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A.I.CE.ST.
ASSOCIAZIONE ITALIANA CELLULE STAMINALI
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Perché tanta opposizione nei confronti delle cellule staminali?
La Chiesa cattolica della Corea del sud e le cellule staminali. STATUTO (parziale) dell’A.I.CE.ST. Notizie dal mondo delle staminali 2010 Notizie dal mondo delle staminali 2012 NOTIZIE DAL MONDO DELLE CELLULE STAMINALI 2011
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ARGOMENTI QUI TRATTATI:
1 - La ricerca sulle staminali ferma da due anni 2 - Sos di una coppia di genitori per curare la figlia con le cellule staminali 3 - Nuova terapia per il linfoma 4 - Dall'Amazzonia nuove terapie per il cancro 5- Ricerche in campo medico: possiamo fidarci? 6 - Nuove terapie per ulcere diabetiche 7 - Nuovo metodo per ottenere cellule staminali 8 - Nuovo studio relativo a terapie per midollo spinale, cancro del sangue, ictus, ecc. 9 - Cane guarito grazie alle staminali 10 - Centri italiani per la ricerca relativa alla sclerosi multipla 11 - Staminali curano tumori maligni della trachea 12 - Staminali nella terapia del fegato 13 - Con le staminali ricostruita la mucosa vaginale 14 - Cura Parkinson con cellule staminali 15 - Spray rigenera pelle grazie a staminali 16 - Primo farmaco mondiale con staminali per l'infarto cardiaco 17 - Calvizie: la soluzione dalle staminali 18 - A Piacenza un nuovo strumento di lotta contro il cancro 19 - Pescara, scoperta bipotente cellula staminale nel sangue 20 - A Glascow inizia la seconda fase della sperimentazione delle cellule staminali 21 - Non brevettabilità degli esiti delle ricerche sulle cellule staminali embrionali 22 - Cellule staminali cerebrali per combattere la sclerosi laterale amniotrofica 23 - TUMORI - trovata in laboratorio una proteina per lo sviluppo delle metastasi 24 - La Crescina sarebbe un bluff 25 - S. RAFFAELE - la fuga dei ricercatori
1 - La ricerca sulle staminali ferma da due anni Lunedì 27 Dicembre 2010 · Da NUOVA SOCIETA’: di Susanna Grego
A Torino esiste uno dei centri per la ricerca sulle cellule staminali più avanzati d'Europa. Anzi esisterebbe, se fosse stato aperto al momento della sua inaugurazione, avvenuta quasi due anni fa, nel luglio 2009. Da quel momento i delicatissimi macchinari, i laboratori, le fiale e i microscopi sono stati lasciati alla polvere e alle ragnatele. La «cell factory» è un'officina farmaceutica il cui prodotto deve andare ad essere impiantato sull'uomo, si tratta cioè di un centro di ricerca applicata per la sperimentazione clinica e non più soltanto di ricerca in vitro. «È stato costruito tutto e poi si sono fermati – dice Lorenzo Silengo, il direttore del centro – perché un laboratorio di questo tipo per funzionare deve avere una convenzione con il sistema che lo circonda, deve avere una connessione netta con il mondo della Sanità, autorizzazioni e finanziamenti» che sono venuti a mancare. Anche se una cell factory come questa non esiste in Piemonte, ce ne sono altre in tutta Italia e nel mondo. Per attivarla servirebbe circa un milione di euro in un anno. «La Regione Piemonte dovrebbe capire che se non si ha la capacità tecnologica, la si paga agli altri – spiega Silengo – perché le persone vanno a curarsi nelle altre Regioni a nostre spese. Se invece la sanità funzionasse bene potrebbe generare ricchezza, perché si tratta di servizi per i cittadini». Il Piemonte al momento è una delle poche ad avere un flusso negativo di ricchezza per quanto riguatrda la sanità. «Spero vivamente che il centro di ricerca sulle staminali sarà aperto presto: ci sono dei macchinari costosissimi che stanno per andare fuori garanzia, abbiamo calcolato che in caso contrario la perdita sarebbe di 2 milionidi euro di macchine – dice Silengo – probabilmente i finanziamenti erano stati bloccati perché era stata sottovalutata l'importanza del centro». Se la causa di tanto penare fosse questa non lo sappiamo. Quel che è certo è che circa un anno fa era stato