A.I.CE.ST.

 

ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI

 

staminali@aiceststaminali.it

 

 

Cliccando  sui sottostanti collegamenti potrai leggere:

 

Perché tanta opposizione nei confronti delle cellule staminali?

La Chiesa cattolica della Corea del sud e le cellule staminali.

STATUTO (parziale) dell’A.I.CE.ST.

Notizie dal mondo delle staminali 2010

Notizie dal mondo delle staminali 2012


NOTIZIE DAL MONDO DELLE  CELLULE  STAMINALI 2011

 

 

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ARGOMENTI  QUI  TRATTATI:

 

1 - La ricerca sulle staminali ferma da due anni

2 - Sos di una coppia di genitori per curare la figlia con le cellule staminali

3 - Nuova terapia per il linfoma

4 - Dall'Amazzonia  nuove terapie per il cancro

5- Ricerche in campo medico: possiamo fidarci?

6 - Nuove terapie per ulcere diabetiche

7 - Nuovo metodo per ottenere cellule staminali

8 - Nuovo studio relativo a terapie per midollo spinale, cancro del sangue, ictus, ecc.

9 - Cane guarito grazie alle staminali

10 - Centri italiani per la ricerca relativa alla sclerosi multipla

11 - Staminali curano tumori maligni della trachea

12  - Staminali nella terapia del fegato

13 -  Con le staminali ricostruita la mucosa vaginale

14 - Cura Parkinson con cellule staminali

15 - Spray rigenera pelle grazie a staminali

16 - Primo farmaco mondiale con staminali per l'infarto cardiaco

17 -  Calvizie: la soluzione dalle staminali

18 - A Piacenza un nuovo strumento di lotta contro il cancro

19 -  Pescara, scoperta bipotente cellula staminale nel sangue

20 -  A Glascow inizia la seconda fase della sperimentazione delle cellule staminali

21 - Non brevettabilità degli esiti delle ricerche sulle cellule staminali embrionali

22 - Cellule staminali cerebrali per combattere la sclerosi laterale amniotrofica

23 - TUMORI - trovata in laboratorio una proteina per lo sviluppo delle metastasi

24 - La Crescina sarebbe un bluff

25 - S. RAFFAELE - la fuga dei ricercatori

 

1 - La ricerca sulle staminali ferma da due anni

Lunedì 27 Dicembre 2010

·        Da NUOVA SOCIETA’:                          

di Susanna Grego

 

A Torino esiste uno dei centri per la ricerca sulle cellule staminali più avanzati d'Europa. Anzi esisterebbe, se fosse stato aperto al momento della sua inaugurazione, avvenuta quasi due anni fa, nel luglio 2009. Da quel momento i delicatissimi macchinari, i laboratori, le fiale e i microscopi sono stati lasciati alla polvere e alle ragnatele.

La «cell factory» è un'officina farmaceutica il cui prodotto deve andare ad essere impiantato sull'uomo, si tratta cioè di un centro di ricerca applicata per la sperimentazione clinica e non più soltanto di ricerca in vitro.

«È stato costruito tutto e poi si sono fermati – dice Lorenzo Silengo, il direttore del centro – perché un laboratorio di questo tipo per funzionare deve avere una convenzione con il sistema che lo circonda, deve avere una connessione netta con il mondo della Sanità, autorizzazioni e finanziamenti» che sono venuti a mancare. Anche se una cell factory come questa non esiste in Piemonte, ce ne sono altre in tutta Italia e nel mondo. Per attivarla servirebbe circa un milione di euro in un anno.

«La Regione Piemonte dovrebbe capire che se non si ha la capacità tecnologica, la si paga agli altri – spiega Silengo – perché le persone vanno a curarsi nelle altre Regioni a nostre spese. Se invece la sanità funzionasse bene potrebbe generare ricchezza, perché si tratta di servizi per i cittadini». Il Piemonte al momento è una delle poche ad avere un flusso negativo di ricchezza per quanto riguatrda la sanità. «Spero vivamente che il centro di ricerca sulle staminali sarà aperto presto: ci sono dei macchinari costosissimi che stanno per andare fuori garanzia, abbiamo calcolato che in caso contrario la perdita sarebbe di 2 milionidi euro di macchine – dice Silengo – probabilmente i finanziamenti erano stati bloccati perché era stata sottovalutata l'importanza del centro».

