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NOTIZIE DAL MONDO DELLE  CELLULE  STAMINALI 2012

 

 

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ARGOMENTI  QUI  TRATTATI:

 

1 -  Cina, stop alle cure sperimentali con cellule staminali.

2- Fertilità anche dopo la menopausa, grazie a cellule staminali.

3 - Centri di trapianti staminali in Italia.

 

1 - CINA, STOP ALLE CURE SPERIMENTALI CON CELLULE STAMINALI

 

pubblicata il 10.01.2012

PECHINO (Reuters) - La Cina ha ordinato di fermare tutte le cure e i test clinici non riconosciuti con le cellule staminali. Lo riferiscono oggi i media di stato.

Il ministero della Salute smetterà di accettare nuove richieste per programmi con cellule staminali, un blocco che durerà fino a giugno e arriva mentre la Cina inizia un programma annuale per regolare meglio il settore, scrive l'agenzia di stampa Xinhua citando un portavoce del ministero.

Un crescente numero di ospedali e cliniche nelle grosse città della Cina offrono terapie con staminali per curare malattie che vanno dal tumore all'Alzheimer ai danni alla spina dorsale, cure che non hanno o hanno poche evidenze scientifiche e che al massimo possono essere considerate sperimentali.

Per alcune i pazienti, che arrivano anche dall'estero, pagano fino a decine di migliaia di dollari.

Il portavoce del ministero ha detto che gli ospedali non potranno più far pagare per cure staminali sperimentali in base al nuovo ordine, emesso congiuntamente al Food and drug administration cinese (Sfda).

Il sito web ufficiale della TRT.

 

2 - FERTILITA’ ANCHE DOPO LA MENOPAUSA

Cellule staminali contenute nelle cellule germinali femminili sono in grado di produrre ovociti e, quindi, consentire il concepimento anche in menopausa. Prelevando le staminali in età giovane e conservandole, si può permettere alla medesima donna di riutilizzarle anche quando il concepimento normalmente non sarebbe più possibile. Si tratta di una scoperta, attuata da ricercatori del Massachussetts General Hospital, che implica problematiche di natura sia etica che di carattere medico perché la donna incinta in tarda età può presentare disturbi, che renderebbero pericolosa la gestazione e difficile l’opera educativa del bambino.




3 - CENTRI DI TRAPIANTI STAMINALI IN ITALIA

 

I centri di ematologia italiani usano già come terapia da diversi anni, ad esempio, le staminali adulte ematopoietiche (cioè capaci di generare il sangue e i suoi tessuti), prelevandole dalla cresta iliaca del midollo osseo (con iniezioni aspiranti) o dal sangue periferico o dal cordone ombelicale.
Questo tipo di interventi ha raggiunto, nel solo 2008, la ragguardevole cifra di 1374 trapianti di staminali nel sangue, prese dal malato stesso o da un donatore.
Il Centro nazionale dei Trapianti fa sapere che sono 370 mila i nostri connazionali, che donano le staminali del loro midollo osseo. In pratica le staminali ematopoietiche vengono iniettate per endovena nei malati, per ripristinare le capacità del midollo osseo di generare cellule sane: questo avviene dopo che questi pazienti si sono sottoposti a cure farmacologiche per eliminare le loro cellule midollari malate e cancerogene.

Oltre alla leucemia, questa possibilità di cura esiste anche per l'ADA-Scid, una malattia infantile che provoca immunodeficienza e che è causata dalla mancanza genetica dell'enzima Ada.
Quest'ultima patologia è trattata con staminali adulte prelevate dal midollo osseo del paziente stesso (trapianto autologo) presso l'ospedale San Raffaele di Milano. Lo studio, che ha reso possibile curare con successo 10 bambini con questa tecnica, è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine. Il trapianto di midollo osseo consente oggi ai malati di talassemia, o anemia mediterranea, di diventare indipendenti dalle continue trasfusioni: presso il Centro regionale dei trapianti di Cagliari. Una specifica cura con farmaci rende possibile ed efficace questo intervento nei due terzi dei malati trattati con staminali di donatore non familiare.
Le cellule staminali adulte ematopoietiche sono state usate anche per combattere il tumore dei reni di Wilms o nefroblastoma, in associazione alla chemioterapia su 20 bambini, presso l'Istituto dei Tumori di Milano, dal 2001 al 2006. I piccoli accusavano una fortissima recidiva dopo l'asportazione chirurgica del tessuto renale malato: la terapia con le staminali ematopoietiche ha salvato la vita di 12 di loro e il protocollo terapeutico sarà ulteriormente sperimentato.
Alcuni miglioramenti sono stati riscontrati anche nei malati di Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e di malattia di Duchenne trattati con le staminali adulte: seppure esse non costituiscano una terapia risolutiva, tuttavia hanno mostrato di poter incidere positivamente sulla qualità di vita dei pazienti.
Dal 2007, all'ospedale Maggiore di Milano, chi soffre di malattia di Duchenne può sottoporsi al trapianto di staminali autologhe prelevate dai muscoli; chi è affetto da Sla, invece, può sottoporsi volontariamente a iniezioni di staminali midollari mesenchimali all'azienda ospedaliera dell'Università di Novara. Quest'ultimo istituto ha sperimentato il protocollo nel 2005 su 9 pazienti malati di Sla: le staminali non sono state tossiche per nessuno di loro, mentre 5 persone hanno ottenuto dei miglioramenti.