approvato in consiglio Regionale su proposta dell'opposizione un finanziamento di 500 mila euro per la ricerca sulle staminali da destinarsi ad attività privata. Con una delibera dell'allora assessore regionale alla Sanità Eleonora Artesio questa cifra era stata riorientata al gruppo di ricerca del professor Silengo con il compito aggiuntivo da parte della Regione di sorvegliare l'attività scientifica. «Questa delibera fu sospesa ad aprile dalla nuova Giunta di destra e assegnata all'assessore Bairati – dice la Artesio - che ha dato i soldi ad un centro di sperimentazione sulla sclerosi recentemente finito sotto inchiesta, la cui attività non era controllata da nessuna istituzione pubblica». Se, come tutti sperano, la cell fatory entrerà in funzione, diventerà un centro regionale e lavorerà a stretto contatto con l'ospedale delle Molinette per sostituire parti della pelle, della cornea e del sangue, ma tra qualche anno di sperimentazione sarà possibile anche curare le malattie epatiche e del pancreas, e in futuro si potranno riparare anche altri organi umani, dopo la dovuta sperimentazione clinica. «L'importante è che non si trattino i pazienti come cavie – afferma Silengo – non bisogna lavorare sulla loro disperazione, il paziente deve essere protetto e deve essere messo nelle condizioni di non girare il mondo per fare delle terapie inutili». Questo per l'economia piemontese e italiana è sicuramente un momento difficilissimo, ma è necessaria la capacità di investire, per non essere superati e dimenticati. In via Nizza 52 vi lavorano già molte persone: nella stessa sede, quelle della Facoltà di Biotecnologie dell'Università di Torino, si concentrano 20 gruppi di ricerca che mettono in comune le attrezzature. C'è chi studia le alterazioni cardiache, gli immunoncologi, l'incubatore di idee del Politecnico, lo HuGeF per la ricerca genetica. I laboratori sono di vetro, non sono separati da muri ma soltanto da scaffali, per facilitare la comunicazione tra i ricercatori, quasi tutti assegnisti o borsisti. «La ricerca non è più fatta dal singolo scienziato che lavora isolato nel suo studio, ma da gruppi di ricercatori che si scambiano informazioni tra loro e con il mondo esterno il più rapidamente possibile - spiega Massimo Silengo, direttore del centro di ricerca sulle staminali – solo rimanendo al passo con la velocità del mondo odierno si può fare ricerca avanzata e utile nelle sue applicazioni».
2 - Sos di una coppia di genitori ai giudici per curare la figliacon le cellule staminali
A Maria, di sei mesi, figlia di una coppia di Mestre, è stata diagnosticata l'atrofia muscolare spinale, che comporta la lenta atrofizzazione dei muscoli, bloccando, infine, le funzioni respiratorie. Secondo le previsioni, non dovrebbe superare il 18° mese di vita. I genitori hanno saputo che all’Istituto Infantile Burlo Garofalo di Trieste un medico potrebbe praticare una terapia con le cellule staminali. Ma la legge italiana la vieta. Perciò, questi genitori si sono rivolti al giudice per “imporre” questa cura, in considerazione della mancanza di altre terapie. Infatti, essi hanno cercato, inutilmente, in tutta Italia ogni altra terapia. A Trieste, invece, il medico dr. Mario Andolina, che svolge la propria attività professionale presso tale Istituto, avrebbe già ottenuto buoni risultati, ma l’Istituto Burlo si oppone, affermando che si tratta di una terapia non permessa dalla legge. Il Giudice dr.ssa Paola Ferretti, al quale i genitori si sono rivolti, ha rinviato l’udienza al 5 aprile 2011, per vedere se sia possibile aggirare l’ostacolo legale, facendo intervenire il Centro “San Gerardo” di Monza, regolarmente autorizzato e presso il quale le staminali dovrebbero essere prelevate dal padre e coltivate, mentre il trapianto dovrebbe aver luogo nell’ospedale triestino. Si attende l’esito dell’udienza dell’imminente 5 gennaio, nella quale verrà ribadita l’estrema urgenza di una decisione, visto il drammatico e rapido peggioramento delle condizioni della bambina .