Se la causa di tanto penare fosse questa non lo sappiamo. Quel che è certo è che circa un anno fa era stato approvato in consiglio Regionale su proposta dell'opposizione un finanziamento di 500 mila euro per la ricerca sulle staminali da destinarsi ad attività privata. Con una delibera dell'allora assessore regionale alla Sanità Eleonora Artesio questa cifra era stata riorientata al gruppo di ricerca del professor Silengo con il compito aggiuntivo da parte della Regione di sorvegliare l'attività scientifica. «Questa delibera fu sospesa ad aprile dalla nuova Giunta di destra e assegnata all'assessore Bairati – dice la Artesio - che ha dato i soldi ad un centro di sperimentazione sulla sclerosi recentemente finito sotto inchiesta, la cui attività non era controllata da nessuna istituzione pubblica».

Se, come tutti sperano, la cell fatory entrerà in funzione, diventerà un centro regionale e lavorerà a stretto contatto con l'ospedale delle Molinette per sostituire parti della pelle, della cornea e del sangue, ma tra qualche anno di sperimentazione sarà possibile anche curare le malattie epatiche e del pancreas, e in futuro si potranno riparare anche altri organi umani, dopo la dovuta sperimentazione clinica. «L'importante è che non si trattino i pazienti come cavie – afferma Silengo – non bisogna lavorare sulla loro disperazione, il paziente deve essere protetto e deve essere messo nelle condizioni di non girare il mondo per fare delle terapie inutili». Questo per l'economia piemontese e italiana è sicuramente un momento difficilissimo, ma è necessaria la capacità di investire, per non essere superati e dimenticati.

In via Nizza 52 vi lavorano già molte persone: nella stessa sede, quelle della Facoltà di Biotecnologie dell'Università di Torino, si concentrano 20 gruppi di ricerca che mettono in comune le attrezzature. C'è chi studia le alterazioni cardiache, gli immunoncologi, l'incubatore di idee del Politecnico, lo HuGeF per la ricerca genetica. I laboratori sono di vetro, non sono separati da muri ma soltanto da scaffali, per facilitare la comunicazione tra i ricercatori, quasi tutti assegnisti o borsisti.

«La ricerca non è più fatta dal singolo scienziato che lavora isolato nel suo studio, ma da gruppi di ricercatori che si scambiano informazioni tra loro e con il mondo esterno il più rapidamente possibile - spiega Massimo Silengo, direttore del centro di ricerca sulle staminali – solo rimanendo al passo con la velocità del mondo odierno si può fare ricerca avanzata e utile nelle sue applicazioni».

 

 

 

2 - Sos di una coppia di genitori ai giudici per curare la figlia

con le cellule staminali

 

 

A Maria, di sei mesi,  figlia di una coppia di Mestre, è stata diagnosticata l'atrofia muscolare spinale, che comporta la lenta atrofizzazione dei muscoli, bloccando, infine, le funzioni respiratorie. Secondo le previsioni, non dovrebbe superare il 18° mese di vita. I genitori hanno saputo che all’Istituto Infantile Burlo Garofalo di Trieste un medico potrebbe praticare  una terapia con le cellule staminali. Ma la legge italiana la vieta. Perciò, questi genitori si sono rivolti al giudice per “imporre”  questa  cura, in considerazione della mancanza di altre terapie. Infatti, essi hanno cercato, inutilmente,  in tutta Italia ogni  altra terapia.

A Trieste, invece, il medico dr. Mario Andolina,  che svolge la propria attività professionale presso  tale Istituto, avrebbe già ottenuto buoni risultati, ma l’Istituto Burlo si oppone, affermando che si tratta di una terapia non permessa dalla legge.

Il Giudice dr.ssa Paola Ferretti, al quale i genitori si sono rivolti,  ha rinviato l’udienza al 5 aprile 2011, per vedere se sia possibile aggirare l’ostacolo legale, facendo intervenire il Centro “San Gerardo” di Monza, regolarmente autorizzato e presso il quale le staminali dovrebbero essere prelevate dal padre e coltivate, mentre il trapianto  dovrebbe aver luogo nell’ospedale triestino.

Si attende  l’esito dell’udienza dell’imminente 5 gennaio, nella quale verrà ribadita l’estrema urgenza di una decisione, visto il drammatico e rapido peggioramento delle condizioni della bambina .

