianto di midollo non era possibile, perche' non era stato trovato un donatore compatibile, neanche in famiglia, abbiamo deciso di procedere con le trasfusioni, pur sapendo che la situazione sarebbe comunque peggiorata'.

Questo finche' un giorno Cesare non sente per radio di una coppia inglese, in una situazione simile, che ha dato alla luce un altro figlio per salvare il fratello malato. Cosi' lui e sua moglie iniziano tutta la procedura a Bologna, 'ma a meta' del ciclo viene approvata la legge 40 in Italia - aggiunge - e quindi il medico interrompe tutto'.

I due non si arrendono, e si rivolgono prima a una clinica di Istanbul, dove tutti e 3 i cicli falliscono. Poi provano a Bruxelles, con altri 2 cicli, e poi di nuovo a Istanbul con altri 2. L'ultimo ha finalmente successo, e cosi' nasce Sofia.

'Il suo cordone ombelicale e' stato congelato - continua Ponchiroli - per ricavare staminali. Sei mesi dopo la sua nascita le e' stato espiantato un poco di midollo, per integrarlo alle cellule del cordone, dopo di che si e' fatto il trapianto a mio figlio, che oggi sta bene'.

In questa lunga odissea, conclude Ponchiroli, 'abbiamo conosciuto tante persone con problemi analoghi. Chi aveva i soldi andava all'estero, ma la massa non poteva far altro che aspettare la morte del proprio figlio. E questo per colpa di chi fa credere alla gente che la diagnosi preimpianto serva a scegliere il figlio con gli occhi azzurri'.

 

 

 

 

53 - COME SI SPRECANO GLI EURO DEGLI ITALIANI!

ALL'OSPEDALE S. MATTEO DI PAVIA 600.000 EURO PER UNA RICERCA

 GIA' EFFETTUATA CON SUCCESSO NEL 2003

PRESSO LE MOLINETTE DI TORINO

Un comunicato ANSA ci annuncia che l'ospedale  S. Matteo di Pavia viene finanziato con  600.000 euro per una ricerca relativa alle staminali per la terapia dell'infarto cardiaco, quando analoga ricerca, coronata da successo, è già stata realizzata a Torino nell'antico 2003 presso le Molinette.