3 - NUOVA TERAPIA PER IL LINFOMA A Pesaro è stata sperimentata una nuova terapia, somministrata ad alte dosi, ad un campione di 44 pazienti affetti da linfoma in stadio avanzato prima di essere sottoposti all’autotrapianto di cellule staminali. La sperimentazione del protocollo è stato messa a punto presso la struttura di Ematologia di Pesaro, con l’approvazione del comitato etico, dell’Agenzia italiana del farmaco e dell’European medicines agency. I risultati della sperimentazione sono stati rilevanti, ovvero l’84% dei pazienti che si sono sottoposti a questo trattamento hanno raggiunto la remissione totale della patologia e hanno conservato questo stadio per più di un anno dal trattamento stesso. La sperimentazione è stata diretta da Giuseppe Visani, primario della struttura di Ematologia di Pesaro, il quale l’ha definita una “rivoluzione” nel panorama terapeutico.
Come di consueto, pubblichiamo pure notizie di carattere medico anche non relative alle cellule staminali, certi di fare così opera gradita ai nostri soci e simpatizzanti. 4 - DALL’AMAZZONIA NUOVE TERAPIE PER IL CANCRO
I tumori al colon, al seno, ai polmoni ed altri tipi di cancro solidi sarebbero sconfitti da una pianta dell’Amazzonia, nelle foreste fluviali del Sud America, la GRAVIOLA (annona muricata). Una grande industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha effettuato ricerche con esito positivo su due potenti componenti della pianta, ma, poiché per legge non si possono brevettare le sostanze naturali, il risultato della ricerca non poté essere brevettato e, conseguentemente, fu archiviato. Altro Centro, il National Cancer Institute, ha effettuato analoghe ricerche sulla graviola, archiviandole per gli stessi motivi. L’esito di tali ricerche è positivo pure per il cancro della prostata, del pancreas e del polmone. Il presente è un estratto da Istituto delle Scienze e della Salute.
TGR LEONARDO DEL 14.1.011 ORE 14,50 SINTESI: 5 - RICERCHE IN CAMPO MEDICO: POSSIAMO FIDARCI? Noi del TG LEONARDO non parliamo troppo spesso di farmaci perché talvolta abbiamo dei dubbi. Vi spieghiamo il perché. L’epidemiologo greco John Ioannidis, diventato uno dei maggiori esperti al mondo sulla credibilità della ricerca medica, afferma, statistiche alla mano, che l’80% delle informazioni mediche sono tarate su vizi di prospettiva. Le ricerche sono spesso condizionate da interessi. Il ricercatore, volontariamente od involontariamente, manipola i dati, sulla base di convinzioni personali e pregiudizi o da inesattezze statistiche. Sovente vuole dimostrare l’efficacia delle medicine sia per agevolare la propria carriera sia per ottenere finanziamenti. Perciò, sovente la ricerca diventa fuorviante, esagerata o persino falsa. Infatti, gli studi non sono sempre corretti ed i controlli incrociati non si fanno quasi mai. Bisogna cercare sempre la verità come insegnava la medicina greca. Servizio di Claudia PREGNO
6 - TERAPIA DI ULCERE DIABETICHE MEDIANTE CELLULE STAMINALI ANSA) - NAPOLI, 22 GEN - Grazie alle cellule staminali e possibile guarire le ulcere diabetiche 'difficili. Lo rileva una tecnica chirurgica innovativa sperimentata a Napoli su pazienti che da anni non guarivano. Tramite un prelievo di grasso dall'addome, e' stato estratto un cocktail di precursori cellulari staminali, poi trapiantato sulle zone da trattare con delle microcannule, permettendo cosi' la ricostruzione del tessuto. Il trattamento potrebbe essere utilizzato anche in chirurgia ricostruttiva post-oncologica.
Da ADUC SALUTE CELLULE STAMINALI PER IL MIDOLLO SPINALE, CANCRO DEL SANGUE, MALATTIE CARDIOVASCOLARI, SINDROMI INFIAMMATORIE INTESTINALI ED ICTUS
21 - CELLULE EMBRIONALI NON BREVETTABILI
È di questi giorni (ottobre
2011) la notizia secondo la quale la UE ha vietato di brevettare
l’esito delle ricerche sulle cellule staminali embrionali. La
notizia è importante perché la non brevettabilità toglie il supporto
economico alle ricerche stesse.