 

 

 

3 - NUOVA TERAPIA PER IL LINFOMA

A Pesaro è stata sperimentata una nuova terapia, somministrata ad alte dosi, ad un campione di 44 pazienti affetti da linfoma in stadio avanzato prima di essere sottoposti all’autotrapianto di cellule staminali.

La sperimentazione del protocollo è stato messa a punto presso la struttura di Ematologia di Pesaro, con l’approvazione del comitato etico, dell’Agenzia italiana del farmaco e dell’European medicines agency.

I risultati della sperimentazione sono stati rilevanti, ovvero l’84% dei pazienti che si sono sottoposti a questo trattamento hanno raggiunto la remissione totale della patologia e hanno conservato questo stadio per più di un anno dal trattamento stesso.

La sperimentazione è stata diretta da Giuseppe Visani, primario della struttura di Ematologia di Pesaro, il quale l’ha definita una “rivoluzione” nel panorama terapeutico.

 

 

 

Come di consueto, pubblichiamo pure notizie di carattere medico anche non relative alle cellule staminali, certi di fare così opera gradita ai nostri soci e simpatizzanti.

4 - DALL’AMAZZONIA NUOVE TERAPIE PER IL CANCRO

 

I tumori al colon, al seno, ai polmoni ed altri tipi di cancro solidi sarebbero sconfitti da una pianta dell’Amazzonia, nelle foreste fluviali del Sud America, la GRAVIOLA (annona muricata).

Una grande industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha effettuato ricerche con esito positivo su due potenti componenti della pianta,  ma, poiché per legge non si possono brevettare le sostanze naturali, il risultato della ricerca non poté essere brevettato e, conseguentemente, fu archiviato.

Altro Centro, il National Cancer Institute, ha effettuato analoghe ricerche sulla graviola, archiviandole per gli stessi motivi. L’esito di tali ricerche è positivo pure per il cancro della prostata, del pancreas e del polmone.

Il presente è un estratto da Istituto delle Scienze  e della Salute.

 

 

 

 

 

TGR LEONARDO DEL 14.1.011 ORE 14,50

SINTESI:

5 - RICERCHE IN CAMPO MEDICO: POSSIAMO FIDARCI?

Noi del TG LEONARDO non parliamo troppo spesso di farmaci perché talvolta abbiamo dei dubbi.

Vi spieghiamo il perché. L’epidemiologo greco John Ioannidis, diventato uno dei maggiori esperti al mondo sulla credibilità della ricerca medica, afferma, statistiche alla mano, che l’80% delle informazioni mediche sono tarate su vizi di prospettiva. Le ricerche sono spesso condizionate da interessi. Il ricercatore, volontariamente od involontariamente, manipola i dati, sulla base di convinzioni personali e pregiudizi o da inesattezze statistiche.

Sovente vuole dimostrare l’efficacia delle medicine sia per agevolare la propria carriera sia per ottenere finanziamenti. Perciò, sovente la ricerca diventa fuorviante, esagerata o persino falsa.

Infatti, gli studi non sono sempre corretti ed i controlli incrociati non si fanno quasi mai.

Bisogna cercare sempre la verità come insegnava la medicina greca.

Servizio di Claudia PREGNO

 

 

 

 

6 - TERAPIA DI ULCERE DIABETICHE MEDIANTE CELLULE STAMINALI

ANSA) - NAPOLI, 22 GEN - Grazie alle cellule staminali e possibile guarire le ulcere diabetiche 'difficili. Lo rileva una tecnica chirurgica innovativa sperimentata a Napoli su pazienti che da anni non guarivano. Tramite un prelievo di grasso dall'addome, e' stato estratto un cocktail di precursori cellulari staminali, poi trapiantato sulle zone da trattare con delle microcannule, permettendo cosi' la ricostruzione del tessuto. Il trattamento potrebbe essere utilizzato anche in chirurgia ricostruttiva post-oncologica.