Nel caso della Sclerosi Multipla sono molti i centri ospedalieri italiani dove vengono usate come cura le staminali autologhe ematopoietiche: ciò avviene specialmente laddove non vi è una positiva risposta al trattamento con i farmaci.


Lo studio “Gitmo” (Gruppo italiano trapianto midollo osseo), a cui ha preso parte anche l'ateneo di Genova, ha effettuato nel 2006 21 trapianti di staminali autologhe ematopoietiche in altrettanti ammalati di Sclerosi Multipla, arrestando la fase critica del morbo con una notevole riduzione delle infiammazioni.
Il dott.Paolo Macchiarini, direttore della chirurgia toracica dell'Hospital Clinic di Barcellona, opera da pochi mesi anche in Italia presso l'azienda ospedaliera Careggi di Firenze: qui è possibile ricevere un trapianto di staminali autologhe per la ricostruzione della trachea. Il dott.Macchiarini e la sua equipe, tramite tecniche di bioingegneria, privano la trachea del donatore delle cellule che potrebbero dare adito a rigetto nel ricevente e la rivestono delle staminali autologhe del ricevente prima di impiantarla: in questo modo si azzerano i rischi di rifiuto del tessuto trapiantato e non si devono prendere farmaci immunosoppressori.

L'operazione è un'evoluzione della tecnica “scaffold”, usata già in passato con successo per generare le ossa con le staminali: ciò avviene agli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna, dove una bioceramica porosa viene rivestita di staminali autologhe del midollo osseo del paziente, a cui essa viene impiantata nella parte mancante di osso. Dopo pochi mesi l'impianto ha realizzato una completa fusione con l'osso ospitante e, dopo 7 anni dal primo intervento di questo tipo, non sono state mai segnalate complicazioni post-operatorie.

Nel reparto di ortopedia dell'ospedale Sant'Anna di Como, diretto dal prof.Enzo Zottola, si utilizzano le staminali ematopoietiche per le fratture di difficile guarigione e per la fusione delle ossa di piede e caviglia. La terapia è di supporto al trapianto osseo e, come spiega il dott.Zottola, le staminali mesenchimali vengono prelevate dall'ala iliaca del paziente stesso, filtrate con una matrice di collagene, concentrate e applicate nel luogo d'intervento con un sostituto osseo. Il callo osseo si forma in minore tempo e il trauma chirurgico è certamente ridotto rispetto alla procedura che prevede il trapianto di osso autologo.

Come si vede, sono già diversi i campi in cui vengono utilizzate le staminali adulte con buoni e promettenti risultati. Tuttavia bisogna evitare di ingenerare nei malati di gravi patologie false o premature speranze: le cure con le staminali non sono ancora disponibili per molte malattie e ancora bisogna fare molta strada per mettere a punto protocolli terapeutici sicuri ed efficaci.
Non ha dato i risultati sperati, ad esempio, l'impiego delle staminali per rigenerare il tessuto cardiaco colpito da infarto acuto del miocardio: uno studio di follow-up su cinque interventi, svolti all'ospedale Manzoni di Lecco tra il luglio 2006 e l'agosto 2007, è stato pubblicato sulla rivista “Minerva Cardioangiology” e ha indicato risultati di efficacia “non così incoraggianti”, pur se la terapia con le staminali s'è dimostrata non tossica per tutti gli operati.
Effetti avversi significativi sono stati riscontrati, inoltre, nell'impiego delle staminali per curare le patologie del sangue: una squadra di ricercatori dell'ospedale Ferrarotto di Catania ha esaminato le complicanze di 179 interventi d'infusione di cellule ematopoietiche crioconservate potendo osservare, ad esempio, una ridotta frequenza cardiaca in alcuni pazienti, dipendente dalla loro età e dalla quantità e velocità d'infusione.



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