(ANSA) - GENOVA, 19 NOV. 22 - Cellule staminali cerebrali per combattere la sclerosi laterale amiotrofica.
Dopo nove anni di attesa, la prima
fase della sperimentazione può finalmente partire. "Ieri sera è
arrivata l'ultima autorizzazione ed entro l'Immacolata daremo il via
al reclutamento dei pazienti",annuncia il professor Angelo Vescovi,
intervenendo oggi a Genova ad un convegno sulle staminali
organizzato dall'ospedale Galliera di Genova in collaborazione con
la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
23 - TUMORI
TROVATA IN LABORATORIO UNA PROTEINA INDISPENSABILE PER
LO SVILUPPO DELLE METASTASI Non solo, ma, in laboratorio, si è riusciti
a creare un anticorpo, che rende in operativa questa proteina,
chiamata “periostina”. Lo comunica un gruppo di ricercatori
dell’Istituto svizzero per la ricerca sul cancro (ISREC) presso il
Politecnico di Losanna.
24 - LA CRESCINA SAREBBE UN BLUFF
Stando alle notizie provenienti da Guariniello, Procuratore della
Procura della Repubblica di Torino, la crescina sarebbe un bluff
perché di nessuna utilità per il cuoio capelluto e non sarebbe un
prodotto efficace per la calvizie. È in corso un’indagine penale per
l’ipotesi di frode commerciale.
Da
BLITZ QUOTIDIANO riceviamo:
25 - fuga dal San Raffaele. Dopo il crac a rischio
la ricerca
MILANO – Dalla terapia genica alle
cellule staminali sono 523 i trials clinici, ovvero studi di nuovi
farmaci o terapie, per provarne l’efficacia, e la sicurezza, che
rischiano lo smarrimento dopo la tempesta giudiziaria che si è
abbattuta sull’Istituto San Raffaele. La magnificente struttura
costruita da don Luigi Verzè va incontro ad un affossamento della
ricerca, con la conseguente fuga di cervelli.
A
lanciare l’allarme è il quotidiano la Repubblica che a pagina 19
scrive: “Per tre mesi in estate e autunno fornitori hanno bloccato
le consegne di reagenti e altro materiale essenziale per i
lavoratori. I milioni del 5 per mille difficilmente affluiranno
nelle casse di un ente che per mesi ha fatto parlare di sé a causa
dei fondi neri”.
Fra i
45 istituti di ricerca e cura a carattere scientifico italiani, il
San Raffaele è al primo postoper pubblicazioni scientifiche: 832 nel
2010, con una media di tre al giorno. Le atività scientifiche
ammontano a 55 milioni l’anno. “Ma – avverte la Repubblica -anche se
i soldi sono distinti dalle casse del San Raffaele, la gestione
spetta alla Fondazione. Ecco perché il crac sta facendo vivere
momenti difficili a un pilasto della ricerca in Italia”.
Sono
1482 i ricercatori impiegati al San Raffaele che si domandano cosa
ne sarà del loro futuro. Intanto due tra i più prestigiosi
ricercatori da gennaio lasceranno Milano: Giulio Cossu, direttore
della divisione di medicina rigenerativa, cellule staminali e
terapia genica e Michele De Palma, tra i più promettenti ricercatori
di oncologia. Se è vero che fare nuove esperienze, fa parte del
mestiere di ricercatore, è pur vero che nessuno oggi è disposto a
rimpiazzarli. Matteo Iannacone, che ha lasciato il suo laboratorio
di Harvard per lavorare al San Raffaele ha spiegato alla Repubblica:
“L’istituto ha perso potere negoziale e credibilità. La nuova
gestione, qualunque essa sia, deve subito far ripartire i motori”.
Luca
Guidotti, capo del Centro dello studio per il fegato, precisa: “Per
noi fermare un laboratorio per 4-5 mesi significa perdere 2 o 3 anni
di competitività rispetto agli altri gruppi di ricerca”. Non resta
che attendere la nuova direzione: l’istituto, comunque, “resta una
preda ambita”, assicura lo scienziato. |
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