 

 

 

 

 

22 gennaio 2011

 Da ADUC SALUTE

7 - UN NUOVO METODO PER OTTENERE CELLULE STAMINALI

Il centro medico Hilu di Marbella e' riuscito ad estrarre cellule staminali con un metodo nuovo per la prima volta nel mondo, permettendo non solo di isolare e trattare le cellule adulte estratte dal grasso del medesimo paziente, ma di impiantarle, con la medesima operazione chirurgica in anestesia locale, nello stesso paziente.
Ad un paziente di 44 anni sono state estratte cellule staminali dal proprio grasso addominale e poi sono state impiantate nei glutei e negli zigomi.
Un sistema autologo di trapianto che potrebbe essere utilizzato in qualunque altra parte del corpo, con qualunque tessuto e la cui capacita' rigenerativa risulta maggiore. Con un solo grammo di grasso trattato si possono ottenere fino a 300.000 cellule staminali. Un sistema pionieristico nel mondo, secondo il dottor Raymond Hilu.
Un metodo applicabile non solo alla chirurgia estetica, ma anche a cardiologia, traumatologia e odontologia

 

 

 

 

Da ADUC SALUTE

8 - NUOVO STUDIO RELATIVO A

CELLULE  STAMINALI  PER IL MIDOLLO SPINALE, CANCRO DEL SANGUE, MALATTIE CARDIOVASCOLARI, SINDROMI INFIAMMATORIE INTESTINALI ED ICTUS

Un nuovo studio con l'uso della tecnologia a base di cellule staminali dell'azienda Athersys potrebbe portare benefici nel trattamento delle malattie del midollo spinale.
Alcuni ricercatori, in collaborazione con la Case Western Reserve University School of Medicine, sono riusciti a ridurre le infiammazioni e a stimolare la ricrescita di neuroni. Lo studio e' pubblicato nel numero di gennaio della rivista “The Journal of Neuroscience”.
“E' stato dimostrato per la prima volta che le cellule staminali adulte sono in grado di modificare diversi aspetti delle conseguenze di malattie del midollo spinale”, dice Jerry Silver, professore al Case Department of Neurosciences.
Per la Athersys lo studio rappresenta un'altra potenziale applicazione del proprio metodo “MultiStem”, derivato dalle staminali adulte del midollo osseo e non dalle staminali embrionali. “MultiStem” viene utilizzato anche per lo studio del cancro al sangue, malattie cardiovascolari e le sindrome infiammatorie intestinali, ed e' promettente per applicazioni contro l'ictus.

 

 

 

 

DA ADUC SALUTE 5.2.011:

9 - CANE GUARITO GRAZIE ALLE STAMINALI

Presso il West Coast Veterinary Center di Sarasota (Florida), il dottore veterinario Terah Browning ha fatto guarire un pastore bernese di 4 anni sofferente di artrosi agli arti posteriori e dsplasia dell'anca. In 15 minuti h cambiato la vita di questo animale, grazie alle cellule staminali. “Abbiamo tagliato un pezzo di grasso del cane, circa 100 grammi”, estratte le staminali le abbiamo messe in coltura in un kit dell'azienda Medi-Vet e quindi iniettate nelle parti malate. Dopo un mese il cane sta gia' meglio.
Il kit Medi-Vet costa circa 1.800 Usd ed e' piu' economico rispetto ai 3.000 Usd richiesti dalla californiana Vet-Stem, a cui bisogna inviare il grasso e dopo due giorni rimandano indietro le staminali da iniettare; sistema piu' costoso ma che da' piu' garanzie sul controllo di qualita' in laboratorio sterile e con tecnici specializzati.

 

 

 

 

 

 

10 CENTRI ITALIANI PER LA RICERCA SULLE STAMINALI PER LA TERAPIA DELLA SCLEROSI MULTIPLA

 

Si avverte che i Centri italiani coinvolti nel trial sulla sclerosi multipla sono Genova (Prof. Antonio Uccelli), Milano (Dr. Gianvito Martino) e Verona (Prof. Bruno Bonetti). E' uno studio di fase I/II che valuterà sicurezza e efficacia nel breve termine; il progetto, se la ricerca avrà esito positivo,  è quello di estenderla a più pazienti e prolungata nel tempo.

 

 

 

 

 

 

11 LE STAMINALI CURANO TUMORI MALIGNI DELLA TRACHEA

 

Sono state dimesse oggi, "in ottime condizioni", le 2 donne sottoposte ai primi due trapianti di trachea in soggetti affetti da tumore maligno tracheale, unici al mondo per l'innovativa tecnica utilizzata, compreso l'uso delle cellule staminali.
lo annuncia il chirurgo
, Paolo Macchiarini, che ha guidato l'equipe, la quale ha portato a termine con successo i due interventi nell'azienda ospedaliera universitaria "Careggi" di Firenze. Le pazienti sono una giovane inglese, di 19 anni, e una donna, di 31 anni, di nazionalità ceca, madre di un bambino di 7 mesi.
La volontà è quella di poter trattare pazienti che hanno
tumori della via aerea, che prima non potevano essere aiutati. A Careggi sono previsti altri due interventi a brevissimo termine". E ha anche aggiunto: "Sperando di continuare con questa ricerca potremmo ritenere di poter trattare anche altre patologie, non solo le trachee. Penso all'esofago e, in particolare, ai polmoni. Con questi interventi - ha sottolineato il Professore- anche dal punto di vista dell'utilizzo delle cellule staminali abbiamo fatto passi in avanti perché ciò che è stato fatto non implica nessuna manipolazione cellulare. Le cellule proprie non sono state nemmeno toccate, ma semplicemente attivate con fattori di accrescimento". I medici sono infatti riusciti, in laboratorio, a identificare i recettori per queste cellule.


 

 

 

 

12 Primi successi della terapia con Cellule Staminali per la rigenerazione

 del fegato malato

Riceviamo dal Policlinico  di Bologna e, con piacere, pubblichiamo:

Presso il Policlinico S.Orsola-Malpighi è stato ottenuto un primo importante successo nella cura di pazienti affetti da patologia cronica di fegato con le cellule staminali midollari. Due pazienti con cirrosi epatica in stadio avanzato sono già stati dimessi dall'Ospedale senza complicanze. Mentre per un terzo paziente, per il quale sono state raccolte le cellule staminali dal sangue, la reinfusione è prevista per fine luglio.

Da alcuni anni, il prof. Roberto M. Lemoli dell’Istituto di Ematologia “L.& A. Seràgnoli”, diretto dal prof. Michele Baccarani, ed il prof. Pietro Andreone dell’Unità Operativa di Medicina Interna, diretta dal prof. Mauro Bernardi, del Policlinico S.Orsola-Malpighi hanno avviato una serie di studi per approfondire il ruolo delle cellule staminali midollari nella rigenerazione epatica nei pazienti con patologia cronica di fegato.

Da queste sperimentazioni, e dopo autorizzazione del Ministero della Salute, è nato il primo studio pilota in Italia, attualmente in corso presso il Policlinico S.Orsola-Malpighi.

Il Progetto di Ricerca, finanziato dalla Regione Emilia Romagna in accordo con l’Università degli Studi di Bologna, prevede di sottoporre i pazienti affetti da cirrosi con insufficienza epatica di grado avanzato, in lista d’attesa per trapianto di fegato, alla reinfusione intraepatica di cellule staminali midollari.

Nei prossimi mesi sarà possibile dare un giudizio sulle potenzialità della terapia con cellule staminali, speranza concreta per la cura della cirrosi epatica che rappresenta una delle principali cause di morte nei giovani adulti dei Paesi occidentali.

 


 

13 - CON LE STAMINALI RICOSTRUITA LA MUCOSA VAGINALE

Staminali: ricostruita mucosa vaginale

La Prof.ssa Cinzia Marchese dell’Università La Sapienza ha esposto i particolari di una tecnica usata per trattare una rara sindrome che colpisce circa 1 neonata ogni 4000. Si tratta della sindrome di Mayer-von Rokitansky-Kuster Hauser che comporta un’anomalia a livello degli organi genitali femminili. Questa anomalia impedisce alle donne colpite di avere rapporti sessuali e figli comportando molti problemi a livello psicologico.
Il gruppo di ricercatori guidato dalla Prof.ssa Marchese opera da circa 4 anni ed è stato in grado di sviluppare una tecnica che permette di ricostruire la mucosa vaginale attraverso l’uso di cellule prelevate dall’infundibolo della paziente stessa.
Ad oggi, sono state operate 25 bambine ma la lista di attesa risulta essere già molto lunga considerando che la struttura è considerata come centro di riferimento mondiale.

Fonte: ANSA - 08/02/2011

 

 

 

 

 

 

 

14 - Cura Parkinson con cellule staminali

 

 

Avrà inizio in Italia il primo trial clinico per la cura della Paralisi sopranucleare progressiva (Psp), una forma molto grave della malattia di Parkinson che costringe i malati sulla sedia a rotelle nel giro di pochi anni.
Lo studio prevede il prelievo di cellule staminali del midollo osseo del paziente stesso che, tramite determinati meccanismi, una volta somministrate, potranno riparare il tessuto cerebrale del paziente.
Attualmente i malati cercano di curarsi all’estero ma spesso i trattamenti risultano essere molto costosi e addirittura dannosi in alcuni casi, a tal punto da provocare infezioni o encefalopatie.

Fonte: AGI - 06/04/2011

 

 

 

 

15 - Spray rigenera pelle grazie a staminali

 

 

Il Dr. Jörg Gerlach del McGowan Institute for Regenerative Medicine di Pittsburgh, ha sviluppato uno spray composto principalmente da cellule staminali prelevate da una piccola area di pelle sana.
Questo spray applicato su ustioni anche gravi è stato in grado di rigenerare le parti danneggiate in pochi giorni. Il vantaggio principale di questo metodo è quello di poter effettuare un trattamento molto rapido evitando i tempi di attesa richiesti per la formazione di nuovi strati di pelle in laboratorio con il rischio che nel frattempo si sviluppino infezioni. Lo spray è già stato applicato con successo su una dozzina di pazienti.

Fonte: AGI - 04/02/2011

 

 

 16 - Primo farmaco mondiale con cellule staminali

per l'infarto cardiaco

08.08.2011

La “Korea Food & Drug Administration” (KFDA) ha comunicato che il primo farmaco a livello mondiale basato su cellule staminali viene

approvato questa estate per una immediata commercializzazione.

Si tratta dell’ “Heartcellgram-AMI”, da utilizzarsi per patologie cardiache gravi, e che ha superato tutti i test di sicurezza e di qualità.

In particolare il farmaco è indirizzato a pazienti colpiti da infarto che sono stati sottoposti ad angioplastica coronarica.

Le cellule staminali sono estratte dal midollo osseo dello stesso paziente e poi coltivate in ambiente ospedaliero per 3-4 settimane.

I risultati benefici sono stati evidenziati in prove cliniche durate circa 6 anni.

 

 

 

 

 

17 - Calvizie, la soluzione dalle staminali

La ricerca sulle cellule staminali adulte promette bene per la cura della calvizie e di molte forme di lesioni. Lo stato dell'arte.

Una nuova cura all'orizzonte

da Famiglia Cristiana del 27/07/2011

 

Alla fine siamo arrivati anche a questo: stimolando le cellule staminali dei follicoli del cuoio capelluto è possibile ripristinare il processo di crescita dei capelli in laboratorio. E’ quanto ha annunciato Ken Washenik della Bosley Medical Beverly Hills di Los Angeles mettendo in evidenza il ruolo di primo piano delle staminali nell’inviare segnali chimici ai follicoli morti per indurli a rigenerare il capello. La comprensione di questi segnali chimici permetterà a breve, secondo il ricercatore, di ottenere da staminali in coltura veri e propri capelli clonati utili per ripopolare le zone colpite dalla calvizie. Ricerche in questo senso sono state effettuate anche in altri laboratori del mondo, ad esempio presso il Politecnico di Berlino dove Roland Lauster e la sua equipe sono riusciti per la prima volta a coltivare in laboratorio un follicolo pilifero completo di capello, nato da cellule staminali prelevate dal paziente mediante biopsia. Un solo prelievo permetterà, così, di ottenere la quantità necessaria di capelli nelle future applicazioni sull’uomo. Finora i risultati incoraggianti, infatti, sono stati ottenuti su modelli animali quali ratto e topi.

Ma il rapporto tra cellule staminali ed estetica non si limita alle possibili cure contro la calvizie: dal mondo della ricerca su queste cellule sono arrivate di continuo notizie interessanti, ad esempio
per il trattamento delle lesioni della pelle a recupero lento come le ulcere vascolari o diabetiche, le piaghe da decubito, le ferite da trauma, le ustioni. Le staminali, prelevate da grasso corporeo, in genere utilizzato in chirurgia estetica nelle operazioni di  “lipofilling”, cioè di riempimento, vengono con successo impiegate per la cura delle lesioni da radiazioni e da traumi.

Presso l’Unità operativa di chirurgia plastica dell’ospedale Pellegrini di Napoli, il grasso prelevato dal paziente viene centrifugato e poi iniettato ai bordi di una ferita aperta miscelandolo a fattori di crescita piastrinici o altre sostanze. Con questi approcci si riducono notevolmente i tempi di guarigione, così come la frequenza delle medicazioni e quindi i costi, oltre ad ottenere una migliore cicatrizzazione delle lesioni. I confini, dunque, tra medicina estetica e rigenerativa si confondono quando si impiegano le cellule staminali adulte che rimangono, anche in quest’ambito, una grossa scommessa sul futuro. Grazie ad esse, la medicina sta diventando sempre meno interventistica e più capace di sfruttare le risorse naturalmente presenti nell’organismo per riparare e ricostruire, apportando vantaggi considerevoli.      

 

 

 

 

18 - A PIACENZA UN NUOVO STRUMENTO CONTRO IL CANCRO

 

Continuando nella nostra opera di divulgazione non solo relativa alle staminali, bensì pure a patologie ed apparedcchiature collaterali, pubblichiamo questo brano che, purtroppo, può interessare molti nostri amici.

 

Piacenza - Diagnosi di malattie tumorali, soprattutto ematologiche: gli specialisti dell’Ausl di Piacenza hanno un nuovo alleato. Nel laboratorio di cellule staminali dell’ospedale di Piacenza (palazzina del servizio immunotrasfusionale) è arrivato da qualche mese un nuovo citofluorimetro.

Si tratta di uno strumento di ultima generazione, in grado di supportare l’attività degli specialisti del dipartimento di Onco – ematologia.

Rispetto al icroscopio, con cui si valutavano circa mille cellule per ogni paziente, il citofluorimetro ne esamina un milione, aumentando la soglia di sensibilità di mille volte.

 

 

 

 

Da: IL QUOTIDIANO ITALIANO

19 - Pescara, scoperta bipotente cellula staminale nel sangue

(15 settembre 2011) – PESCARA – La ricerca non si ferma. Il barlume per chi soffre di questa patologia  arriva dall’ospedale di Pescara, dove nel laboratorio di ricerca del Dipartimento di medicina trasfusionale un’equipe di medici ha scoperto una nuova cellula staminale “bipotente”, capace di produrre allo stesso tempo le cellule del sangue e quelle endoteliali che costituiscono e vanno a formare i vasi, le arterie e i capillari.

Questa scoperta potrebbe dare la possibilità di sviluppare nuove terapie e dare la possibilità di creare ulteriori farmaci capaci di inibire o far regredire un processo tumorale.

 

 

 

 

 

 

20 - A GLASCOW SI ENTRA NELLA SECONDA FASE PER LA SPERIMENTAZIONE DELLE STAMINALI

 

 La prima sperimentazione clinica al mondo, per l’utilizzo di cellule staminali nella cura dell’ictus cerebrale, è passata nel Regno Unito (UK) alla sua fase successiva.

Questo è quanto si legge online dal corrispondente scientifico Pallab Gosh della BBC. Dopo l’esito positivo ottenuto su alcuni pazienti, nell’Ospedale di Glascow, Inghilterra, è ora possibile iniziare nuovi test su altri pazienti per elaborare nuove cure contro l’ictus.

Questa malattia che secondo i dati riportati dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), colpisce ogni anno 200mila persone, solo in Italia, rappresenta nel nostro Paese la terza causa di morte, dopo l’infarto e le neoplasie. E nel 2020 i casi nel mondo, potrebbero addirittura raddoppiare.

 

 

 

 

21 - CELLULE EMBRIONALI NON BREVETTABILI

È  di questi giorni (ottobre 2011) la notizia secondo la quale la UE ha vietato di brevettare l’esito delle ricerche sulle cellule staminali embrionali. La notizia è importante perché la non brevettabilità toglie il supporto economico alle ricerche stesse.

 

 

 

(ANSA) - GENOVA, 19 NOV.

22 - Cellule staminali cerebrali per combattere

la sclerosi laterale amiotrofica.

 Dopo nove anni di attesa, la prima fase della sperimentazione può finalmente partire. "Ieri sera è arrivata l'ultima autorizzazione ed entro l'Immacolata daremo il via al reclutamento dei pazienti",annuncia il professor Angelo Vescovi, intervenendo oggi a Genova ad un convegno sulle staminali organizzato dall'ospedale Galliera di Genova in collaborazione con la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
La sperimentazione sarà condotta a Terni e riguarda 18 pazienti. "Saranno sottoposti al trapianto di cellule staminali cerebrali nel midollo spinale", spiega Vescovi, genetista e direttore scientifico della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. "Noi speriamo che questo possa rallentare o, nel caso più favorevole, bloccare la malattia - aggiunge -anche se bisogna precisare che la sperimentazione è di fase 1e, quindi, è tesa a verificare l'eventuale tossicità delle cellule".
Saranno diciotto in tutto i pazienti sottoposti alla sperimentazione delle cellule staminali su pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica (Sla). ''Daremo vita a un call center - spiega il professor Angelo Vescovi -. Tutte le informazioni saranno inoltre disponibili sui siti internet della fondazione Borgonovo, della campagna Adotta una cellula e di altre realtà analoghe''. La Sla è' una malattia ''in forte aumento - sottolinea Vescovi - e dalle caratteristiche drammatiche''. I primi risultati della sperimentazione dovrebbero essere pronti nell'arco di un anno, ''anche se - precisa ancora il genetista - è difficile fare delle previsioni in questo senso, dal momento che si tratta della prima fase dei test''.
''Lasciatemi rivolgere un ringraziamento speciale - conclude Vescovi - al vescovo di Terni, Vincenzo Paglia, che ci ha sostenuto moralmente ed economicamente in questa importante ricerca, unica in Europa, sin dall'inizio. E' la dimostrazione che la Chiesa - conclude - non è ostile alla ricerca''
.

 

 

 

23 - TUMORI

 TROVATA IN LABORATORIO UNA PROTEINA INDISPENSABILE PER LO  SVILUPPO DELLE METASTASI

Non solo, ma, in laboratorio, si è riusciti a creare un anticorpo, che rende in operativa questa proteina, chiamata “periostina”. Lo comunica un gruppo di ricercatori dell’Istituto svizzero per la ricerca sul cancro (ISREC) presso il Politecnico di Losanna.

 

 

24 - LA CRESCINA SAREBBE UN BLUFF

Stando alle notizie provenienti da Guariniello, Procuratore della Procura della Repubblica di Torino, la crescina sarebbe un bluff perché di nessuna utilità per il cuoio capelluto e non sarebbe un prodotto efficace per la calvizie. È in corso un’indagine penale per l’ipotesi di frode commerciale.

 

 

 

Da BLITZ QUOTIDIANO riceviamo:

25 -  fuga dal San Raffaele. Dopo il crac a rischio

la ricerca

MILANO – Dalla terapia genica alle cellule staminali sono 523 i trials clinici, ovvero studi di nuovi farmaci o terapie, per provarne l’efficacia, e la sicurezza, che rischiano lo smarrimento dopo la tempesta giudiziaria che si è abbattuta sull’Istituto San Raffaele. La magnificente struttura costruita da don Luigi Verzè va incontro ad un affossamento della ricerca, con la conseguente fuga di cervelli.

A lanciare l’allarme è il quotidiano la Repubblica che a pagina 19 scrive: “Per tre mesi in estate e autunno fornitori hanno bloccato le consegne di reagenti e altro materiale essenziale per i lavoratori. I milioni del 5 per mille difficilmente affluiranno nelle casse di un ente che per mesi ha fatto parlare di sé a causa dei fondi neri”.

Fra i 45 istituti di ricerca e cura a carattere scientifico italiani, il San Raffaele è al primo postoper pubblicazioni scientifiche: 832 nel 2010, con una media di tre al giorno. Le atività scientifiche ammontano a 55 milioni l’anno. “Ma – avverte la Repubblica -anche se i soldi sono distinti dalle casse del San Raffaele, la gestione spetta alla Fondazione. Ecco perché il crac sta facendo vivere momenti difficili a un pilasto della ricerca in Italia”.

Sono 1482 i ricercatori impiegati al San Raffaele che si domandano cosa ne sarà del loro futuro. Intanto due tra i più prestigiosi ricercatori da gennaio lasceranno Milano: Giulio Cossu, direttore della divisione di medicina rigenerativa, cellule staminali e terapia genica e Michele De Palma, tra i più promettenti ricercatori di oncologia. Se è vero che fare nuove esperienze, fa parte del mestiere di ricercatore, è pur vero che nessuno oggi è disposto a rimpiazzarli. Matteo Iannacone, che ha lasciato il suo laboratorio di Harvard per lavorare al San Raffaele ha spiegato alla Repubblica: “L’istituto ha perso potere negoziale e credibilità. La nuova gestione, qualunque essa sia, deve subito far ripartire i motori”.

Luca Guidotti, capo del Centro dello studio per il fegato, precisa: “Per noi fermare un laboratorio per 4-5 mesi significa perdere 2 o 3 anni di competitività rispetto agli altri gruppi di ricerca”. Non resta che attendere la nuova direzione: l’istituto, comunque, “resta una preda ambita”, assicura lo scienziato.


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